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sabato 23 marzo 2013

Masaccio, l'iniziatore del Rinascimento

Masaccio, Crocefissione
Masaccio è unanimemente considerato l’iniziatore del Rinascimento. Molto meno anziano degli altri due grandi artisti degli albori di questo periodo, Donatello e Brunelleschi, egli morì molto giovane, privando i posteri della possibilità di ammirare una maturità sicuramente grandiosa. La sua influenza sul mondo artistico rinascimentale è assoluta, anche paragonata a quella avuta da Brunelleschi e Donatello in un periodo di sessant’anni. Di lui Giorgio Vasari scrisse:
…mediante un continuo studio imparò tanto, che si può anoverare fra i primi che per la maggior parte levassimo le durezze, imperfezzioni e difficultà dell’arte, e che egli desse principio alle belle attitudini, movenze, fierezze e vivacità, et a un certo rilievo veramente proprio e naturale. Il che insino a lui non aveva mai fatto niun pittore. E perché fu di ottimo giudizio, considerò che tutte le figure, che non posavano né scortavano coi piedi in sul piano, ma stavano in punta di piedi, mancavano d’ogni bontà e maniera nelle cose essenziali. E coloro che le fanno mostrano di non intender lo scorto. […] E dipinse le cose sue con buona unione e morbidezza, accompagnando con le incarnazioni delle teste e dei nudi i colori de’ panni, i quali si dilettò di fare con poche pieghe e facili, come fa il vivo e naturale.
G. Vasari, Vita di Masaccio da S. Giovanni di Valdarno pittore, in Le Vite de’ più eccellenti pittori scultori e architettori, 1568

L’arte di Masaccio si riassume in un solo lustro, eppure raggiunge un alto valore estetico. Tutt’oggi la sua opera più significativa, la Cappella Brancacci, viene considerata “il primo testo della pittura rinascimentale”.
Masaccio (Tommaso di ser Giovanni Cassai), nato alla fine del 1401 a San Giovanni Valdarno, si trasferì a Firenze nel 1417 e nel 1422 risultò iscritto all’Arte dei medici e degli speziali.

Masaccio e Masolino, S. Anna metterza
Della formazione di Masaccio si sa poco. Si è supposto che egli fosse a bottega da Masolino da Panicale, con il quale collaborò spesso, ma dalla cui pittura non è minimamente influenzato, semmai il contrario. Il rapporto tra quello che dovrebbe essere l’allievo e il maestro è stato a lungo dibattuto dalla critica. Certo è che i risultati raggiunti da Masaccio nell’arte difficilmente trovano paragone in quelli di Masolino. Nell’opera del primo sembrano più ravvisabili forti suggestioni brunelleschiane e donatelliane ed è probabile che il lavoro col secondo sia stato dettato da motivi pratici.

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Nel 1424 si iscrisse alla compagnia di San Luca; realizzò con Masolino la Madonna col Bambino e sant’Anna. Il sodalizio tra i due artisti continuò negli affreschi della cappella Brancacci in Santa Maria del Carmine. Nel 1426 il notaio Giovanni di Colino degli Scarsi gli commissionò un polittico per la chiesa del Carmine di Pisa, oggi smembrato. L’affresco con la Trinità nella chiesa di Santa Maria Novella a Firenze, che suggerisce nella finzione pittorica uno spazio reale, segnò la più lucida realizzazione in pittura della prospettiva brunelleschiana. Intorno al 1428 raggiunse Masolino a Roma, con cui lavorò al Trittico della neve destinato alla basilica di Santa Maria Maggiore e alla decorazione della cappella del cardinale Branda Castiglione in San Clemente.

La morte di Masaccio avvenne nello stesso 1428, durante un’estate particolarmente insalubre che causò il decesso di migliaia di persone.

Masaccio, Trinità
E’ l’uso della prospettiva che rese questo pittore il creatore della nuova cifra stilistica del Rinascimento, perfettamente rappresentata nella Cappella Brancacci della quale ancora il Vasari sottolinea il "mettere tanto bene in sul piano di quella piazza, a cinque e sei per fila, l'ordinanza di quelle genti, che vanno diminuendo con proporzione e giudizio, secondo la veduta dell'occhio, che è proprio una meraviglia". Si è soliti attribuire la scoperta della prospettiva al Brunelleschi; eppure, i critici sono anche d’accordo nel sottolineare come Masaccio crei l’uso pittorico della prospettiva.

Se Brunelleschi inventa una “geometria ottica”, Masaccio concepisce la prospettiva in modo realistico, rompendo ogni legame col tardo gotico e le rigidità medievali. L’attenzione e la puntuale scientificità con cui Masaccio affrontò la prospettiva hanno indotto molti a credere che in alcune sue opere ci sia la mano del Brunelleschi. Il sodalizio non è accertato ma è probabile, proprio grazie alla concezione spaziale che Masaccio maturò in brevissimo tempo. E’ pur vero che, sotto alcuni aspetti, Masaccio fu in grado di superare Brunelleschi, mutuando da lui l’impostazione prospettica ma riconducendo tutta la sua opera alla natura (caratteristica che lo stesso Leonardo sottolineò).

Pittore straordinario, morto giovanissimo, ci si chiede solo cosa avrebbe potuto fare un tale genio precoce rimanendo in vita più a lungo.

Fonti: www.artonline.it

2 commenti:

  1. Preciso , interessante come sempre , una vita in poche righe , l'interesse che aumenta...
    Complimenti e grazie!

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  2. Grazie!!! sei la mia più assidua ammiratrice!!

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