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martedì 27 marzo 2012

Il ritratto e la Serenissima

Giovanni Bellini, ritratto di Lorenzo Loredan

Giovanni Bellini

Due parole per inquadrare un periodo estremamente complesso per il nostro percorso sul ritratto. Indiscusso caposcuola all'inizio del XVI secolo è Giovanni Bellini che regge il ruolo di pittore ufficiale della Repubblica veneziana, fino alla morte nel 1516.

A lui il merito di aver aperto la strada del tonalismo, e di far vivere nella pittura l'atmosfera, la luce, e i colori della campagna veneta. Ma a Venezia passano a giro stretto anche Leonardo, Bosch e Durer, creando un clima particolarmente stimolante, immediatamente interpretato e raccolto da esordienti di eccezionali doti come: Giorgione, Lorenzo Lotto, il grande Tiziano Sebastiano Luciani (poi detto del "Piombo"). Questi artisti si contenderanno la scena artistica della Serenissima, lavorando a volte fianco a fianco e a volte in stretta competizione.

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La scena artistica della Serenissima tra Quattro e Cinquecento è quindi dominata da Giovanni Bellini, anche nel campo specifico del ritratto, dove prosegue con le sue ricerche di atmosfere luminose avvolgenti e leggermente sfumate. Esplicito è il caso del solenne e umanissimo ritratto del doge Leonardo Loredan, il cui ricco abito da cerimonia viene modellato dalla luce solare, su uno sfondo azzurro che resterà nella memoria di Durer.


Giorgione

Ma come non parlare del Giorgione (1477/78-1510) i cui ritratti segnano una breve, ma suggestiva pagina nella pittura del primo Cinquecento. Con lirica profondità, Giorgione svela lati reconditi dell'animo umano. Sui suoi personaggi si stende un velo di malinconia, di sottile rimpianto, quasi la consapevolezza del tempo che fugge. Tema molto caro all'artista. Pur nella loro esiguità, i ritratti di Giorgione segnano una svolta importante, aprendo la strada a Lotto e Savoldo.

Giorgione, ritratto di uomo, 1506
Il Zorzon avrà stretti rapporti con Lorenzo Lotto, Sebastiano del Piombo e sopratutto Tiziano. Quest'ultimo sarà anche in competizione con gli altri, per ottenere la carica di pittore ufficiale della Serenissima. E ciò avverrà anche a causa della prematura morte di Giorgione avvenuta nel 1510, durante l'epidemia di peste. Con la partenza di Sebastiano per Roma e di Lorenzo per Bergamo, Tiziano, avrà solo il Bellini a bloccare la sua ascesa.
Ma la vecchiaia di quest'ultimo se lo porterà via nel 1516, spianando la strada all'ambizioso Tiziano.

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Quest'ultimo sarà l'artefice di un nuovo tipo di ritratto e prossimamente lo vedremo!
Per seguire tutto il percorso sul ritratto guarda l'etichetta #ritrattieritrattisti

Fonti: Il ritratto, a cura di Stefano Zuffi, Electa, Milano, 2000

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