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domenica 2 marzo 2014

Berthe Morisot

Berthe Morisot, la culla
Mi ha particolarmente colpito la figura di questa pittrice. Un po' perché in generale le pittrici nella storia dell'arte sono rare e un po' perché partecipa ad un movimento a cui sono molto legato: l'impressionismo.
Dotata di una sensibilità artistica straordinaria, Berthe Morisot (1841-1895) dovette combattere per tutta la vita contro il pregiudizio sociale che escludeva le donne dalla professione pittorica.

La sua famiglia si trasferì a Passy, presso Parigi, nel 1852 e già nel 1856 la Morisot iniziò a studiare pittura, prima con Geoffrey-Alphonse Chócarne, un neoclassicista, poi con Joseph Guichard, che era stato allievo di Ingres, ma che in seguito aveva adottato una maniera simile a quella di Delacroix. Con Guichard Morisot visitò ripetutamente il Louvre, dove si esercitò copiando le opere dei classici.

Nel 1859 Guichard la presentò ad Achille Oudinot (discepolo e amico di Corot e Daubigny),mche a sua volta le fece conoscere Corot, nel cui studio lavorò, insieme con la sorella Edma, dal 1862 al 1868 (del 1863 è la copia di Berthe della Veduta di Tivoli di Corot). Conobbe poi Puvis de Chavannes, Degas e soprattutto Manet (che la ritrasse in Al bancone, 1868-69; Parigi, mo, e poi in Berthe Morisot con un mazzo di violette, 1872), di cui fu allieva e il cui esempio fu per lei fondamentale, sebbene sia lecito parlare di un’influenza reciproca tra i due artisti.

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Gli esordi della Morisot (che espose per la prima volta al Salon del 1864) si collocano sulle orme della scuola di Barbizon, con una serie di paesaggi che già verso il 1870 si accostano però a modi impressionisti, con figure dai contorni non più nettamente definiti, pennellate sciolte, toni sfumati, fusione di forma, luce e colore. Dal 1873 Morisot approfondì la tecnica en plein air; nello stesso anno consegnò la Veduta di Parigi dal Trocadero a Paul Durand-Ruel, il mercante che l’anno precedente aveva acquistato ventidue tele di Manet. Il quadro della Morisot venne venduto per 750 franchi da Durand-Ruel, che inviò anche a Londra alcune opere della Morisot, insieme con altre di Monet, Degas, Pissarro e Sisley. Ancora nel 1873 Morisot entrò a far parte della Società Anonima Cooperativa di Artisti, appena fondata, ed espose alla prima mostra degli impressionisti quattro dipinti, due pastelli e tre acquerelli.

Morisot incontrò molte difficoltà nell’affermarsi come professionista in un ambiente e in un’epoca in cui la pittura veniva considerata una pratica quasi esclusivamente maschile, ma seppe superarle con la tenacia ed il talento, che le venne riconosciuto dai suoi colleghi e amici impressionisti. Nel 1874 sposò Eugène Manet, fratello di Edouard, e conobbe Mallarmé.

Edouard Manet, Berthe Morisot
L’anno successivo organizzò, con Monet, Renoir e Sisley, un’asta pubblica delle loro opere recenti, e vi partecipò con quadri (Interno, Villa sulla spiaggia), pastelli e acquerelli. Dal 1876 si dedicò con crescente interesse alla pittura di figura (Donna alla toilette, Figura di donna), senza peraltro abbandonare il paesaggio. Partecipò con assiduità alle mostre degli impressionisti, proseguendo la sua ricerca di armonia decorativa e di luminosità diffusa, fino a giungere, nel 1881, con La balia, ad un tocco sempre più fratto, tralasciando ogni definizione dei particolari, con pennellate date come alla rinfusa, in ogni direzione.

Nelle opere degli anni ’80 il colore non ha più una valenza descrittiva e decorativa, come avveniva in quelle del decennio precedente, ma prevale la ricerca ora di toni complementari che creino forti contrasti, ora di toni omogenei che suggeriscano un’atmosfera dilatata e fusa (Porto di Nizza, definito dai critici contemporanei «incomprensibile e senza senso»; Eugène Manet e sua figlia in giardino). Nel 1881-82 compì un viaggio in Italia, nel 1885 in Belgio e Olanda. L’anno seguente partecipò con quadri, disegni e acquerelli ad una mostra allestita a New York, con opere anche di Monet, Renoir e Seurat. Ancora nel 1886 Berthe sperimentò la scultura e la puntasecca, tecniche che abbandonò presto; parallelamente nacque anche l’interesse per il nudo e l’abitudine di eseguire disegni preparatori per i dipinti.

La sua prima personale si tenne nel 1892 alla Galleria Bussod e Valadon di Parigi. Negli ultimi anni di vita eseguì molti quadri di figura, ritraendo modelle (Modella seduta), ma in particolare la figlia Julie (Julie che suona il violino; Il sogno ad occhi aperti di Julie), che stilisticamente si possono considerare reminiscenze delle sue prime tele mature, quelle eseguite nello spirito di Manet. 
Le sue opere portano a espressione una visione pacata dell'estetica impressionista. I suoi spaccati famigliari sono caratterizzati da un'introspezione emotiva e psicologica sconosciuta all'universo maschile.

Questo post si avvale di contributi bibliografici vari che potete consultare qui

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