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venerdì 20 dicembre 2013

Romanticismo francese

Theodore Gericault, la zattera della medusa
Anche in Francia, come già avevamo visto per la Gran Bretagna, il XVIII secolo rappresentò, per il nascente movimento romantico, un patrimonio di utili anticipazioni stilistiche e contenutistiche. In particolare dalla letteratura, i romanzi  e gli scritti di Jean-Jacques Rousseau esercitarono sul pensiero europeo un'enorme influenza. Lui sosteneva che, con il progresso della civiltà, l'essere umano si fosse avviato lungo un percorso di decadenza e corruzione (non ci ha visto proprio male...). E così facendo si appellava ad un ritorno alla natura, invitando i contemporanei a superare l'alienazione sempre crescente nei confronti della sfera naturale.

Tuttavia la Rivoluzione del 1789 tranciò questo slancio romantico. L'arte rivoluzionaria non aveva certo voglia di avventurarsi negli enigmatici territori dell'Io, ma piuttosto era interessata a rappresentare gli ideali vittoriosi e repubblicani, svolgendo una funzione di megafono della politica del tempo. La pittura, dal punto di vista dei contenuti, tornò a pescare nelle virtù dell'antichità romana, generando uno stile classicista di severa composizione e di soggetto storico. Era il tempo di Napoleone e della celebrazione del suo impero.
Ma qui casca l'asino! Il romanticismo francese nacque all'inizio del nuovo secolo proprio per opposizione alla figura dell'imperatore e allo stile neoclassico da lui promosso, lo stile impero appunto.

Eugene Delacroix, la barca di Dante
Il Salon del 1827 segnò la definitiva vittoria della corrente romantica sul classicismo, anche se si espresse in maniera diversa rispetto alle versioni tedesca ed inglese.
Gericault e Delacroix furono due pittori geniali e principali esponenti del romanticismo francese. Entrambi trascurarono la pittura di paesaggio, per il soggetto storico.

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Ma lo fecero portando in primo piano l'eroe storico, coinvolto e schiacciato dalle circostanze fatali che lo hanno reso tale. La tecnica è data da una stesura libera ed emotiva del colore. A volte pittori come Eugene Deveria o Paul Delaroche, spinsero questo sentimento verso la teatralità ed il patetico, per distrarre dalla monotonia della vita la classe piccolo-borghese.

Il paesaggio si impose come soggetto pittorico solo con Camille Corot e la Scuola di Barbizon che abbiamo già visto, si orientò verso scenari naturali poco appariscenti, preludio alla pittura impressionista. Vi invito a ripescare il post per approfondire. Mentre contemporaneamente con François Millet e Gustave Courbet si andava imponendo un realismo venato di istanze politiche, culturali e sociali. E già il romanticismo cedeva il passo, ma questa è un'altra storia.

Continua l'esplorazione ...

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Fonti: Romanticismo, Norbert Wolf, Taschen, Colonia, 2008

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