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giovedì 21 febbraio 2013

Beato Angelico: un artista tra innovazioni e convenzioni

Beato Angelico, Annunciazione
Beato Angelico.
Questo è il nome con cui è noto il pittore Fra' Giovanni da Fiesole, al secolo Guido di Pietro (Vicchio di Mugello ca. 1400 - Roma 1455). Beato Angelico era un frate domenicano; per un certo periodo fu priore del convento di San Domenico a Fiesole. Si dice che papa Niccolò V, che lo fece suo consigliere privato, volesse nominarlo arcivescovo di Firenze. Fu un religioso, dunque, ma non fuori dal mondo o disattento alle novità del mondo. Sicuramente si può definire mediatore tra il rinascimento e l'arte tardogotica, unendo innovazioni rinascimentali ed estetica gotica, si servirà dell'arte per diffondere la religione cattolica.

I suoi più grandi capolavori li realizzerà attorno alla metà degli anni trenta: particolarmente importante sarà la sua innovazione nella concezione della pala d'altare, riunendo in un unica cornice e ambientazione tutti i personaggi, fino ad allora separati in singoli pannelli. Erano gli anni nei quali la nuova lingua espressiva di Giotto stava diventando la fonte per le arti del rinascimento. La pittura all'epoca dovette reinventare il suo immaginario e il dolce fra Angelico diede un importante contributo.

Beato Angelico, Deposizione
I primi documenti che riguardano la sua attività di pittore risalgono al 1417, e nel 1423 era già entrato a far parte dell'ordine domenicano di Fiesole, dove prese il dome di Giovanni. E' molto probabile che i primi passi da artista li mosse come miniatore di manoscritti, e i suoi primi dipinti sono influenzati dal gotico internazionale. Durante la maggior parte della sua carriera Beato Angelico rimase a Fiesole, ma i suoi lavori più famosi furono realizzati presso San Marco a Firenze, un monastero divenuto domenicano dal 1436. Con l'aiuto di una squadra d'assistenti vi dipinse circa 50 affreschi.

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Nell'ultimo decennio della sua vita l'artista lavorò anche a Orvieto e a Perugia, e sopratutto a Roma, dove affrescò la cappella privata di papa Nicola V, in Vaticano. Beato Angelico morì a Roma, dove venne sepolto. Oltre agli affreschi dipinse molte pale d'altare. La sua opera influenzò molti pittori italiani, in particolare Benozzo Gozzoli, Domenico Veneziano e Piero della Francesca. Vasari parla di lui come di un uomo semplice e veramente santo, ma nonostante venisse chiamato "beato", la sua vera beatificazione fu resa ufficiale dal Vaticano solo nel 1984.



La sua tomba a Santa Maria sopra Minerva a Roma, reca due epigrafi:
La gloria, lo specchio, l'ornamento dei pittori, Giovanni il Fiorentino è conservato in questo luogo. Religioso, egli fu un fratello del santo ordine di San Domenico, e fu lui stesso un vero servo di Dio. I suoi discepoli piangono la morte di un così grande maestro, perché chi troverà un altro pennello come il suo? La sua patria e il suo ordine piangono la morte di un insigne pittore, che non aveva uguali nella sua arte
Qui giace il venerabile pittore Fra Giovanni dell'Ordine dei Predicatori. Che io non sia lodato perché sembrai un altro Apelle, ma perché detti tutte le mie ricchezze, o Cristo, a te. Per alcuni le opere sopravvivono sulla terra, per altri in cielo. la città di Firenze dette a me, Giovanni, i natali.
 Questo post si avvale di contributi bibliografici vari che potete consultare qui


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