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giovedì 29 maggio 2014

Gli Uffizi e il "museo diffuso"


Lo spunto per questo post me l'ha suggerito Grazia del blog "Senza dedica".
Il tutto è partito dalla condivisione di un video che ho fatto sulla pagina facebook e da uno scambio di commenti con Grazia.
Il video in questione è tratto dalla puntata del primo maggio di Sevizio Pubblico e parla degli Uffizi (lo trovate qui). La puntata del programma di Santoro in realtà univa temi riguardanti la crisi economica e vie di ripresa per l'Italia, passando dal suo patrimonio artistico, dalla valorizzazione, potenziamento e miglioramento che si potrebbe fare del sistema museale italiano, creando posti di lavoro e ricchezza.

E ancora una volta questo grande museo è al centro di molte polemiche, molto probabilmente essendo Il Museo per eccellenza. Ma vorrei affrontare l'argomento con lucidità e obiettività.
Il breve servizio, usando toni scandalistici e provocatori (che spesso contraddistinguono il giornalismo di Servizio Pubblico),  ha mostrato come il limite di visitatori imposto agli Uffizi dalla sicurezza, sia costantemente violato. Cosa che molto probabilmente è la conseguenza dell'aver consegnato la bigliettazione ad un concessionario for profit che ha tutto l’interesse a far entrare più gente possibile. In più, da restauratore-conservatore, non posso tollerare che nel più famoso museo italiano, si affidi la climatizzazione degli ambienti a "pinguini" e ventilatori vecchi di vent'anni e assolutamente inefficienti!

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Ma la questione non si limita ad analizzare uno stato di fatto e problemi, denunciati anche dalla soprintendenza più volte. L'altro nodo fondamentale lo mette in luce il direttore stesso del museo: e cioè il potenziamento e valorizzazione del nostro patrimonio. Non possiamo pensare che gli Uffizi, che vengono già visitati da quasi 2 milioni di persone l'anno, arrivino ai 9 milioni del Louvre.
Esattamente come non è possibile travasare il contenuto di una damigiana in un fiasco. Il museo parigino è grande 12 volte quello di Firenze. Sempre stando ai numeri, 2 milioni moltiplicato 12 farebbe 24 milioni di visitatori, quindi altro che Louvre.

Come fare allora? il direttore degli Uffizi propone di portare temporaneamente i capolavori dalla Galleria nelle loro terre di origine. Arricchire anche per 2 o 3 mesi luoghi altrimenti poco visitati, il che farebbe bene non solo all’arte, ma anche all’economia di quei luoghi, e alle persone che ci abitano.
Se si vuole cambiare il disastroso stato del patrimonio culturale italiano, il primo passo è affrontare la realtà dei fatti. E forse la realtà e il buon senso ci dovrebbe far pensare ad una strada alternativa per il nostro paese e per i nostri musei. Che non sono paragonabili alla Francia e al Louvre.

Forse bisognerebbe semplicemente trattare il nostro paese come un "museo diffuso". Cercando di investire di più sul territorio. Attenzione però! Questo non esclude il fatto che grandi musei come gli Uffizi hanno bisogno di finanziamenti e di sistemi di condizionamento ed esposizione delle opere all'avanguardia e un sistema di bigliettazione che non cerchi di speculare a tutti i costi, esattamente come succede al Louvre o al Metropolitan Museum.
Voi cosa ne pensate? è aperto il dibattito!



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