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venerdì 2 agosto 2013

Hugo Simberg, uno sguardo al nord

Hugo Simberg, l'angelo ferito
Hugo Simberg è sicuramente il pittore simbolista finlandese più importante oltre ad essere forse un artista molto controverso. Il suo stile è affine al Simbolismo e l'arte che produsse ancora oggi ci appare magnetica: è una rappresentazione macabra della vita che ci intrappola nelle sue spire misteriose.
Nacque nel 1873 ad Hamina, un piccolo paese nella Finlandia del sud. Visse una giovinezza agiata, dato che la sua famiglia era benestante e ciò gli permise di riceve un'istruzione superiore alla media del periodo.

Cominciò a disegnare già a 18 annui e dopo due anni si iscrisse ai corsi della Scuola di Disegno dell'Art Association finlandese. Fin da giovane Simberg espresse un carattere ribelle che lo portò ad abbandonare gli studi per prendere lezioni Akseli Gallen-Kallela, suo maestro contemporaneo, conosciuto soprattutto per le illustrazioni del Kalevala, il poema epico nazionale finlandese. Rimase nello studio di Gallen per circa tre anni, durante i quali su sua sollecitazione visitò Londra e Parigi nel
1895-96, e venne influenzato da Burne-Jones. Viaggi successivi lo portarono in Italia, Spagna e nel Caucaso.
Hugo Simberg, sera di primavera quando il ghiaccio si scioglie
Simberg manifestò sempre una certa intraprendenza e coraggio che lo portarono a esporre in tutta Europa fin da giovane, spesso insieme a più noti connazionali. Gli incarichi importanti e il successo non tardarono ad arrivare: nel 1904-06 realizzò con Magnus Enckell i monumentali affreschi del Duomo di San Giacomo a Tampere. E proprio durante questa importante committenza probabilmente dipinse L'angelo ferito, suo capolavoro. L'opera, che vedete in cima al post, rappresenta due ragazzi mentre stanno trasportando sulla barella un angelo bendato che nella mano destra porta dei fiori. Il dipinto ha una natura mistica incomprensibile ed è chiaramente frutto della filosofia simbolista: non capiamo se sia un sogno e come mai l'angelo sia bendato e chi siano i due ragazzi. Tutti misteri che hanno reso immortale questo piccolo capolavoro,

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Come la vita di molti grandi dell'arte, anche quella di Simberg fu troppo breve: morì infatti nel 1917 ad Ahtari a 44 anni. Nonostante ciò l'artista fu in grado di lasciare un'impronta indelebile nella cultura finlandese, influenzando con il suo stile vari maestri che vissero il suo tempo. Simberg è un pittore a volte macabro, dallo stile unico e inconfondibile che sicuramente ci ricorda Felicien Rops. Ma a differenza del satanico pittore di Namur, in Simberg la religione è quasi sempre presente, un credo profondo con cui a volte convivono demoni intrepidi. E' l'artista che ci svela il volto oscuro della vita, colui che senza paura, guarda in faccia la morte.


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Questo post fa parte di un percorso attraverso il Simbolismo. Per scoprire i temi, gli autori e le opere di questo movimento affascinante e poco esplorato, segui l'etichetta #simbolismoesimbolisti

Questo post si avvale di contributi bibliografici vari che potete consultare qui


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