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venerdì 4 ottobre 2013

Romanticismo: inquietudini e nostalgie nella pittura del XIX secolo

Johann Heinrich Fussli, incubo
Quando si dice: "ma in che periodo storico ti sarebbe piaciuto vivere? (escluso quello in cui vivi)", io penso proprio che avrei scelto l'Ottocento, tra Romanticismo e Belle Epoque! Il primo in particolare è un movimento culturale che amo più di altri e per questo trovo doveroso dedicargli un po' di spazio.
Alle soglie dell' Ottocento, alcuni artisti, filosofi e letterati tedeschi cominciarono a diffondere, con il termine "romanticismo", una nuova visione del mondo. In essa convergevano le idee della divinità e della natura, di una profonda comunicazione tra la fantasia del singolo e la realtà cosmica e di una radicale solitudine della mente creativa, cui faceva da contraltare lo struggente desiderio di pervenire a una perfetta armonia tra individuo

e mondo. Nel classicismo, imbrigliato nel rigido busto delle tradizioni antiche, il nuovo movimento trovava il suo principale antagonista, e contro di esso sottolineava i vantaggi di una moderna concezione dei tempi, aperta e rivolta al futuro. Il ritorno ai modelli estetici e ai soggetti del tardo medioevo e del primo Rinascimento portava in primo piano l'eredità cristiana dell'Europa, la sola che sembrava poter aprire all'utopia di un futuro politicamente e spiritualmente migliore.

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Il Romanticismo però non mirò mai a fondare uno stile unitario e normativo, ma si diffuse nei vari paesi assumendo linguaggi diversi, che vanno dalla realizzazione di opere di intimo raccoglimento, alla rappresentazione di eventi spettacolari carichi di pathos!

Quindi non è nemmeno troppo facile incasellare questo movimento come pure gli artisti che ne fecero parte, che lo attraversarono, in tutti i campi culturali. In musica vengono definiti romantici quasi tutti i compositori dell'Ottocento, da Beethoven a Strauss a Verdi. In letteratura il fenomeno è ristretto a due o tre decenni a cavallo sette e ottocento.
Vediamo quindi in breve in quali paesi si diffuse e in che modo si manifestò

Caspar David Friedrich, abbazia nel querceto
  • In Germania le idee romantiche trovano una prima enunciazione nel circolo di Jena; negli scritti di W.H. Wackenroder (1797) l’arte è assimilata a un’esperienza religiosa, a uno stato di ispirazione spontanea; per F. Schlegel (1803) è l’ambito privilegiato in cui far emergere il legame armonico tra uomo e natura. Una nuova concezione di tale rapporto tra uomo e natura è messa a fuoco da F.W.J. Schelling (1807), che pone l’accento sull’identità tra soggetto e natura e sul ruolo dell’arte come principio creativo, in una «magia suggestiva, che accoglie insieme l’oggetto e il soggetto, il mondo esterno all’artista e l’artista nella sua soggettività» (C. Baudelaire, 1846). Queste idee ebbero un profondo influsso sulla pittura di paesaggio (C.D. Fried­rich, C.G. Carus, P.O. Runge, al quale si deve anche una lucida produzione teorica, K.F. Schinkel), con opere dense di richiami simbolici. Sempre in area tedesca il messaggio romantico fu accolto nel 1809 dai Lukasbrüder  (nazareni), che aspiravano ad un'arte fortemente incentrata sulle tradizioni cristiane del medioevo.
William Blake, Il Grande Drago Rosso e la donna vestita di sole
  • In Inghilterra, verso il 1770, si manifesta una tendenza al fantastico con l’opera di J.H. Füssli, artista di origine svizzera; altra grande figura è W. Blake, pittore, disegnatore e poeta, nella cui opera si intrecciano suggestioni letterarie e una intensa carica visionaria. Analogo interesse per il fantastico mostrano J.H. Mortimer, S. Palmer e, poi, J. Martin. Le riflessioni teoriche sul pittoresco e sul sublime fanno da sfondo all’opera dei due grandi paesaggisti inglesi, J. Constable e J.M.W. Turner. La matrice romantica resta fondamentale anche per la Pre-Raphaelite Brotherhood, formatasi nel 1848 (preraffaellismo). Le opere preraffellite scaturivano dal confluire del concetto tipicamente romantico di sogno o visione interiore e di una concezione idealistica dell'etica e di una interpretazione della realtà venata da tratti surreali.
Theodore Gericault, ufficiale della guardia imperiale alla carica
  • Diverso è lo sviluppo della pittura romantica in Francia; in epoca napoleonica, A.-J. Gros e P.-P. Prud’hon rinnovano la pittura di storia in tono eroico e idealizzante, mentre A.-L. Girodet-Trioson si dedica a soggetti sentimentali. T. Géricault, con la sua inclinazione per temi drammatici, eroici o fortemente patetici, segna l’avvio della stagione romantica francese, segnata da una predilezione per i soggetti storici e letterari, caratteri che si ritrovano in E. Delacroix. Diciamo quindi che in Francia prevalse una corrente del tutto originale, dominata da soggetti storici e scene di genere, sicuramente influenzata dallo scoppio della rivoluzione.
Francesco Hayez, il bacio
  • In Italia, la ricezione della nuova visione romantica fu orientata più alla pittura di storia che al paesaggismo. Anche se come in Spagna non si può proprio dire che il movimento attecchì veramente. Il gruppo dei puristi, formatosi intorno al 1843, è vicino alle idee dei nazareni; più legata alla pittura storica romantica fu l’opera di F. Hayez, mentre un’originale tessitura coloristica caratterizza l’opera suggestiva del Piccio. Più chiaro l’ascendente romantico su A. Fontanesi, la cui ispirazione naturalistica ne fa una figura a sé nel panorama italiano. 
  • Parliamo di romanticismo anche in Scandinavia, dove nacque e prosperò in seno all'Accademia di Copenhagen. In Belgio dove si espresse esclusivamente nella pittura di soggetto storico. Come pure in Russia e in Polonia abbiamo esempi di pittura romantica con soggetti a carattere storico. Infine negli USA attecchì e si manifestò nella pittura di paesaggio, quello americano, visto come Paradiso Terrestre.
Prossimamente approfondiremo il movimento a livello delle singole nazioni ed aree geografiche.
E con questo vi auguro un buon fine settimana!
Se vuoi leggere altro sul Romanticismo ed i suoi interpreti segui l'etichetta #romanticieromanticismi

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Fonti: Romanticismo, Norbert Wolf, Taschen, Colonia, 2008

3 commenti:

  1. Excursus molto interessante e ben documentato! Anch'io ho una particolare predilezione per l'Ottocento, sia per la produzione letteraria che per quella artistica, ma non meno per il fervore patriottico che alimentava sia una che l'altra: un'epoca di ideali, di energia e di speranze!

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  2. Ciao Cristian;
    ho trovato il tuo blog partecipando al link party de Le Passioni di Sara:
    In questi pochi mesi che mi sono affiacciata nella blogsfera e' la prima volta che trovo un blog sull'arte: complimenti per il tuo che sembra molto interessante!

    Riguardo al Romanticismo anch'io l'associo, in Italia, al periodo risorgimentale e quindi, da buona livornese, amo i macchiaioli ed il grande Fattori.
    Forse formalmente non e' definito romantico, ma rappresenta bene gli ideali e la passione dell'epoca...ho anch'io un po' di nostalgia di quegli ideali che sarebbero utili all'Italia di oggi.

    Se ti va passa a trovarmi su http://coccolatime.wordpress.com

    Ciao
    Coccola

    P.S. prossimamente faro' anch'io qualche post sull'arte nella sezione Coccole per la mente...

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  3. Grazie per essere passate! e sì devo dire che oggi sono proprio gli ideali in generale che mancano!!! Comunque prossimamente scriverò qualcosa anche sui macchiaioli e su tutto l'ottocento in particolare, il secolo lungo della modernità!
    A presto

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