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martedì 24 giugno 2014

Intervista a Miriam Paternoster del blog "Arte a scuola"


Oggi vi presento Miriam, curatrice dell'interessantissimo blog "Arte a scuola".
Vorrei che per cominciare ti presentassi: chi sei, quali studi fai o hai fatto, quando e perchè hai iniziato a scrivere il blog, e qual è lo scopo, la missione, il fine che ti sei prefissato/a diventando blogger.

Mi chiamo Miriam Paternoster, sono un’insegnante di Arte e Immagine presso una Scuola Secondaria di Primo Grado. Ho studiato all’Accademia di Belle Arti di Venezia e ho fatto la restauratrice per vari anni, durante i quali ho conseguito il diploma della Scuola Nazionale di Restauro dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze. 
Le scelte che ho fatto con la mia famiglia (un marito chirurgo e tre bambini) mi hanno portato a vivere in Etiopia e Tanzania per quattro anni. Dopo un periodo trascorso in Italia, nel quale ho cominciato ad insegnare, ho trascorso altri due anni in Inghilterra, sempre con la mia famiglia. I viaggi e l’esperienza di vita in altri paesi hanno allargato la mia idea di educazione all’arte che si è inevitabilmente arricchita di stimoli e spunti basati sui metodi educativi internazionali e sullo scambio e il confronto di idee.
Il sito www.arteascuola.com è nato come blog nel 2008, con lo scopo di creare una vetrina virtuale per i lavori creati dai miei studenti e soprattutto con la volontà di condividere esperienze educative e creative con insegnanti di tutto il mondo. Una fase di crescita molto importante è stata quella di trasformare il blog in un vero e proprio sito, fruibile in lingua inglese e in lingua italiana. Questo ha aperto le porte a un’infinità di confronti e ha reso virali alcune attività proposte in classe, diffondendole nelle scuole americane, inglesi, tedesche o australiane. 
Devo dire che, mentre in Italia pochissimi insegnanti di arte investono tempo e fatica per condividere le loro esperienze on line (soprattutto per mancanza di tempo e risorse), a livello internazionale lo strumento della rete nel campo educativo è sfruttato e utilizzato in maniera massiccia già all’interno dell’istituzione solastica, da insegnanti di tutte le discipline e gradi. 

Qual è il tuo rapporto, il tuo approccio con il luogo per eccellenza che custodisce le opere d'arte, cioè il museo: sei più da "turistodromo" o preferisci piccoli musei poco frequentati e quale ti sentiresti di consigliare ai lettori di Art'esplorando.

Credo che nessuno ami stare in coda ore per visitare musei sovraffollati e intravedere opere d’arte tra le teste degli altri visitatori in sale rumorose… più di una volta mi sono scoraggiata (soprattutto in Italia) rinunciando a visitare una mostra a causa della coda che si snodava fin fuori dal museo. 
Forse, per ora, la soluzione per rendere più agevole la visita ai grandi musei, che a mio avviso sarebbe un vero peccato non vedere (Louvre, Prado, MoMA, Musei Vaticani…), è la prenotazione dei biglietti online! 
In quanto ai piccoli musei sconosciuti in cui capita di imbatterci, soprattutto in Italia, di sicuro conservano opere d’arte che acquistano ancora più valore per la tranquillità che l’ambiente offre al visitatore, per cui consiglio di accettare sempre l’invito di un ingresso sgombro e di un biglietto abbordabile…
Pochi giorni fa ero a Vienna e ho visitato con un entusiasmo crescente, le sale dell’Albertina: ho trovato un allestimento intelligentissimo, che accoglieva e guidava il visitatore attraverso accostamenti di colori accurati, illuminazione delle opere perfetta, percorsi tematici che valorizzavano le opere al massimo, assenza totale della inevitabile noia che ti assale dopo la ripetitività (ditemi chi di voi regge dopo un’infilata di sale sul ritratto del Settecento?) , un percorso a misura di persona che vuole godersi la bellezza nella quiete, nella varietà, nella meraviglia… Ecco, se vi capita, andateci!

Che rapporto hai con le mostre? oggi spesso diventano eventi mediatici molto pubblicizzati, ma alla fine di poca sostanza. Quali sono le mostre che preferisci e se vuoi fai un esempio di una in particolare che ti ha colpito.

Di solito evito di visitare le mostre da evento mediatico di massa come evito di leggere i best sellers di grande successo commerciale: a volte trovo che certi allestimenti siano pretestuosi e che si vogliano per forza trovare relazioni tra oggetti che non ne hanno alcuna. Ma questo è in sintonia col mio desiderio di evitare resse, code e superficialità… 
Percorsi tematici come quelli della mostra "Verso Monet. Storia del paesaggio dal Seicento al Novecento" nella Basilica Palladiana di Vicenza sono invece utili e formativi anche per chi non conosce la storia dell’arte: viene esposto il percorso nell’interpretazione del paesaggio e la sua evoluzione attraverso un centinaio di opere scelte e provenienti da tutto il mondo. 
Anche le mostre dedicate ad un autore come quella dedicata a Matisse attualmente al Palazzo dei Diamanti a Ferrara, sono interessanti per farsi l’idea di un artista e del suo stile.
Inoltre sono dell’opinione di sfruttare le proposte del territorio in cui viviamo, le mostre piccole o grandi che la nostra regione o città ci offre sono da incentivare e frequentare. Io vivo in Trentino e trovo che una visita al Mart di Trento e Rovereto sia un’occasione da non perdere mai.  


Se fossi il ministro dei Beni Culturali e il Presidente del Consiglio ti desse carta bianca, quale sarebbe il tuo primo provvedimento?

L’ingresso libero nei maggiori musei del pianeta (come in quelli di Londra) sarebbe un regalo da fare all’umanità in nome della civiltà e della bellezza: quindi entrate gratuite ai musei più importanti d’Italia.
Poi, senza dubbio, più arte nelle scuole! Purtroppo l’aspetto creativo di discipline fondamentali per la formazione e la crescita dei bambini come il teatro, la musica, la danza e l’arte, sono trascurate e svalutate nelle scuole italiane quanto sono incoraggiate e incentivate in quelle internazionali. Eppure, come è dimostrato dal successo delle numerose attività proposte dai musei per i bambini di ogni fascia d’età, l’approccio e la formazione all’arte si possono introdurre con grande successo fin dalla scuola dell’infanzia. 

Cosa proporresti di leggere a una persona che si avvicini per la prima volta alla storia dell'arte? un testo scolastico, un saggio, una monografia...

Di solito l’approccio all’arte del passato (dall’antichità all’Ottocento) è pieno di interesse, meraviglia, stupore per il virtuosismo tecnico e la bellezza oggettiva delle opere d’arte. Ma l’atteggiamento di scetticismo che la maggior parte delle persone provano davanti a una tela tagliata o ad un ammasso di rottami che, viene assicurato loro, sono autentiche opere d’arte di valore inestimabile, è comprensibile e giustificato per chi non conosce il percorso della storia dell’arte negli ultimi due secoli. 
Per questo sfido sempre i miei studenti nel dimostrare loro, attraverso appunto un percorso teorico e pratico, che anche gli sgocciolamenti di colore di Jackson Pollock o il palazzo impacchettato da Christo sono opere d’Arte.
A questo proposito mi ha divertito molto leggere “Lo potevo fare anch’io” di Francesco Bonami, in cui l’autore spiega perché l’arte contemporanea è davvero Arte, con un linguaggio per “profani”, divertente e fluido.
Inoltre, per una visuale completa della storia dell’arte dall’antichità a oggi, anche un piccolo manuale come “Storia dell’arte” del Touring Club Italiano può essere utile, semplice, sintetico e tascabile!

Arriva il Diluvio Universale e tu hai la possibilità di mettere qualche opera d'arte nell'arca di Noé, quali sceglieresti?

Domanda molto difficile questa a cui devo rispondere di getto: 
- la Cena di Emmaus di Caravaggio che sta alla National Gallery di Londra (quando vivevo lì passavo da Trafalgar Square solo per sedermi qualche minuto davanti a quell’opera… vi ho già detto che a Londra i musei più importanti sono gratutiti!)
- la Colazione sull’erba di Manet che mi ha fatto venire una sindrome di Stendhal quando avevo 19 anni
- Strada principale e strade secondarie di Klee, in cui perdersi all’infinito
- un’opera di  Rothko, anzi più di una, per costruirmi una Rothko’s room/chapel in cui ritirarmi a respirarne il colore.
Mi fermo, la lista che ho in mente farebbe affondare l’arca…

Con quale artista (anche non più tra noi!) ti sentiresti di uscire a cena o a bere qualcosa? e perchè?

Uscirei a cena con Leonardo da Vinci perché era un grande intrattenitore, ma porterei anche mio figlio di 13 anni che avrebbe molte domande da fargli a proposito delle sue macchine volanti e delle sue invenzioni.
Berrei qualcosa con Gerard Richter per parlare con lui di pittura, perché per me è uno dei più straordinari artisti viventi.

Oggi in TV e alla radio non c'è molta arte, e cultura in generale. Tu cosa consiglieresti di guardare (o ascoltare) al lettore di Art'esplorando. Può anche essere un programma non prettamente d'arte, ma al cui interno ci sia un'approfondimento artistico. In onda ora, ma anche nel passato(ovviamente valgono anche le web-tv).

Premetto che io non guardo la tv, forse proprio perché non c’è molta cultura in generale. Sicuramente consiglio Philippe Daverio con Passepartout, e i moltissimi documentari, video e lezioni di storia dell’arte disponibili su youtube in tutte le lingue possibili, che io uso spesso nelle mie classi.

In un ipotetico processo alla storia dell'arte tu sei la difesa, l'accusa è di inutilità e di inadeguatezza ai nostri tempi, uno spreco di tempo e di soldi. Fai un'arringa finale in sua difesa.

Citando Dostoevskij credo fermamente che la “bellezza salverà il mondo”. Difendere l’arte è come difendere l’idea che l’essere umano ha bisogno di nutrirsi per vivere. Fermare l’arte sarebbe come tentare di fermare il bisogno di assoluto che l’uomo esprime attraverso di essa. Qualcuno, nella storia del passato, ha provato a vietare, condannare, rinnegare l’opera degli artisti, e forse anche oggi assistiamo ad un appiattimento dell’idea di bellezza che porta a concludere che l’arte e la sua storia siano un inutile spreco di risorse… Ebbene, non riusciremo a cancellare il bisogno di bellezza e la sua infinita ricerca insiti nell’essere umano e soffocarli vuol dire renderli ancora più dirompenti. Difendere l’educazione all’arte è promuovere il pensiero creativo, l’unico modo di pensare attraverso il quale l’essere umano può diventare migliore. 

Miriam, concluderei con una bella citazione sull'arte, quella che più ti rappresenta!

“Non c’è nessun “dovere” in arte. L’arte è eternamente libera”
da “Lo spirituale nell’arte” di Wassily Kandinsky.

Grazie a Miriam per la disponibilità e invito tutti i miei lettori a visitare arteascuola.com/it/, un bellissimo spazio virtuale in cui la creatività viene portata in classe e nella vita!!!
Alla prossima intervista!

Se ti è piaciuto il post, aggiungimi alle tue cerchie!

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