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venerdì 9 novembre 2012

Il ritratto e la contemporaneità

Lucian Freud, ritratto della Regina Elisabetta
Con questo post finisce la nostra carrellata nella storia del ritratto.
Nella contemporaneità il ritratto convenzionale è divenuto ormai estraneo al gusto e alla sensibilità delle correnti più vitali dell'arte.
A partire dalla contestazione delle avanguardie storiche, gli artisti che si sono occupati del ritratto nella sua concezione tradizionale, sono andati scemando.

Oggi il ritratto di una persona può essere realizzato con un video, un'installazione, una performance, una serie cioè di gesti, oggetti, concetti, che esprimono l'oggetto da rappresentare.


Non dimentichiamo da ultima la fotografia, che ha comunque preso il posto forse del ritratto dipinto. Celebrità, divi, dive, re, regine, potenti, sempre più spesso scelgono di trasmettere la propria immagine attraverso le istantanee dei più famosi fotografi.
Rimangono comunque artisti che continuano a portare avanti la rappresentazione del ritratto figurativo. Pochi esempi: Lucian Freud (1922-2011), Bernard Pras (1952), Fernando Botero (1932), Alex Katz (1927).

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Qui vi propongo un ritratto di Lucian Freud e uno di Bernard Pras.

Ritratto della Regina Elisabetta

Nel Duemila la Regina Elisabetta chiese a Lucian Freud di ritrarla, così come nei secoli passati, grandissimi pittori avevano ritratto i suoi predecessori (Enrico VIII è stato immortalato da Holbein, Carlo V da Tiziano, Carlo I da Van Dyck). E così Freud fu costretto a rinunciate all’abitudine, secondo la quale realizzava i propri ritratti sempre nell’atelier, e si recò a St. James’s Palace tra il maggio del 2000 e il dicembre del 2001. Il piccolo ritratto fu regalato dal pittore alla Regina, alla quale chiese espressamente di indossare, durante le sedute di posa, la corona di diamanti.

Bernard Pras, ritratto di Che Guevara
Quando il quadro fu reso pubblico, alcuni critici rimasero stupiti nel costatare che, persino per immortalare la sovrana, Freud non avesse rinunciato al suo usuale, e spesso provocatorio, stile. Per l’occasione, The Sun paragonò l’effige della Regina Elisabetta, impietosamente, a quella di un travestito.

Ritratto di Che Guevara

Pras usa gli oggetti di tutti i giorni, disposti con un determinato ordine e con precisione maniacale, facendoli diventare i tasselli di un’opera complessa e incredibile. E' quello che vediamo anche in quest'opera che rappresenta Che Guevara attraverso un collage tridimensionale straordinario.
Vi invito ad individuare l'originaria funzione dei singoli oggetti!

Continua l'esplorazione ...

Per scoprire la storia del ritrattismo segui l'etichetta #ritrattieritrattisti

Fonti: Il ritratto, a cura di Stefano Zuffi, Electa, Milano, 2000

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