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venerdì 7 dicembre 2012

Il simbolismo

Antonio de La Gandara, ritratto di Jean Moreas
Il simbolismo è un movimento artistico sviluppatosi in Francia nel XIX secolo che si manifestò nella letteratura, nelle arti figurative e di riflesso nella musica. Sebbene manifestazioni di arte simbolista si siano avute anche prima, convenzionalmente si fa coincidere la data di nascita del simbolismo con la pubblicazione su Le Figaro del Manifesto del Simbolismo da parte del poeta Jean Moréas (18 settembre 1886).
E' sicuramente il movimento artistico e letterario più significativo all'interno di una tendenza molto più vasta che è il decadentismo, la cui poetica ha imposto al tempo stesso una visione dell'arte e una visione del mondo. All'origine del simbolismo si pone l'opera di Charles Baudelaire e la prosa poetica di Poe.

La natura è una foresta di simboli, l'arte quindi non rappresenta la natura in maniera scientifica (come facevano gli impressionisti), ma rivela per segni una realtà che è al di qua o al di là della coscienza.

All'idea di ricerca e di progresso, propria del realismo ottocentesco, i simbolisti sostituirono quella di una continua aspirazione alla trascendenza, escludendo perciò la radicale trasformazione dei procedimenti dell'arte, di cui invece proposero un raffinamento spinto fino all'estenuazione. G. Moreau, O. Redon e R. Bresdin furono i maestri ideali della nuova generazione, caratterizzata da una mutata sensibilità e dal desiderio di staccarsi da un culto stretto della natura. Punti fondamentali del manifesto:
  • La rinuncia alla ragione. Il poeta cerca un rapporto con il mondo puramente sensuale, non più mediato dalla ragione. Da questa rinuncia deriva quella di un discorso fondato sulla logica comune, quindi al prevalere di una comunicazione semantica. Da un lato, secondo Rimbaud, il poeta diventava veggente impossessandosi di una verità oscura e infinita, attraverso “uno sregolamento di tutti i sensi”, dall’altro questa verità, proprio perché oscura, è inesprimibile e può essere resa solo attraverso le allusioni, le suggestioni musicali, la magia della parola.
  • La poesia come musica. Fra la parola e il mondo, fra la poesia e la verità si stabilisce una perfetta coincidenza. La poesia non significa più il mondo, ma è il mondo. Dunque non vuole più avere un contenuto semantico, rappresentativo, referenziale, ma tende a sciogliersi in musica, come voleva Verlaine, e come già Rimbaud aveva teorizzato nel sonetto Le Vocali. La poesia è essenzialmente un’arte fonosimbolica, cioè in cui il suono assume un valore evocativo e simbolico.

Odilon Redon, autoritratto
Gustave Moreau, autoritratto
  • La tendenza all'oscurità Ovviamente questo genere di poesia è molto oscuro. Inoltre il linguaggio poetico si specializza, diventa il linguaggio specifico e separato della poesia. I rapporti tra la percezione sensoriale e la natura inclinano a soluzioni mistiche o paniche, a una confusione vitale. Tendono ad essere esposti nella forma della metafora e in particolare della sinestesia, prediligono i procedimenti analogici che accostano aspetti diversi e in genere irrelati e che quindi bene si adattano a rendere le corrispondenze fra i sensi umani e gli aspetti della natura. Prevale il senso di una partecipazione mistica al tutto. L’uso di queste tecniche si spiega anche poiché il particolare vale come simbolo dell’universale, che è oscuro ed esprimibile solo in modo indiretto, per approssimazione, attraverso accostamenti successivi. 
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  • la parola come magia e illusione e quindi come assoluto. La centralità della parola come magia, allusione, musica comportano un estremo soggettivismo e individualismo e una valorizzazione del poeta e della poesia che tende ad assumere un significato superiore, religioso, una concezione della poesia come assolutezza: cioè ab-soluta, sciolta da ogni legame con il mondo delle cose e con quello della pratica e della morale comune. 
  • il verso libero. Dal carattere del tutto soggettivo della poesia deriveranno fondamentali innovazioni formali, come il verso libero. Dalla concezione assoluta della poesia nasceranno le teorie dell’autonomia estetica e della poesia pura, separata cioè da ogni preoccupazione civile, morale e comunicativa. 
  • il poeta come sacerdote. Il poeta diventa un “veggente”, dotato di capacità oracolari, profetiche. Di qui la tendenza della nuova poesia a porsi come religione, la tendenza all’estetismo.

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Questo post fa parte di un percorso attraverso il Simbolismo. Per scoprire i temi, gli autori e le opere di questo movimento affascinante e poco esplorato, segui l'etichetta #simbolismoesimbolisti 

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