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lunedì 20 gennaio 2014

Nature morte (non morte) - la brioche

Jean-Baptiste-Simeon Chardin, natura morta con brioche
Di Chardin è difficile stufarsi. E' stato uno dei più grandi pittori di nature morte nella storia dell'arte.
Pittore che ha trovato la bellezza negli oggetti domestici di uso quotidiano e negli utensili che lo circondavano, dipingendo spesso le stesse cose in diverse nature morte.
Lo si può vedere in tutte le opere di questo artista dall'aspetto mite, nato e vissuto a Parigi senza mai uscire dalla sua città.
Il suo è un occhio indagatore quanto lo era la voglia scientifica dei ben maggiori illuministi dell'Encyclopedie.

Ogni materiale è esattamente definito, la doratura a pennello sul cristallo di Boemia, il tappo di metallo giallo, la qualità della terraglia della zuccheriera come il brillante della brioche, quello ottenuto, quand'è già lievitata e prima di estrarla dal forno, da una rapida pennellata di chiara d'uovo.
Nel mondo veloce di oggi si può facilmente trascurare la bellezza sottile e l'equilibrio di un Chardin. Dovrete necessariamente rallentare i vostri ritmi e prendervi una pausa per apprezzare adeguatamente uno dei suoi dipinti.

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Tutto un cosmo di pennelli, di forme, di texture e colori.
Il dipinto che vedete qui è del 1763 ed è anche un po' una rappresentazione psicologica della dolcezza della vita. Chardin guarda sempre il mondo come se lo stesse vedendo per la prima volta. L'intensità della sua visione si concentra sulla bellezza degli oggetti quotidiani che ci circondano, una bellezza che noi diamo per scontato perché l'abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni.

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Questo post fa parte di una serie che esplora la natura morta. Segui l'etichetta #naturemorte(nonmorte)

Fonti: Il museo immaginato, Philippe Daverio, Rizzoli, Milano, 2011

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