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giovedì 10 ottobre 2013

I Nazareni, semplicità e purezza

Friedrich Overbeck, Italia e Germania
Dopo aver trattato il Romanticismo, ci tenevo ad approfondire il movimento artistico i cui componenti si fecero chiamare Nazareni. Sicuramente non molti di voi ne avranno sentito parlare e pochi avranno visto qualche loro opera, motivo in più per parlarne.
Pur con notevoli disparità di origini, di formazione e di esiti i Nazareni, tedeschi attivi a Roma nel secondo e terzo decennio del XIX secolo, hanno in comune con i Preraffaelliti la posizione anticlassicistica in nome del nascente culto per il medioevo, lo studio dei “primitivi” italiani e tedeschi (Durer, Raffaello, Van Eyck e Beato Angelico in particolare), l’interesse per la tecnica grafica e l’affresco.

I Nazareni cercarono di stabilire una fraternità mistico-culturale fra nord e sud, Germania e Italia, come ben è testimoniato da un'opera di Overbeck (bella e commovente, con i due campanili alle spalle) e che sottolinea un unione che di lì a poco sarà anche politica portando al dramma della Seconda Guerra Mondiale.

L’embrione del gruppo fu determinato dall’incontro all’Accademia di Vienna nel 1806 di Overbeck (Lubecca 1789 - Roma 1869) e di Pforr (Francoforte 1788 - Albano Laziale 1812). Le loro idee furono profondamente influenzate dal misticismo di suggestione medioevale propagandato dal libretto di Wackenroder “Le Peregrinazioni del cuore di un monaco amante dell’arte” e li condussero ad una decisa rottura con il classicismo integrale dell’accademia e alla fondazione nel 1809 della “Lega della Confraternita di S. Luca”, sul presunto modello delle corporazioni medioevali, facendo il giuramento di prestare sempre fedeltà alla verità, di contrastare gli schemi accademici e di far risorgere l’arte impiegando ogni mezzo.

Peter von Cornelius, il riconoscimento di Giuseppe dai suoi fratelli
A causa delle loro eleganti capigliature e dei loro atteggiamenti monacali essi hanno preso il nome di "nazareni".
Nell'isolamento e nello stretto rapporto con tutta loro associazione filo-religiosa, in una consuetudine programmata con senso di fratellanza e povertà contemplativa, essi si prefiggono di perfezionare la pittura cercando di raggiungere alti ideali di semplicità e purezza, in opposizione agli schemi accademici del loro periodo. Trasferitisi nel 1810 a Roma trovarono alloggio nell’ex monastero francescano di S. Isidoro, organizzato da una sorta di comunità di lavoro monastica.

Nel 1815 giunse a Roma anche Peter Von Cornelius seguito da Joseph Anton Koch, Philipp Veit, W. Von Shadow, J. Schnorr Von Carolsfeld e altri. Dopo inizi difficili giunsero le prime importanti commissioni dove poté esplicarsi lo spirito collettivo della confraternita e l’interesse per la tecnica dell’affresco.

Il gruppo iniziò a dissolversi molto presto però, Pforr muore giovanissimo, prima di compiere i 25 anni di età, e Cornelius è chiamato con Heinrich von Olivier (1785-1841) e Julius Schnorr von Caroisfeld (1794-1872) a Monaco da Ludwig I di Baviera. Rimasero a Roma fino alla morte solo Koch e Overbeck. Le più importanti opere dei Nazareni eseguite collettivamente a Roma sono gli affreschi della casa del console prussiano Bartholdy e quelli della villa del Principe Massimo commissionati dai rispettivi proprietari nel 1816 e nel 1817.

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In realtà gli artisti che parteciparono al gruppo furono molti di più di quelli citati sopra: Carl Joseph Begas , Peter von Cornelius, Franz Ludwig Catel, Johann Jakob Fink, Ernst Deger, Konrad Eberhard, Gebhard Flatz, Joseph Anton Fischer, Joseph, Führich, Franz Ittenbach, Carl Philipp Fohr, Heinrich Maria Heß, Konrad Hottinger, Joseph Anton Koch, Karl Müller, Andreas Müller, Wilhelm von Kaulbach, Leopold Kupelwieser, Johann Friedrich Overbeck, Ferdinand Olivier, Friedrich Olivier, Franz Pforr, Theodor Rehbenitz, Wilhelm von Schadow, Johann Scheffer, von Leonhartshof, Julius Schnorr von Carolsfeld, Ludwig Schnorr von Carolsfeld, Johann Anton Ramboux, Claudius Schraudolph, Eduard von Steinle, Josef Sutter, Philipp Veit, Johann von Schraudolph, Josef Wintergerst, Ludwig Vogel, Johann David Passavant. Molti! Troppi per essere trattati tutti insieme, ma cercherò di approfondirli strada facendo!

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