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giovedì 25 luglio 2013

Auguste Rodin, scultore rivoluzionario

Auguste Rodin, il pensatore
François-Auguste Rodin nacque a Parigi il 12 novembre 1840 in una famiglia della piccola borghesia. Si formò all’Ecole National des Arts Decoratifs tra il 1854 e il 1857, seguendo gli insegnamenti di Lecoq de Boisbaudran per il disegno e Carpeaux per la modellazione. Fu obbligato, per necessità economiche, a lavorare come decoratore a seguito di tre rifiuti dall’Ecole des Beaux-Arts. Nel 1864 entrò nello studio di Carrier-Belleuse, che ebbe su di lui una grande influenza, e conobbe Rose Beuret, che diventerà poi la compagna di tutta la vita.

La prima opera realizzata per il Salon del 1865, L’uomo col naso rotto, venne rifiutata. Nel 1871 Carrier-Belleuse lo chiamò per realizzare le decorazioni della Borsa di Bruxelles: la permanenza a Bruxelles durerà fino al 1877, sei anni durante i quali fece anche un viaggio in Italia. Nel Belpaese ebbe modo di conoscere e apprezzare Michelangelo, a tal punto che nel 1876, in omaggio allo scultore rinascimentale, scolpì l’Età del bronzo. L'opera fu esposta l'anno seguente al Salon, piacque molto e venne comprata dallo Stato francese. Rientrato a Parigi, Rodin ricevette una nuova commissione importante: la realizzazione di una una porta monumentale destinata al Museo delle Arti decorative. La cosiddetta Porta dell’Inferno, non verrà mai conclusa, ma alcune porzioni dei disegni e degli studi fatti a matita e a penna dall'artista, ispireranno altre opere di quegli anni, tra cui Il pensatore (1880) e Il bacio (1888).

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Il 1883 è una data cruciale, che segnerà l'incontro e l'inizio di un intenso e difficile rapporto con Camille Claudel, anch'essa scultrice. Rodin ricevette in seguito importanti commissioni tra cui quella per la realizzazione del Monumento di Victor Hugo, che però non vide mai la luce. Seguirono poi diverse mostre ed esposizioni in Francia e all'estero fra la fine del secolo e i primi anni del Novecento. Ormai l'artista era divenuto famoso e ricco, e nel 1897 si stabilì in una villa acquistata a Meudon, e nel 1908 all’Hotel Biron che, donato allo Stato nel 1916, diventerà il Musée Rodin.
Lo scultore morì il 17 novembre del 1917 e venne sepolto, con la moglie Rose, nel giardino della Villa des Brillants a Meudon. Una curiosità: dopo una vita trascorsa insieme tra alti e bassi, Rodin sposò Rose, che gli rimase sempre al fianco, ma solo poco prima della sua morte.

August Rodin, il bacio
Ma l'artista si espresse bene anche con altri mezzi artistici: Rodin legò sempre la sua attività di scultore al progetto disegnativo che ne segna abbastanza fedelmente i passaggi evolutivi della creazione in divenire. Il disegno inteso da Rodin quale momento di studio, divenne anche un fatto creativo autonomo che si caricò di tensione evocativa e drammatica.
Alcuni acquerelli dell'artista raggiungono una raffinata qualità esecutiva, negli accordi tra tonalità chiare e riferimenti alla linea decorativa d’ambito giapponista. Particolarmente notevole è la serie di danzatori cambogiani: questi acquerelli influenzarono fortemente Bourdelle, Maillol, Campigli e preannunciarono per il loro sintetismo le semplificazioni di Picasso e di Matisse.

Auguste Rodin, l'uomo col naso rotto
Auguste Rodin ebbe senz'altro un ruolo chiave nella scultura del diciannovesimo secolo. L'artista seppe tornare all'estetica del singolo, evidenziando le forme e la carnalità del corpo umano, dopo secoli di tradizione legata all’idealismo dell’epoca classica e alla bellezza decorativa del Barocco. Maestro nel creare giochi di luce e ombre, lo scultore tentò di mostrare la personalità dei soggetti delle sue sculture, facendo in modo che  fosse il corpo umano, nelle posizioni e nella tensione dei muscoli a parlare direttamente con l’osservatore.

Ai suoi modelli Rodin chiedeva spesso di muoversi nello studio, invece di assumere le classiche posizioni fisse e ferme da accademia. Faceva bozzetti in pochi minuti con la creta, che diventavano poi la base per le sue opere, realizzate di solito in bronzo. Spirito inquieto, passionale e potente.
Spero che sia stato un piacere fare la sua conoscenza!
Rilke, scrittore, poeta e drammaturgo austriaco di origine boema, scrisse di lui:
Nell’opera di Rodin ci sono mani, piccole mani autonome che, senza appartenere a un corpo, hanno vita. Mani che si levano, irritate e rabbiose, mani le cui cinque dita sembrano abbaiare come le cinque gole di un molosso infernale. Mani che camminano, che dormono, mani che si ridestano; mani delittuose, gravate da tare ereditarie, e mani stanche, senza più volontà, che si sono accasciate in qualche angolo come animali malati, e sanno che nessuno verrà loro in aiuto. […] Una mano che si appoggia su un’altra spalla o su un’altra coscia non appartiene più totalmente al corpo da cui proviene: da essa e dall’oggetto che tocca o che afferra nasce una cosa nuova, una cosa potenziata che non ha nome e non appartiene a nessuno; e il punto è proprio questa cosa, con i suoi rigorosi confini. E’ il presupposto, la concezione fondamentale dei gruppi rodiniani; da qui nascono quella inaudita concatenazione dei personaggi, quella compattezza di forme, quell’impossibilità di disgiungersi.
R. M. RilkeRodin, 1902

Questo post si avvale di contributi bibliografici vari che potete consultare qui

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