buzzoole code Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...
                        

giovedì 6 giugno 2013

Gustave Moreau, il visionario

Gustave Moreau, Edipo e la Sfinge, particolare
Gustave Moreau nacque a Parigi il 6 aprile 1826 in una ricca famiglia borghese.
Figlio di un architetto, venne incoraggiato dai familiari a intraprendere gli studi artistici; nel 1846 fu ammesso all’Ecole des beaux-arts, dove frequentò lo studio del pittore di formazione neoclassica François Picot.
Pur non avendo ottenuto il Prix de Rome, ricevette nel 1851 la prima commissione pubblica, una Pietà, oggi perduta, destinata alla cattedrale di Angoulême ed esposta al Salon del 1852.

Negli anni seguenti si ispirò all’eloquenza e al cromatismo dei dipinti murali di Chassériau, pittore francese di impronta romantica, per realizzare opere di soggetto storico o letterario, come Gli ateniesi sacrificati al Minotauro nel labirinto di Creta, tela commissionatagli dallo Stato per l’Esposizione Universale del 1855. Tra il ’56 ed il ’57 visitò l’Italia, facendo tappa a Roma, Venezia e Firenze per copiare nei musei e nelle chiese, con la tecnica del disegno e dell’acquerello, le opere dei maestri italiani del Quattrocento e del Cinquecento.

Dopo un’assenza di quasi dieci anni dalla vita artistica parigina, espose al Salon del ’64 Edipo e la Sfinge, segnalato dalla critica come esempio significativo di opposizione al realismo e acquistato da Napoleone. Nell'ispirarsi a un soggetto già trattato da Ingres, Moreau ripropose la compostezza classica di quest’ultimo, sovrapponendovi il ricordo della pittura umbra di fine Quattrocento.
Tra il ’65 ed il ’69 espone ai salons i capolavori della sua fase parnassiana: Giasone e Medea, Ragazza tracia che porta la testa di Orfeo, Prometeo, Giove ed Europa, in cui i temi biblici, mitologici e letterari che ricorrono lungo tutto l’arco della sua opera vengono formulati in composizioni controllate e insieme ricche di dettagli preziosi e di citazioni del rinascimento italiano.


La tensione spirituale e la ricerca del bello ideale che animarono l'opera di Moreau si tradussero in crescente complessità dell’invenzione compositiva e dell’interpretazione ermetica dei soggetti. Dal ’70 l'artista si allontanò nuovamente per alcuni anni dalla vita pubblica, per elaborare nell’isolamento gli stadi preparatori e le varianti delle opere maggiori, presentate al pubblico a partire dal Salon del ’76. La rivisitazione dei miti sospesa tra sensualità e perversione e l’accumulo delle decorazioni garantirono a queste opere l’ammirazione di Mallarmé, di Robert de Montesquiou, di Huysmans, che in À rebours ne fece il fulcro della collezione di Des Esseintes.

Moreau partecipò all’Esposizione Universale del ’78 con un importante gruppo di quadri, tra cui Giacobbe e l’angelo, dove al michelangiolismo di Giacobbe si contrappone la consistenza diafana dell’angelo, Mosè abbandonato sul Nilo, ambientato in un’architettura fantastica, e l’acquerello Fetonte, in cui la rappresentazione del cielo si ispira a modelli barocchi. Per dargli modo di approfondire le possibilità espressive legate a questa tecnica, Antony Roux, uno dei suoi più fedeli estimatori, gli commissionò a partire dal ’79 una serie di acquerelli ispirati alle favole di La Fontaine, esposti da Durand-Ruel nell’81 e da Goupil nell’86. Sono queste le ultime occasioni in cui Moreau accettò di esporre le sue opere nuove, mentre disertò i salons nel corso degli anni Ottanta e Novanta.

Gustave Moureau, Orfeo sulla tomba di Euridice
La sua solitudine si accentuò a causa della perdita delle due donne a lui più vicine: nel 1884 perse infatti la madre, accanto alla quale era sempre vissuto, e nel ’90 Alexandrine Dureux, cui era stato legato da un sodalizio durato trent’anni e la cui morte gli ispirò la composizione Orfeo sulla tomba di Euridice. Visse poi nello studio, circondato da più di duecento opere che continuamente riprese e a cui aggiunse nuovi dettagli, e nel 1888 venne infine ammesso a far parte dell’Académie des beaux-arts. Nel ’91 succedette a Elie Delaunay come insegnante di pittura all’Ecole des beaux-arts, dove incoraggiò e valorizzò le qualità di giovani artisti molto diversi tra loro quali Sabatté e Maxence, Piot e Roualt, Matisse e Marquet

Se ti piace il blog, seguilo anche su Twitter 👇👇👌


L’ultima commissione ufficiale dell'artista fu il cartone per un arazzo della manifattura dei Gobelins, La sirena e il poeta. Nello stesso anno consegnò Giove e Semele, ultima opera compiuta di grande respiro, al collezionista Leopold Goldschmidt, che nel 1903 la donerà al Museo Moreau.
Intorno al ’95 elaborò il progetto di raccogliere tutte le sue opere per donarle allo Stato, trasformando in museo l’abitazione e lo studio di rue La Rochefoucauld, secondo un progetto di ampliamento disegnato dall’architetto Robert Lafon. Dedicò gli ultimi anni della sua vita all’abbozzo di una nuova serie di grandi composizioni e all’ordinamento di tutte le testimonianze della sua produzione artistica, dai disegni preparatori all’archivio, per garantire l’integrità e la completezza del museo di cui Georges Rouault fu il primo conservatore.
Non fu propriamente un pittore simbolista, o più che altro non seppe di esserlo, ma sicuramente fu tra i precursori sia del simbolismo che del surrealismo.
Vi lascio con poche parole scritte dallo stesso Moreau, sognatore con la purezza di cuore di un bambino:
Sono così portato ai sogni, alle fantasmagorie dell’immaginazione, che mi accosto a ogni lettura o racconto di usi e civiltà lontane o scomparse con una purezza di cuore e un’istintiva ingenuità, tali da farmi sentire un bambino. Com’è possibile amare, capire o sognare l’India, le foreste del Nuovo Mondo, gli incredibili arcipelaghi dell’Oceano Orientale e la flora antidiluviana dell’Africa centrale, con uno spirito scettico e incredulo o, ancor peggio, con una pretenziosa e dotta disposizione al paradosso? Li conosco questi amanti dell’India, culla della civiltà, che fanno la prima colazione con Budda, il pranzo con Siva e la cena con Bida. Oh, sogno dei presuntuosi, dei dotti, degli insensibili, degli uomini di partito.
G. Moreau, Note e aforismi, s.d.

Scopri di più ...

Questo post fa parte di un percorso attraverso il Simbolismo. Per scoprire i temi, gli autori e le opere di questo movimento affascinante e poco esplorato, segui l'etichetta #simbolismoesimbolisti

Questo post si avvale di contributi bibliografici vari che potete consultare qui

Nessun commento:

Posta un commento