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mercoledì 12 giugno 2013

Edvard Munch, precursore dell'espressionismo

Edvard Munch, L'urlo
Edvard Munch nacque il 12 dicembre 1863 a Löten, in Norvegia. Figlio di un medico il cui studio si trovava in un quartiere operaio di Christiania (oggi Oslo), durante l’adolescenza venne profondamente segnato dalla perdita della madre e di una sorella. Nel ’79 entrò nella Scuola di arti e mestieri, ma poco dopo decise di dedicarsi alla pittura e nel 1882 allestì uno studio nel Pultosten
In questo edificio situato nel centro di Christiania il pittore naturalista Christian Krohn avviava i giovani artisti sulla strada di un realismo animato da influssi impressionisti, puntualmente riscontrabili nei quadri d’esordio di Munch.

Nel 1885, durante il primo soggiorno a Parigi, l'artista si avvicinò alle tendenze più aggiornate dell’arte contemporanea dando spazio a una forte carica espressiva e a temi come quelli della malattia, della solitudine, della morte che ricorrono lungo tutto l’arco della sua produzione. Grazie a una borsa di studio, tra il 1889 ed il 1892 si stabilì nella capitale francese, dove, pur entrando in contatto con l’opera di Gauguin, adottò una tavolozza impressionista e si dedicò al tema del paesaggio.

Edvard Munch, Pubertà
Al ritorno a Oslo una sua personale venne accolta con molto successo e gli valse l’invito a esporre al
Künstlerverein di Berlino, dove presentò una cinquantina di nuovi dipinti. La contrapposizione di campiture monocrome e la sintesi lineare sono gli strumenti linguistici che egli adottò per esprimere una visione profondamente pessimista dell’esistenza, che durante il soggiorno berlinese andò radicalizzandosi in seguito all’incontro con Strindberg e alla lettura di Nietzsche.


Prese forma in quegli anni il progetto che impegnò Munch per un decennio: la realizzazione del Fregio della vita, vasto ciclo di opere attraverso le quali egli intense rappresentare la crescita interiore dell’individuo e il conflitto insuperabile che oppone il principio maschile a quello femminile. A partire dal ’94 l’ammirazione per l’opera di Klinger, di Rops e di Vallotton lo spinse a sperimentare l’acquaforte, la puntasecca, la litografia e, sulle orme di Gauguin, la xilografia in bianco e nero e a colori. La pratica dell’incisione accentuò la tendenza al sintetismo già presente nella sua pittura, come documentano le tavole che riprendono le soluzioni iconografiche e compositive dei dipinti.

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Dopo un viaggio a Roma, nel ’99 realizzò la conclusione monumentale del Fregio, affrontando il tema del rapporto uomo-donna da un punto di vista sovraindividuale. Nel 1902 il Fregio venne esposto alla mostra della secessione berlinese, influenzando profondamente gli sviluppi della pittura tedesca dell’inizio del secolo e in particolare i futuri esponenti del gruppo espressionista Die Brücke.
Il profondo disagio esistenziale che colpì Munch nei primi anni del secolo trapela nelle sue opere di quegli anni, ambientate in spazi chiusi e sfociò nel 1908 con un crollo psichico che lo costrinse alla degenza in una casa di cura danese e successivamente al ritorno in patria. 

Edvard Munch, Madonna
Nel 1909, nonostante forti opposizioni, si aggiudicò il concorso per la decorazione dell’Aula Magna dell’Università di Oslo e lavorò fino al 1916 per realizzare un ciclo di affreschi insieme simbolici e naturalistici, la cui impronta realistica si ripresenta in opere di soggetto umanitario.
Nel 1916 si stabilì definitivamente ad Ekely, quartiere residenziale di Oslo e nei decenni successivi continuò a dedicarsi alla pittura, realizzando numerosi paesaggi e fissando la propria immagine in una serie di autoritratti che documentano fino all’ultimo con obiettività, e spesso al di fuori di ogni controllo formale e compositivo, l’avanzare della decadenza fisica e l’accentuarsi della solitudine.


Dopo l’invasione nazista evitò ogni rapporto con occupanti e collaborazionisti e lasciò per testamento tutte le sue opere alla città di Oslo, che oggi le conserva nel museo dedicato al suo nome. 
Morì a Oslo il 23 gennaio 1944.
Fu senz’altro il pittore che più di ogni altro anticipò l’espressionismo, soprattutto in ambito tedesco e nord-europeo. L'intensità con cui ha saputo trasmetterci l'angoscia emotiva ha aperto nuovi cammini all'arte. Lui stesso dichiarò: "Come Leonardo da Vinci ha studiato l'anatomia e ha sezionato i corpi, io ho tentato di sezionare l'anima".

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