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mercoledì 10 ottobre 2012

Giovanni Boldini ritrattista

Giovanni Boldini, ritratto della marchesa Casati
Continua il viaggio attraverso i più grandi ritrattisti della storia dell'arte e non potevamo non parlare di lui: Giovanni Boldini.
Nel panorama pittorico italiano, il tratto virtuosistico di Giovanni Boldini (1842-1931) è tra i più efficaci veicoli di espressione del vuoto edonismo della società fin de siecle.

Le sue pennellate veloci, finalizzate alla rappresentazione del fastoso scenario delle riunioni mondane, rivelano una volontà estetica pienamente aderente al conformismo gaudente dell'epoca.
Sulle tele del pittore prendono forma figure femminili del tutto simili alle muse ispiratrici della contemporanea letteratura decadente.


L'ammaliante magnetismo delle etoiles del teatro e la conturbante libertà di costumi delle signore dell'alta borghesia italiana e parigina riecheggiano da vicino la languida sensualità delle eroine di d'Annunzio.
L'opera che vi propongo rappresenta una donna che durante i primi trent’anni del XX secolo fu protagonista delle scene mondane ed artistiche internazionali.

Ritratto della Marchesa Casati

Il dipinto rappresenta la marchesa Luisa Casati Stampa, femme fatale dominatrice delle cronache mondane parigine nei primi due decenni del Novecento e omaggiata dai principali artisti del tempo. Boldini conobbe la Casati a Venezia e ne eseguì vari ritratti. 
L'artista ferrarese lavorò a quest'opera tra il 1911 e il 1913 a Parigi, ritraendo la marchesa con una strana acconciatura di piume di pavone che enfatizza il virtuosismo pittorico del ritratto. La Casati era infatti conosciuta per i suoi abiti originali e vistosi. Qui è raffigurata seduta e inclinata in avanti, il braccio destro steso lungo il fianco, la mano aperta con le lunghe dita affusolate.

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La pittura di Boldini, incapace di calarsi nella drammatica complessità del suo tempo, verrà accusata dalla generazione di artisti d'avanguardia di sterile virtuosismo stilistico e di facile sfruttamento di banali stereotipi compositivi.
Personalmente trovo particolarmente evocative ed affascinanti le atmosfere e le figure ritratte dal pittore che rimane uno dei miei preferiti.

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Per seguire tutto il percorso della storia del ritratto vedi l'etichetta #ritrattieritrattisti

Fonti: Il ritratto, a cura di Stefano Zuffi, Electa, Milano, 2000

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