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lunedì 28 gennaio 2013

Denis Maurice, arte e spiritualità

Maurice Denis, le Muse
Molti di voi non avranno mai sentito parlare di questo artista, ma fa parte del percorso che stiamo percorrendo attraverso il →Simbolismo.
Maurice Denis nacque nel 1870 a Granville in Normandia, dove la sua famiglia si era rifugiata durante la guerra franco-prussiana. Dal 1882 studiò al liceo Condorcet di Parigi, dove ebbe modo di conoscere Aurelien Lugne-Poe, futuro attore e impresario che avrebbe rinnovato il teatro francese.

Come attesta il suo Journal, iniziato nel 1884, la sua fede cattolica ebbe un ruolo fondamentale nella sua esistenza. Nel 1887 visitò la mostra di Puvis de Chavannes alla galleria Durand-Ruel a Parigi e l'anno successivo si iscrisse all'Academie Julian sempre nella capitale francese, dove conobbe Serusier, Bonnard, Ranson e Ibels, con i quali avrebbe poi costituito il gruppo del Nabis. Nel 1889 fece la conoscenza di Odilon Redon e scoprì l'arte di Paul Gauguin che fu per lui una vera e propria rivelazione.

Denis Maurice, ricordo di sera
Teorico e autore precoce, Denis pubblicò sulla rivista Art et Critique del 23 agosto 1890 un articolo contenente la celebre definizione di "neotradizionalismo". Sua è anche la celebre massima pronunciata sempre nel 1890: "Tenere presente che un quadro è prima di tutto una superficie piana coperta di colori assemblati in base a un determinato criterio".
Partecipò a molte esposizioni parigine ed espose anche a Bruxelles, viaggiò molto, ed ebbe per lui grande importanza la scoperta dell'Italia, dove si recò più volte del 1895 in poi. Nel 1897 la sua fama si diffuse in Germania e nel 1903 soggiornò nel monastero benedettino di Beuron, nell'alta valle del Danubio.

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Da questo momento ricevette molte commissioni per decorazioni di chiese: i cicli decorativi, privati e pubblici, costituirono una parte importante della sua produzione.
Nel 1919 fondò insieme al pittore francese Georges Desvallieres gli Atelier d'Arte Sacra.
L'artista ebbe un grande amore, Marthe Meurier. I due si fidanzarono il 17 gennaio del 1891 e si sposarono il 12 giugno del 1893 e nel suo diario l'artista descrisse le difficoltà di quel periodo d'attesa. In seguito Marthe sarebbe diventata una delle sue modelle preferite, sia nei soggetti intimisti, con i loro figli, sia nelle composizioni simboliste.


Celebre è un triplo ritratto che Denis dedicò alla futura moglie in cui emergono le difficoltà che l'artista dovette affrontare all'epoca. Egli si domandava se la sua arte gli avrebbe procurato i mezzi per mantenere una famiglia o se non fosse meglio scegliere una professione più remunerativa. E' commovente pensare come questo cruccio sia oggi più attuale che mai. Alla fine Marthe lo incoraggiò a non abbandonare mai la pittura, a seguire la sua passione fino in fondo. L'artista durante tutta la sua carriera eseguì molti autoritratti, raffigurandosi sia da solo, sia in compagnia di alcuni suoi familiari. In queste immagini il pittore ci appare esattamente come lo descrisse l'amico Pierre Bonnard nel 1945, due anni dopo la sua scomparsa: "Denis aveva un viso rotondo e sorridente che metteva in luce la sua determinazione e la sua ponderatezza. I suoi occhi azzurri scrutavano l'anima."

Denis Maurice, autoritratto

Denis si spense a Saint-Germain-en-Laye, dove trascorse gran parte della sua vita, il 13 novembre 1943.

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Questo post fa parte di un percorso attraverso il Simbolismo. Per scoprire i temi, gli autori e le opere di questo movimento affascinante e poco esplorato, segui l'etichetta #simbolismoesimbolisti

Fonti: Il Simbolismo, da Moreau a Gauguin a Klimt, a cura di Genevieve Lacambre, Ferrara Arte Editore, Ferrara, 2007


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