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lunedì 10 giugno 2013

Koloman Moser

Koloman Moser, il viandante
L'esplorazione del →Simbolismo oggi ci porta a lui, Koloman Moser.
Nacque a Vienna nel 1868, il padre era l'amministratore del Theresianum, aristocratica accademia ricca di parchi, maneggi e anche svariati laboratori. Trovandosi a contatto con questi ambienti eclettici, il giovane Koloman sviluppò la sua innata versatilità con vari mestieri e materiali.
Come spesso accade, i genitori dell'artista inizialmente vollero instradare il figlio su un altro binario lavorativo: il commercio. Ma il giovane non si lasciò ostacolare dai progetti dei genitori e prese di nascosto lezioni di disegno, per poi entrare nel 1885 all'Accademia d'Arte.

Cominciò anche a interessarsi di editoria, principalmente con l'editore tedesco Schreiber. Ma fu la collaborazione con  con l'editore Martin Gerlach nel 1895 a fargli conoscere Gustav Klimt. Fu tra i fondatori del Club dei Sette (Siebener Club), che poi venne ammesso alla Künstlerhaus, la principale associazione degli artisti austriaci che sarà alla base della Secessione.
E naturalmente Moser fu tra gli aderenti alla Secessione viennese, insieme a Gustav Klimt, Josef Hoffmann, Helmer e altri nel 1897.

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Nel 1898 partecipò attivamente alla nascita di Ver Sacrum rivista austriaca, fondata come organo ufficiale della Secessione e cominciò a collaborare con l'architetto Josef Hoffmann. L'anno successivo Moser prese i primo contatti con la fabbrica di porcellane Böch, per la quale si dedicò all'ideazione di vetri, porcellane, mobili, tessuti, rilegature di libri e ricami.
Ma la versatilità dell'artista viennese non si fermò qui e nel 1901 per la prima volta si dedicò alle scenografie per teatro. Nel 1902 partecipò all'esposizione della secessione dedicata a Beethoven, realizzando un mosaico e alcune vetrate. Fra il 1906 ed il 1907 produsse i mosaici e le vetrate per la chiesa di Chiesa di San Leopoldo a Vienna ideata dal grande architetto Otto Wagner.

Koloman, Moser, vetrata occidentale della Chiesa di San Leopoldo a Vienna.
L'amicizia con Josef Hoffmann lo portò a fondare insieme a lui nel 1903 la Wiener Werkstätte, un'innovativa comunità di produzione viennese, legata al mondo del design. Il programma di attività della comunità venne pubblicato nel periodico Hohe Warte, di cui Moser fu coeditore dal 1904. Nello stesso anno ricevette l'importante commissione per le vetrate della chiesa dell'Ospedale am Steinhof. Dopo due anni di fitta collaborazione, nel 1907 abbandonò, forse per scontri d'opinione, la Werkstätte. Ma l'artista non si fermò mai: arredò la sala "Klimt" per la Kunstschau 1908, un imponente mostra collettiva che coincise con le celebrazioni del 60º anniversario del regno dell’imperatore Francesco Giuseppe I e allo stesso tempo continuò la produzione di lavori per il teatro.

Koloman Moser, venere nella grotta
Moser continuò sempre a dedicarsi anche alla pittura e realizzò la sua prima personale alla galleria Mietke di Vienna nel 1912. Negli anni a seguire si occupò ancora di scenografia per il teatro, ma con esiti negativi e molte critiche.
Nel 1913 fu spesso in contatto con il pittore svizzero Ferdinand Hodler ed espose a Budapest, Roma, Düsseldorf, Mannheim e l'anno seguente a Zurigo dove portò esclusivamente la sua arte scenica. Nel 1916 arrivarono i primi segnali del tumore alla laringe che lo portò alla morte il 18 ottobre 1918. Ma già nel 1920 gli venne dedicata un'esposizione delle sue opere dalla casa editrice Wolfrum.


Koloman Moser fu tra i fondatori della secessione viennese, artista versatile, svolse gran parte della sua raffinata attività nel campo delle arti applicate, progettando e realizzando una vasta gamma di opere d'arte, stoffe, mobili, vetrate, complementi d'arredo, libri, disegni per la moda, manifesti, porcellane e ceramiche, vetro soffiato, stoviglie, argento, gioielli.
Le sue creazioni influenzarono la variante austriaca dello Jugendstil, le arti applicate e il design d'interni.
Molti dei suoi patterns hanno ispirato disegni per tessuto attualissimi e molto diffusi ancora oggi.

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Questo post fa parte di un percorso attraverso il Simbolismo. Per scoprire i temi, gli autori e le opere di questo movimento affascinante e poco esplorato, segui l'etichetta #simbolismoesimbolisti

Questo post si avvale di contributi bibliografici vari che potete consultare qui

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