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giovedì 21 novembre 2013

Antoine Watteau, pittore triste nell'età del lusso

Rosalba Carriera, ritratto di Antoine Watteau
Siamo in Francia, e siamo nel periodo del lusso sfrenato, il periodo di Versailles, del barocco e del rococò, degli specchi e delle cornici dorate. Quello che vi propongo oggi è un'artista poco conosciuto e decisamente fuori dal coro: Antoine Watteau. Lui è il primo vero pittore triste della storia del lusso e del godimento. Eppure tutto avrebbe dovuto portarlo al buon umore. Watteau era noto invece per il suo temperamento irritabile e irrequieto e morì prematuramente di tubercolosi nel 1721. Alcuni credono che l'umore malinconico dei suoi quadri fosse dovuto proprio dall'ossessivo pensiero della morte indotto dalla malattia

L'epoca in cui visse fu segnata dalla fine del potere assoluto di Luigi XIV, morto nel 1715. Lui, Watteau, vinse il suo posto nell'Academie nel 1717 come pittore delle delizie festose con La partenza per Citera, l'isola dove è nata Afrodite. Fu un artista molto indipendente, non si sottomise alla volontà dei suoi mecenati o alle regole dell'arte ufficiale. L'originalità e la freschezza delle sue opere permisero all'arte francese di svicolarsi dall'influenza italiana. Quello di Watteau è un mondo artefatto, ma sotto l'apparente frivolezza si nasconde un sentimento di malinconia che rappresenta la consapevolezza che i piaceri terreni sono destinati a finire prima o poi.

Antoine Watteau, La partenza per Citera
L'artista non si curò di scegliere per le sue opere i materiali migliori e per questo motivo ci sono giunte molto spesso in uno stato di conservazione critico. Ci si può fare comunque un'idea della sua genialità dai numerosi e splendidi disegni, molti dei quali sono degli studi tratti dalla vita quotidiana. Watteau li raccolse in grandi volumi rilegati e li usò come fonte d'ispirazione per i suoi dipinti. Nonostante il carattere difficile, ebbe molti amici fidati e sostenitori che riconoscevano il suo genio e non mancarono mai gli ammiratori illustri.

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Rosalba Carriera, la specialista dei ritratti a pastello, lo dipinse con lo sguardo triste del giorno dopo la festa, alla fine della sua vita. Lui all'epoca aveva da poco dipinto il Pierrot, conosciuto anche come Gilles quello che dovrebbe vivere al chiaro di luna, ma che nell'opera di Watteau si trova in una drammatica alba. Nel 1720 aveva anche appena finito quel grande dipinto che rappresenta l'interno del negozio di un mercante d'arte, Gersaint, dove si sta impacchettando il passato, simboleggiato dal ritratto del defunto Re Sole, il tutto in una atmosfera di svagata mondanità.

Antoine Watteau, L'Enseigne de Gersaint
L'artista visse il tramonto di un'epoca, nel lusso e nel godimento con quella malinconia che caratterizza tutti i finali. E lui, Jean-Antoine Watteau morì a trentasette anni come i grandissimi, come Raffaello, come Mozart. 
A voi questo artista da riscoprire.

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Fonti: Il museo immaginato, Philippe Daverio, Rizzoli, Milano, 2011

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