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giovedì 22 maggio 2014

Intervista a Romeo Cristofori del blog "Mostre-Rò"


L'intervista di oggi è tutta dedicata allo studente e blogger Romeo Cristofori.
Romeo, vorrei che per cominciare ti presentassi: chi sei, quali studi fai o hai fatto, quando e perché hai iniziato a scrivere il blog, e qual è lo scopo, la missione, il fine che ti sei prefissato diventando blogger.


Sono un laureando in Storia e Tutela dei beni culturali all'Università di Padova. L'esperienza di Mostre-Rò nasce circa due anni fa, come un' operazione di puro divertimento. Ero abituato a scrivere brevissime recensioni (davvero poche righe) che condividevo nel mio profilo facebook privato, solo dopo ho pensato che potessero diventare la base di un progetto più ampio che prese il nome di Mostre-Rò. Il blog riassunse l'esigenza di scrivere e di condividere il mio pensiero sulle mostre, sulla tutela e sulla storia dell'arte ma sopratutto la mia voglia di confronto e di conoscenza della "vera" storia dell'arte. 
L'ispirazione e la voglia di creare qualcosa di mio venne certamente dai lavori di giovani e competenti studiosi che leggevo sullo straordinario progetto dell'Osservatorio Nazionale Mostre e Musei della Scuola Normale superiore di Pisa (purtroppo bloccato troppo presto) e su blog come Storie dell'arte.com. Il mio obiettivo non era certo copiare l'alta qualità di questi due siti, ne tanto meno pormi sullo stesso piano (ancora adesso dopo due anni di blog Mostre-Rò non è nemmeno lontanamente paragonabile) ma semplicemente condividere, proprio come loro, un pensiero che non riuscivo a ritrovare nei mezzi stampa, dove troppo spesso compaiono "spaginate" declamatorie a pagamento di mostre dal dubbio se non nullo valore scientifico. 
La mia missione di Blogger non era (e non è) certo quella di sostituirmi alla stampa (dove credo ancora si svolga un serio dibattito - non a caso Tomaso Montanari e Salvatore Settis collaborano spesso con diverse testate giornalistiche pubblicando articoli illuminanti)  ma semplicemente scrivere di arte e dei miei studi, le poche grandissime cose che mi fanno alzare ogni mattina. 

Qual è il tuo rapporto, il tuo approccio con il luogo per eccellenza che custodisce le opere d'arte, cioè il museo: sei più da "turistodromo" o preferisci piccoli musei poco frequentati e quale ti sentiresti di consigliare ai lettori di Art'esplorando.

E' un rapporto complesso. Da futuro storico dell'arte e (più genericamente) da amante dell'arte adoro visitare i musei, credo siano lo specchio delle società che li creano. Molti credono che siano luoghi morti, oasi di pace mai sfiorate dalle tempeste della politica e della storia. Nulla di più falso dalla realtà; come scrisse Schubert in un simpatico saggio dal titolo "Museo. Storia di una idea", "il museo ha sempre reagito con precisione sismica ai mutamenti politici e sociali, e il nuovo museo aperto rispecchia fedelmente le dinamiche e la natura multiculturale della società sul crinale  del nuovo secolo, con la sua propensione a interrogare e il suo insaziabile appetito di novità. Oggi, quello che in passato era un luogo di certezze assolute, dove non si ponevano interrogativi ma si davano solo autorevoli risposte, non fa più affidamento sulla verità ma sull'interpretazione, e la chiave del suo successo non è più il sapere acquisito, bensì la perenne acquisizione di sapere". 
Contemporaneamente odio lo sfruttamento e la "commercializzazione" di questi che dovrebbero essere i templi della cultura e che invece devono piegarsi alle esigenze del mercato; e allora siamo costretti a vedere i Musei Vaticani con file chilometriche di turisti che si compiacciono della sola Cappella Sistina tralasciando capolavori straordinari poco conosciuti e facendo lo slalom tra banchetti pieni di orrendi e discutibili souvenir, o gli Uffizi con sale ingombre di persone che ansimano, alitano e sudano davanti a poche celeberrime opere per il solo gusto dell'aver visto e non dell'aver capito e compreso, etc etc.
Ormai i musei prestano più attenzione a quelli che dovrebbero essere servizi accessori rispetto alle opere che divengono ormai le quinte sceniche di una grande speculazione economica. Per richiamare pubblico non servono i bar, i ristoranti di lusso e i bookshop (che tutto vendono all'infuori che libri), ma progetti scientifici seri; esempio di ciò è il troppo spesso dimenticato Museo Nazionale di Capodimonte a Napoli, che pur non avendo una galleria commerciale, i bar e i ristoranti di lusso è riuscito  a richiamare numeroso pubblico organizzando visite guidate e incontri tecnici dedicati a singole opere della collezione (i famosi Lunedi del restauro). Fino a quando considereremo il patrimonio e in particolare i musei solo come il petrolio da "bruciare" e consumare per far muovere l'italia e non come bene comune, esperienza democratica e arricchimento morale ?

Che rapporto hai con le mostre? oggi spesso diventano eventi mediatici molto pubblicizzati, ma alla fine di poca sostanza. Quali sono le mostre che preferisci e se vuoi fai un esempio di una in particolare che ti ha colpito.

Come si comprende dal nome stesso del mio blog le mostre sono per me un elemento molto importante. Fin dalle scuole superiori mi hanno spiegato come le mostre sono uno straordinaria occasione  di studio per la Storia dell'arte, in quanto conclusione di un lungo progetto di ricerca (a volte durato anni) che trova nell'esposizione temporanea il suo compimento ma contemporaneamente e paradossalmente anche il suo inizio.
Purtroppo, come hai fatto notare tu, ben poche sono le mostre che ancora possiedono un serio valore scientifico. Oggi l'Italia, ma generalmente l'Europa, è costellata da eventi che nulla hanno a che fare con la vera ricerca e la vera storia dell'arte; prova ne sono le mostruose mostre del manager Goldin, che è riuscito a toccare l'apice dell'inutilità e della dannosità  con "La Ragazza con l'orecchino di perla" a Palazzo Fava di Bologna. Non una mostra, ma una mera operazione di marketing, senza alcun progetto di ricerca, senza nessun valore scientifico, con l'unico obiettivo di rimpinguare le casse di una azienda privata di cui Goldin, curatore (si fa per dire) della mostra è anche amministratore unico.
Ma per fortuna in Italia non c'è solo Goldin e qualche mostra interessante o addirittura di alto valore scientifico si riesce ancora a fare, e così memorabile fu l'esposizione "Gentile da Fabriano e l'altro Rinascimento"  a cura di Lorenza Mochi Onori e Laura Laureati, allestita presso lo Spedale di Santa Maria del Buon Gesù dal 21 aprile al 23 luglio 2006 a Fabriano (mostra che mi fece innamorare definitivamente della storia dell'arte) o ancora "Il giovane Ribera tra Roma, Parma e Napoli 1608-1624" a cura di Nicola Spinosa presso il Museo nazionale di Capodimonte di Napoli dal 23 settembre 2011 all' 8 gennaio 2012 o per concludere "Bernardo Luini e i suoi figli" a cura di Giovanni Agosti attualmente in corso al Palazzo Reale di Milano.


Se fossi il ministro dei Beni Culturali e il Presiente del Consiglio ti desse carta bianca, quale sarebbe il tuo primo provvedimento?

Semplicemente metterei in pratica i punti risultato della Commissione per la riforma del Ministero dei Beni culturali che venne nominata dal Ministro Bray nell'estate del 2013 della quale facevano parte (solo citandone alcuni) Maria Pia Guermandi, Tomaso Montanari, Paolo Baratta e Matteo Ceriana. La commissione il 31 ottobre 2013 ha rilasciato un corposo documento (88 pagine) che contiene ben 32 suggerimenti pratici pronti per essere trasformati in una seria riforma del Ministero, ovvero un consistente dimagramento al centro per rendere il Mibac più efficiente, ma sopratutto più presente, in periferia, restituendo così alle soprintendenze la possibilità di fare tutela e ricerca.

Cosa proporresti di leggere a una persona che si avvicini per la prima volta alla storia dell'arte? un testo scolastico, un saggio, una monografia...

Per quanto riguarda la storia dell'arte da un punto di vista contenutistico credo che ottimo inizio sia la lettura della Storia dell'arte di Gombrich (pubblicato da Phaidon), per quanto riguarda invece i problemi della tutela e il ruolo del patrimonio nelle nostre vite è impossibile non ricorrere al testo di Salvatore Settis pubblicato da Einaudi, "Il futuro del classico" e il recentissimo "Istruzioni per l'uso del futuro, il patrimonio culturale e la democrazia che verrà" di Tomaso Montanari per Minimum Fax

Arriva il Diluvio Universale e tu hai la possibilità di mettere qualche opera d'arte nell'arca di Noé, quali sceglieresti?

Mi risulta troppo difficile rispondere a questa domanda in quanto non riesco a non amare dei periodi della storia dell'arte, credo quindi che sarei pronto per imbastire una seria e costruttiva discussione con Noè per convincerlo a costruire una nuova seconda arca per salvare centinaia di migliaia di opere. Sono pronto anche a chiedere un udienza all"inquilino del piano sopra.

Con quale artista (anche non più tra noi!) ti sentiresti di uscire a cena o a bere qualcosa? e perché?

Credo che sceglierei Giorgio Vasari, non tanto per la sua produzione artistica ma più per la sua produzione letteraria. Sarebbe troppo bello stare seduti nel giardino della sua bella casa aretina, davanti ad un calice di vino a "spettegolare" degli artisti non presenti durante una calda estate toscana. Alla stessa cena credo inviterei Pietro Summonte e Marcantonio Michielb e Roberto Longhi, allo stesso tavolo tre autori (anche se non artisti) con i quali ricreare e discutere della storia dell'arte "italiana". 

Oggi in TV e alla radio non c'è molta arte, e cultura in generale. Tu cosa consiglieresti di guardare (o ascoltare) al lettore di Art'esplorando. Può anche essere un programma non prettamente d'arte, ma al cui interno ci sia un'approfondimento artistico. In onda ora, ma anche nel passato(ovviamente valgono anche le web-tv).

Impossibile non consigliare i podcast di "Finestre sull'arte", brevi e ricchi di informazioni riescono a dare all'ascoltatore una preparazione piuttosto approfondita e mai banale. In televisione credo invece che l'unico canale che propone ai suoi telespettatori programmi di elevata qualità dedicati alla storia dell'arte è LAEFFE (canale 50), con "Storia segreta di un capolavoro" una produzione BBC.

In un ipotetico processo alla storia dell'arte tu sei la difesa, l'accusa è di inutilità e di inadeguatezza ai nostri tempi, uno spreco di tempo e di soldi. Fai un'arringa finale in sua difesa.

Credo che più di una arringa basti una frase ormai snaturata dal suo profondo significato religioso ma che ben indica ciò che il mondo odierno invece non riesce a comprendere: "non in pane solo vivet homo" cioè "non di solo pane vive l'uomo" . l’uomo ha bisogno d’altre soddisfazioni che non siano quelle puramente materiali e l'arte è forse la migliore risposta che il genere umano ha saputo dare alla sua crescente necessità di altro. Inoltre il nostro patrimonio ci insegna ad essere cittadini della comunità. Conservare la nostra "altra lingua" vuole dire costruire il nostro futuro. 

Concluderei con una bella citazione sull'arte, quella che più ti rappresenta!

Amare l'arte è un dono quanto crearla. Bernard Berenson. 

Grazie ancora a Romeo per la sua disponibilità. Mi raccomando visitate il blog Mostre-Rò che consiglio perché oltre a parlare d' arte, dedica uno spazio interessante alla tutela dei beni culturali.
Alla prossima intervista!

Se ti è piaciuto il post, aggiungimi alle tue cerchie!

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