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domenica 20 gennaio 2013

William Degouve de Nuncques, il pittore dei sentimenti

William Degouve de Nuncques, Pavoni
Continua l'esplorazione nel →simbolismo con un vero pittore dei sentimenti.
William Degouve de Nuncques (28 febbraio 1867-1 marzo 1935) nacque a Monthermé in Francia, figlio di un'antica famiglia aristocratica.
Dopo la guerra franco-prussiana, i suoi genitori si stabilirono in Belgio, e lì imparò da autodidatta a dipingere. Nel 1894 si sposò con un'altra artista, Juliette Massin, che lo introdusse al cerchio del simbolisti, i quali ebbero una notevole influenza sul suo stile.

Viaggiò molto in Italia, Austria e Francia. Le sue opere più importanti, Pink House (1892), Angeli nella notte (1894) e Pavoni (1896), dimostrano la qualità magica del suo lavoro. Pink House ebbe una grande influenza sui pittori surrealisti, in particolare viene ovvio il riferimento a Rene Magritte.

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Fu incoraggiato da colleghi più anziani, come Puvis de Chavannes e Auguste Rodin, ma anche da giovani artisti come Maurice Denis.
Essi apprezzavano sopratutto il suo approccio personale ai soggetti che sceglieva di rappresentare e il trattamento particolare dei suoi dipinti e pastelli raffiguranti ambienti naturali; raramente popolati da figure umane, questi luoghi boscosi ospitano figure angeliche dalle connotazioni vagamente primitive.

William Degouve de Nuncques,
Pink House
William Degouve de Nuncques, Angeli nella notte




Dal 1899 al 1902 il pittore e sua moglie soggiornarono nelle Isole Baleari, dove dipinse le coste rocciose e gli aranceti. Dopo aver subito una crisi religiosa intorno al 1910, dipinse quadri in sintonia con il suo stato d'animo tormentato e allo scoppio della prima guerra mondiale, da rifugiato nei Paesi Bassi, produsse solo opere minori.
Nel 1919 perse la moglie e l'uso di una  mano. Nel 1930 si risposò con la donna che lo aveva aiutato a superare la crisi. Si stabilirono a Stavelot, dove trascorse i suoi ultimi anni a dipingere paesaggi innevati: la sua pittura, pur conservando un certo primitivismo, si fece più rarefatta e realistica, fino a sfiorare l'espressionismo.



Pare che un giorno disse: "Per fare un quadro, tutto quello che dovete fare è prendere alcune vernici, trarre alcune linee, e riempire il resto con i sentimenti."

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Questo post fa parte di un percorso attraverso il Simbolismo. Per scoprire i temi, gli autori e le opere di questo movimento affascinante e poco esplorato, segui l'etichetta #simbolismoesimbolisti 

Fonti: Il Simbolismo, da Moreau a Gauguin a Klimt, a cura di Genevieve Lacambre, Ferrara Arte Editore, Ferrara, 2007

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