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lunedì 23 settembre 2013

Il giuramento degli Orazi, Jacques-Louis David

Jacques-Louis David, il giuramento degli Orazi
Quest’opera è considerata il manifesto del neoclassicismo francese, corrente pittorica di cui David rappresentava il massimo esponente. Il pittore vedeva, nel recupero del mondo antico, la chiave per ristabilire modelli di virtù, giustizia e bellezza in una Francia che, alla fine del settecento, stava attraversando un periodo di profonda crisi. 
Il dipinto si basa su un racconto dello storico Tito Livio: per evitare inutili spargimenti di sangue, la guerra tra Roma e Albalonga sarebbe stata decisa dal duello fra tre fratelli romani, gli Orazi, e tre fratelli albani, i Curiazi.  In particolare l’opera ci narra il momento in cui tre fratelli romani giurano solennemente al proprio padre, di sacrificare la loro vita per la patria.

La crudeltà del fato vuole che l’ultima donna sulla destra, di nome Camilla, oltre a essere sorella di uno degli Orazi, sia anche la promessa sposa di uno dei guerrieri della fazione avversa. Nel quadro la si vede affranta e con il braccio abbandonato in segno di rassegnazione all’imminente tragedia, poiché comunque vada lei subirà un lutto.
Per dare veridicità al proprio quadro, David inserì la scena all'interno di un'antica domus romana realizzata con scrupolosità: nell’atrio tuscanico dell'abitazione sono visibili la pavimentazione e il porticato sullo sfondo, con le colonne dal fusto liscio ma prive di base.
Il centro della monumentale composizione messa in scena da David è la mano sinistra del vecchio padre degli Orazi in cui convergono le braccia tese dei figli; l’unisono del gesto spoglia i fratelli della propria individualità fondendoli simbolicamente in un'unica volontà, in un unico ideale patriottico. 

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Lo stile scultoreo, usato dal pittore per raffigurare la posa dei tre guerrieri, è caratterizzato da contorni netti e rigidi; i muscoli e le vene sembrano quasi scolpiti con un ritmo e una fermezza tale da richiamare il metallo delle armi. Questo stile si contrappone a quello più morbido usato per raffigurare il gruppo di donne di cui sentiamo la compassione e la rassegnazione al dolore. 
Anche in quest’opera, similmente ad altre come Bruto e i Littori, David si serve del mondo antico come strumento per parlare del suo presente, in questa grande tela egli esalta le virtù civili e il sentimento della patria e, la crisi di Roma che sta andando incontro alla guerra, è in realtà la crisi della Francia di Luigi XVI. 

Questo post si avvale di contributi bibliografici vari che potete consultare qui

1 commento:

  1. Complimenti,
    farò visita anche qui...
    Buon lavoro!
    ops, vedo il mio spauracchio..ho la vista sinistrata e mi riesce brigoso pubblicare...riprovo!

    RispondiElimina