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lunedì 22 maggio 2017

Autoritratto sulla Bugatti verde, Tamara de Lempicka

Particolare dell'opera
Poche opere come l’Autoritratto sulla Bugatti verde del 1929 ben rappresentano Tamara de Lempicka e l’epoca in cui visse il suo successo, nel pieno della liberazione femminile dal potere totalitario maschile. Celebrata dagli uomini già nel 1907, da Filippo Tommaso Marinetti nel 1908 e dalla successiva estetica futurista, solo nei primi anni venti l’automobile si confermò come l’oggetto necessario per una donna che si volesse sentire moderna. Juliette Bruno-Ruby scrisse che l’auto è "il simbolo della liberazione della donna, che ha fatto, per rompere le sue catene, molto più di tutte le campagne femministe e le bombe delle suffragette. Dal giorno in cui ha preso in mano il volante, Eva è diventata uguale ad Adamo".

venerdì 19 maggio 2017

L'impero delle luci, René Magritte

René Magritte, particolare dell'opera
L’impero delle luci è senz'altro uno dei dipinti più straordinari realizzati da René Magritte, per la sensazione atmosferica che riesce a comunicare, ed è uno dei quadri che richiama di più gli ideali surrealisti. Venne realizzato da Magritte nel 1954, usando la tecnica dei colori a olio su una tela di 146 per 114 centimetri. In realtà esistono diverse versioni di questo dipinto: la prima, del 1950, conservata nel Museum of Modern Art di New York; la seconda, del 1954, esposta al Musées Royaux des Beaux-Arts in Belgio; una terza, opera realizzata nel 1967 e conservata in una collezione privata.
Quella di cui parlaremo è del 1954 ed è oggi esposta presso la Collezione Peggy Guggenheim a
Venezia.

martedì 16 maggio 2017

Il bar delle Folies-Bergère, Edouard Manet

Edouard Manet, Il bar delle Folies-Bergère, 1881-1882
Il malinconico dipinto Bar delle Folies-Bergèr è l'opera che avete votato di più tra quelle dell'artista francese Édouard Manet (1832-1883), nel sondaggio mensile realizzato nella →community di Artesplorando su Facebook. Manet  proveniva da una famiglia benestante e inizialmente il suo desiderio fu quello di diventare un ufficiale di marina. Dopo aver fallito però gli esami di ammissione si rivolse all'arte per la quale tra l'altro dimostrò grande talento fin dalla tenera età. A diciotto anni, entrò così nello studio di Thomas Couture, il più importante pittore accademico del periodo.

sabato 13 maggio 2017

Flagellazione di Cristo, Piero della Francesca

Piero della Francesca, flagellazione di Cristo
Il mistero di questo piccolo dipinto su tavola di 58 centimetri di altezza per 81 di lunghezza, realizzato a tempera, è profondo e irrisolto. L’opera, una delle più rappresentative di Piero della
Francesca e del Rinascimento italiano in generale, fu scoperta nel 1839 nella sagrestia del Duomo di Urbino. A compiere il ritrovamento fu Johann David Passavant, pittore tedesco della corrente dei nazareni. L’artista si ritrovò a Urbino nel corso di un viaggio fatto per seguire le orme di Raffaello, vide la tavola e registrò scrupolosamente una sua descrizione sul taccuino di viaggio.

mercoledì 10 maggio 2017

Umberto Boccioni


Milanese sì, ma nato in Calabria, Umberto Boccioni ci appare come un frutto imprevisto dell’Unità d’Italia: provinciale, ma allo stesso tempo nazionale e proiettato nel centro delle correnti culturali europee. L’artista nacque a Reggio Calabria nel 1882. Trascorsi gli anni dell’infanzia tra Forlì, Genova e Padova, finì i suoi studi a Catania e cominciò ad avvicinarsi al mondo della letteratura. Nel 1899 si spostò a Roma: nella capitale scoprì la sua passione per la pittura e conobbe l’artista Gino Severini, con cui condivise un grande interesse per l’arte figurativa. I due artisti frequentarono lo studio di Giacomo Balla, che spiegò loro i fondamenti della tecnica divisionista, con la sua separazione del colore in piccole pennellate filamentose sovrapposte.

domenica 7 maggio 2017

Conversione di San Paolo, Caravaggio

Caravaggio, Conversione di San Paolo, 1600-01, Cappella Cerasi, Santa Maria del Popolo, Roma
La Conversione di San Paolo è una delle opere più belle del Caravaggio. È un dipinto a olio su tela di 230x175 cm, realizzato nel 1601 per la chiesa di Santa Maria del Popolo a Roma, insieme alla Crocifissione di san Pietro. L’importante contratto di quattrocento scudi, stipulato con monsignor Tiberio Cerasi, avrebbe permesso al pittore di pagare i suoi debiti e di godere di un certo benessere.
Caravaggio realizzò una prima versione dell’opera che, forse a causa di un cambio di idea da parte dei committenti o di un rifiuto, venne sostituita da una seconda. In entrambi i dipinti l’artista raffigura un episodio della vita di san Paolo o Saulo di Tarso, un ebreo che, come tanti, era ostile alla Chiesa e ai cristiani.