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martedì 13 marzo 2012

Il ritratto fiammingo

Jan van Eyck, Ritratto di uomo con turbante rosso
I volti dei dipinti fiamminghi hanno una nuova vita, una luce negli occhi che crea un'empatia con chi li osserva.
Con in maestri fiamminghi si ha la nascita di un' impostazione diversa del ritratto: il personaggio dipinto si distacca dal fondo, prende forma e volume, ruota verso chi guarda e si pone in dialogo con lui. L'arte fiamminga è legata all'avvento di una cultura cittadina, imprenditoriale, laica e commerciale, dove si allarga la fascia sociale che ricorre al ritratto.

Non più solo regnanti, vescovi, aristocratici, ma mercanti, banchieri, rappresentanti finanziari che desiderano farsi ritrarre in pose e atteggiamenti che spesso imitano quelli dei potenti, ma sono l'espressione di una nuova consapevolezza sociale.

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Nuove tipologie di ritratto

Ecco che le tipologie di ritratto si ampliano, da quello di profilo, ufficiale, usato da regnanti e alti prelati, a quello di tre-quarti usato dalla nuova borghesia.
I pittori fiamminghi del XV secolo, a cominciare da  Jan van Eyck (QUI) e da Robert Campin, vanno considerati i veri fondatori del ritratto moderno per aver saputo rendere la varietà dei tipi fisici, delle età, delle espressioni, le vibrazioni sentimentali.
Un passo ulteriore verso la modernità!

Scopri di più!

Per una guida introduttiva al genere del ritratto leggete QUI
Per approfondire i fiamminghi QUI
Per scoprire la storia del ritrattismo segui l'etichetta #ritrattieritrattisti

Fonti: Il ritratto, a cura di Stefano Zuffi, Electa, Milano, 2000


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