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domenica 30 marzo 2014

La deposizione di Cristo, Raffaello

Raffaello Sanzio, deposizione di Cristo
Il cardinale Scipione Borghese, grande collezionista, e gran manipolatore, nel 1608 fece prelevare furtivamente questo quadro dalla chiesa di San Francesco al Prato a Perugia con la scusa ch'era un’opera troppo importante per essere custodita così malamente e sarebbe quindi stata più al sicuro nella propria collezione. Ne seguì una protesta popolare dei perugini, poi calmata dalle trattative che intercorsero tra la corte pontificia e la città condotte da Sua Santità Paolo V. Da parte sua, per sostituire l’originale, Scipione Borghese fece eseguire una copia, ora perduta, al Lanfranco, e un’altra fu realizzata dal Cavalier d’Arpino. Il dipinto andò a Parigi nel 1809 con Camillo Borghese per tornare poi a Roma sei anni dopo.

È un’opera di rottura totale con il passato, firmata fieramente RAPHAEL URBINAS MDVII, e fu causa forse della chiamata di Raffaello a Roma nel 1508 da parte di Giulio II. E la storia si fa interessante: la genesi di questo dipinto fu cruenta, o meglio del polittico di cui esso era la parte centrale. L'opera complessiva è passata alla storia come Pala Baglioni, per via della famiglia feudale Baglioni che tentò in tutti i modi di imporre una signoria alla repubblicana Perugia durante le agitazioni del Quattrocento. Grifonetto Baglioni, per assicurarsi il controllo dell'eredità famigliare, uccise quasi tutti i parenti durante un matrimonio.

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Fu però a sua volta trapassato dalla lama nella via principale di Perugia. La madre Atalanta decise di chiedere la realizzazione della pala per la cappella di famiglia. Ecco la causa del dipinto! Ormai qui del maestro Perugino rimane solo il sottile alberello che si staglia sullo sfondo del cielo. La boccuccia femminile che era la sua cifra stilistica, e che aveva spesso influenzato l'allievo Raffaello, diventa una schiusura di labbra sotto uno sguardo di dolore mentre lei, forse Maddalena, ma sicuramente Zenobia la moglie di Grifonetto, sorregge il braccio del Cristo, che più morto di così non potrebbe essere. La madre di Gesù è svenuta. Giovanni è talmente preso dal ruolo che gli viene il vento tra i capelli mentre assume la prima vera posa neoclassica della pittura rinascimentale.
Semplicemente un capolavoro.

Fonti: Il museo immaginato, Philippe Daverio, Rizzoli, Milano, 2011

5 commenti:

  1. ho trovato il tuo blog su Le passioni di Sara ed eccomi qui! se ti va di passare sul mio blog questo è l'indirizzo!!
    http://creativeprojectformedarte.wordpress.com/

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  2. mi dispiace sono talmente ignorante che davanti a questa arte posso rimanere solo ammutolita!!!!!!ti invidio

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  3. Beh è anche per questo che esiste Artesplorando! ciao a tutti e tornate a trovarmi presto!

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  4. Questa è una fantastica opera di Raffaello, un dramma dinamico e notevole. Raffaello ha fatto molti schizzi precedenti per raggiungere finalmente questa composizione nella quale una forza centríguga distribuisce i personaggi dell´opera intorno al corpo di Cristo. É uno dei miei preferiti, porta a Raffaello al Cinquecento... è stato un grande cambiamento per lui. Ciao, Cristian.

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  5. Grazie per il contributo! in effetti si può dire che questa è l'opera che lo sgancerà definitivamente dal maestro Perugino.
    Ciao e a presto!

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