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martedì 8 maggio 2012

Jan Vermeer ritrattista

Jan Vermeer, ragazza con cappello rosso.
Un piccolo gruppo di misteriose, lucenti figure femminili rischiara la pittura olandese della metà del Seicento.
Sono le fanciulle dipinte da Jan Vermeer, ai suoi tempi celebrato proprio per le affascinanti immagini di ragazze.
Le circostanze biografiche hanno voluto che il pittore di Delft sia vissuto circondato da una piccola folla di donne (madre, sorelle, moglie, suocera, numerose figlie), ma l'identità delle sue modelle resiste a ogni congettura.

Scarse sono le notizie sulla sua vita; il padre, locandiere, praticava il commercio di dipinti. Vermeer ebbe dieci figli, ma siamo informati soprattutto, attraverso documenti che fanno luce sulla quotazione delle sue opere, delle difficoltà economiche che lo costrinsero verso la fine della sua vita a rinunciare alla sua attività di mercante-pittore.


Del pittore, del quale si conservano meno di quaranta dipinti, sono conosciuti due soli quadri datati con precisione: Dalla mezzana (1656) e l’Astronomo (1668) che si collocano nella linea più tipica
della pittura borghese di genere.
Attori principali dei suoi dipinti sono più spesso personaggi femminili ritratti in atteggiamenti assorti nell’atto di leggere una lettera, di scrivere o intenti a suonare uno strumento.
So che tutti voi avrete in mente la ormai troppo celebrata ragazza con l'orecchino, ma non ho scelto quel dipinto per mostrarvi il Vermeer ritrattista!

Ragazza con cappello rosso

La Ragazza con cappello rosso è un dipinto a olio su tavola, databile al 1655 circa e conservato nella National Gallery di Washington.
Nel ritratto la ragazza ha il cappello rosso e si avverte quasi sotto i polpastrelli il diffondersi, in forma pulviscorale, finissima ma pur sempre avvertibile, del riflesso rosso vivo del largo cappello.
Sembra colta in un'istantanea, in una posa immediata e informale, con le labbra languidamente dischiuse. Indossa due orecchini di perle e un mantello azzurro al di sopra di un alto colletto bianco.

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Il braccio destro è poggiato all'altezza della cornice del dipinto, sullo schienale di una sedia di cui si vedono solo le estremità con teste leonine, come se la ragazza stesse seduta su un'altra sedia non raffigurata.
Lo sfondo è una sorta di arazzo: nelle trame del disegno, vagamente leggibile, si trova la sigla che rimanda all'artista.
Vermeer non può essere considerato solamente un ritrattista, ma nella sua produzione trovano posto splendidi esempi di ritratti, in cui il palpito di vita è presente attraverso piccoli tocchi di biacca e per questo ho desiderato inserirlo in questa carrellata nel mondo del ritratto.

Continua l'esplorazione ...

Per scoprire la storia del ritrattismo segui l'etichetta #ritrattieritrattisti

Fonti: Il ritratto, a cura di Stefano Zuffi, Electa, Milano, 2000

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