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giovedì 28 febbraio 2013

Andrea del Castagno e il suo espressionismo

Andrea del Castagno, Ultima cena
Con questo artista concludiamo la carrellata di pittori protagonisti della scena fiorentina nei decenni centrali del XV secolo: →Beato Angelico, →Filippo Lippi, →Domenico Veneziano e →Paolo Uccello. Andrea di Bartolo di Bargilla detto Andrea del Castagno (Castagno, 1421 circa - Firenze, 1457)  fu uno dei più validi pittori fiorentini della generazione successiva a Masaccio. Egli introdusse nell'arte dell'epoca una vena di esasperato espressionismo, che si manifestò sia nella predilezione per una conduzione pittorica lineare, nervosa e tormentata, sia negli atteggiamenti delle sue figure, dai volti spesso torvi e accigliati.

Non si sa nulla sulla sua formazione, e il primo episodio documentato della sua carriera risale al 1440, anno in cui realizzò gli affreschi per il Palazzo del Podestà in cui rappresentò un gruppo di ribelli a Cosimo de' Medici condannati a essere appesi per i talloni. Questo episodio gli diede il soprannome di Andreino degli impiccati. Questi affreschi non esistono più e le sue prime opere giunte fino a noi sono gli affreschi nella chiesa di San Zaccaria a Venezia, realizzati nel 1442 insieme a un altro artista poco noto: Francesco da Faenza.

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Entro il 1444 fu di nuovo a Firenze, dove disegnò una vetrata per la cattedrale, e poco tempo dopo iniziò la sua opera più importante: una serie di affreschi per il monastero di Santa Apollonia, raffiguranti la passione di Cristo. All'interno di questo ciclo spicca l'Ultima Cena, uno dei dipinti più celebrati del Quattrocento. Quest’opera è caratterizzata dall’impiego di una prospettiva rigorosa, sottolineata dal rapporto bianconero del soffitto e del pavimento e dai riflessi marmorizzati della parete sul piano di fondo, trattata a colori scuri. Per il vigore emotivo e per il realismo plastico, questi affreschi sono paragonati alle sculture di Donatello, ma è chiara un'influenza della monumentalità delle figure di Masaccio.

Andrea del Castagno, Uomini e donne illustri
Andrea del Castagno però esaltò non soltanto i valori morali dell’uomo, come avevano fatto Masaccio e Donatello, ma soprattutto lo slancio vitale che anima quella macchina perfetta che è il corpo umano. Ottenne questo risultato sottolineando i volti "feroci e gravi" o rappresentando nei minimi dettagli le rughe, i tendini, le ossa e i muscoli, con un tracciato marcato e violento. Un altro altro affresco molto interessante realizzato dall'artista, sempre a Santa Apollonia, è la serie degli Uomini e donne illustri di Legnaia in cui pone in risalto il suo interesse, più che per la psicologia dei personaggi, per il loro valore fisico, nonché per la brutale sistemazione prospettica su un fondo di falso marmo che nega ogni profondità.

Andrea del Castagno, Monumento equestre a Niccolò da Tolentino
Altre opere fiorentine importanti realizzate da Andrea del Castagno sono: un ritratto equestre affrescato nella cattedrale e raffigurante Niccolò da Tolentino, celebre condottiero, simile a un precedente dipinto di Paolo Uccello che ritrasse Giovanni Acuto; due affreschi di straordinaria intensità prodotti per la chiesa della Santissima Annunziata raffiguranti La Trinità con san Gerolamo e due sante e San Giuliano e il Redentore.
L'artista mori prematuramente di peste il 19 agosto 1457.

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Una curiosità: Giorgio Vasari scrisse che Castagno uccise l'amico Domenico Veneziano, e solo nell'Ottocento si scoprì che Andrea morì di peste ancora giovane e Domenico gli sopravvisse. La suggestione della storia sta nel fatto che l'intensità dell'opera di questo artista fa credere facilmente che si trattasse di un carattere sanguigno.

Questo post si avvale di contributi bibliografici vari che potete consultare qui

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