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martedì 18 febbraio 2014

Piero Manzoni, un artista contro la tradizione

Piero Manzoni, merda d'artista
Piero Manzoni nacque il 13 luglio del 1933 a Soncino, in provincia di Cremona. Trascorse la sua infanzia a Milano, passando le vacanze estive ad Albisola Marina, in Liguria: qui il giovane artista ebbe modo di conoscere Lucio Fontana, il fondatore dello Spazialismo, amico della sua famiglia.
Il debutto di Manzoni avvenne nel 1956 alla "IV Fiera mercato" del castello Sforzesco di Soncino. L'anno seguente partecipò mostra "Arte Nucleare", organizzata dalla galleria San Fedele di Milano: per questa occasione realizzò sagome antropomorfe e quadri con impronte di oggetti.

Nel 1957 espose, con a Ettore Sordini e Angelo Verga, in una collettiva alla galleria Pater di Milano, pubblicando il manifesto Per una pittura organica e firmando il Manifesto contro lo stile con il Gruppo Nucleare, con cui espose alla mostra "Movimento Arte Nucleare" presso la galleria San Fedele di Milano
Dipinse in questi anni anche i primi Achromes: estese superfici bianche impregnate di colla e caolino, un'argilla bianca usata per produrre ceramiche.


Proprio insieme a Lucio Fontana e ad Enrico Baj espose nel 1958, iniziando poi una collaborazione coi pittori Enrico Castellani e Agostino Bonalumi. Nel 1959 creò la rivista Azimuth e l'omonima galleria d'arte.
Manzoni in questi anni maturò uno stile sempre più radicale. Andò oltre la superficie del quadro presentando una serie di opere provocatorie e insofferenti rispetto alla tradizione:
  • le Linee tracciate su strisce di carta, arrotolate e chiuse in un tubo di cartone. La più lunga, creata ad Herning, in Danimarca, nel 1960, grazie al mecenate Aage Damgaard, misura 7200 metri;
  • i Corpi d’aria e il Fiato d'artista  cioè palloncini contenenti il fiato di Manzoni;
  • le Uova scultura, siglate con le impronte digitali dell'artista;
  • le Basi magiche, piedistalli che permettono a chiunque di diventare un'opera d'arte;
  • nuovi Achromes, fatti con i materiali più vari, dalla fibra di vetro ai pani plastificati, alcuni rigorosamente bianchi, altri con colori fosforescenti.
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Ma fu alla Galleria Azimut di Milano che Piero Manzoni propose, il 21 luglio del 1960, una delle sue performance più celebri: la Consumazione dell'arte dinamica del pubblico divorare l'arte. L'artista firmò con l'impronta del pollice alcune uova sode che vennero poi mangiate in loco dal pubblico partecipante.
Il passo a firmare essere umani fu breve e nel 1961, alla Galleria La Tartaruga di Roma, l'artista lo fece per la prima volta trasformando così delle persone in Sculture viventi. Sempre nello stesso anno mise in vendita le celeberrime scatolette di Merda d'artista.

Il passo successivo avvenne nel 1962, quando Manzoni ideò con l'editore Jes Petersen la pubblicazione di un libro con le pagine tutte bianche: Piero Manzoni. The Life and the Works.
Ma purtroppo questa corsa geniale e sfrenata attraverso provocazioni e follie, si interruppe il 6 febbraio 1963, quando l'artista morì di infarto nel suo studio a Milano.
Inutile dirlo, ma anche in questo caso l'intuizione di Manzoni e la portata rivoluzionaria della sua arte provocatoria, non la può avere chiunque.

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Questo post fa parte della rubrica #lopotevofareanchio, in cui se vuoi puoi esplorare l'arte contemporanea!

Fonti: www.pieromanzoni.org

2 commenti:

  1. Laddove cade il senso estetico, l'arte cerca la provocazione o ironizza su se stessa... in qualche modo, è una strategia di sopravvivenza e, in una società di massa e di consumo dell'arte che diventa sempre più materiale (come evidenziato nel caso delle uova di Milano), forse è la necessaria premessa a successivi rilanci della figurazione e dell'estetica nel senso tradizionale del termine.

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    Risposte
    1. Grazie per il tuo contributo Cristina! sempre prezioso!
      a presto

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