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lunedì 8 ottobre 2012

James Abbot Whistler ritrattista

James Whistler, sinfonia in bianco n. 1
Interprete della rimozione operata dalla classe dirigente britannica e americana nei confronti del disagio sociale dei ceti meno abbienti, James Abbot Whistler ( 1834-1903) introduce all'interno del granitico universo di valori della borghesia ottocentesca la complessa contraddittorietà dell'epoca.
Sotto i candidi abiti delle fanciulle ritratte il pittore fa trapelare un microcosmo di emozioni e di inquietudini potenzialmente esplosivo.
Le sue anonime eroine assurgono a simbolo di un'atmosfera culturale ed esistenziale  intrisa di malinconico simbolismo.

L'età vittoriana vede l'inasprirsi della differenza di classe in universi opposti, privi di qualsiasi relazione reciproca: borghesia e proletariato. Sul finire del secolo la fede nel progresso tecnologico e scientifico che aveva animato il positivismo ottocentesco, comincia a vacillare.


L'opera che qui vi presento mostra il legame creativo delle diverse arti, in particolare tra pittura e musica, tipico dell'atmosfera culturale del periodo e qui testimoniato dal titolo del dipinto.

Sinfonia in bianco n. 1

Joanna Hifferman, giovane modella irlandese e amante del pittore, posa per Whistler nel suo studio parigino. Il titolo del ritratto, è forse dovuto ad un suggerimento di un giornalista, il primo ad accostare la pittura di Wistler alla musica.
L'opera mostra una donna a figura intera vestita di bianco in piedi su una pelle d'orso polare di fronte a una tenda bianca con un giglio bianco in mano.
Insomma possiamo dire che l'opera è quasi interamente bianca!
Il dipinto è stato interpretato dai critici sia come un'allegoria dell' innocenza e della sua perdita, che come allusione religiosa alla Vergine Maria.

E' stato respinto sia dalla Royal Academy che dal Salon ufficiale di Parigi, ma alla fine è stato esposto al Salon des Refusés nel 1863. A questa mostra era presente anche Édouard Manet con la famosa Colazione sull'erba, e insieme le due opere si sono guadagnate un sacco di attenzione.

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E' un bellissimo pittore, ma forse non un grande pittore. Mezzo-campione della pittura contemporanea, credo sia destinato ad avere la stima, non la gloria. L'infatuazione, forse, del pubblico. Mai però la passione, che, nell'arte, è un'altra cosa.
A voi l'ardua sentenza!

Continua l'esplorazione ...

Per scoprire la storia del ritrattismo segui l'etichetta #ritrattieritrattisti

Fonti: Il ritratto, a cura di Stefano Zuffi, Electa, Milano, 2000

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