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domenica 18 marzo 2012

Il ritratto nel quattrocento italiano

Pisanello, ritratto di Lionello d'Este
Pisanello, ritratto di Ginevra d'Este
Come spesso accadde nella storia dell'arte, anche nel caso del ritrattismo l'Italia svolge un ruolo chiave per il suo sviluppo ed evoluzione
Nella storia del ritratto, il quattrocento in Italia segna la contrapposizione tra il ritratto dipinto e quello scolpito: in pittura abbiamo ancora il ritratto di profilo, legato ai prototipi franco-provenzali; in scultura, grazie ai maestri fiorentini, prende avvio la produzione di busti realistici, studiati per essere visti di fronte.

Quindi nonostante l'esempio cronologicamente parallelo, dell' arte fiamminga, il ritratto in pittura continua a mantenere l'impostazione tradizionale di profilo.
Emblematica figura fra tardogotico ed umanesimo resta Pisanello, che svilupperà la propria carriera artistica nelle corti italiane (Verona, Mantova, Ferrara, Milano, Napoli), alternando l'esecuzione di dipinti e medaglie.

Grazie a lui il ritratto di profilo raggiunge il massimo grado di sviluppo, facendosi interprete delle esigenze dei signori delle corti italiane: immediata riconoscibilità, scelta di un'espressione che ponesse in evidenza le qualità umane ed il rango intellettuale e che nascondesse i difetti.
Non mancano comunque altri interpreti quali: Ercole de' Roberti, Cosmè Tura, Piero della Francesca (→QUI), Masaccio (→QUI), Paolo Uccello (→QUI) e altri ancora che in questa carrellata veloce nella storia del ritratto, non approfondiremo.

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Il ritratto in scultura

La storia del ritratto in scultura invece, nel quattrocento, ha un improvviso balzo in avanti quando in alcune botteghe fiorentine si inizia a tradurre in marmo, in terracotta, in bronzo o in ceramica smaltata immagini  di cui si possono trovare i precedenti nella tradizione devozionale locale: i busti in cera, offerte votive, oggi andate perdute, ma ben documentati dalle fonti.

Andrea Verrocchio, dama col mazzolino
Grazie alla malleabilità del materiale, la cera permette effetti di impressionante verosimiglianza, necessaria per identificare il donatore. Vari scultori toscani del quattrocento riescono a ottenere con il marmo o con la terracotta risultati analoghi, producendo busti-ritratto a tutto tondo decisamente più immediati e "parlanti" dei ritratti dipinti di profilo in quegli stessi anni.

Scopri di più ...

Per una guida introduttiva al genere del ritratto leggete QUI
Per scoprire la storia del ritrattismo segui l'etichetta #ritrattieritrattisti

Fonti: Il ritratto, a cura di Stefano Zuffi, Electa, Milano, 2000


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