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lunedì 14 luglio 2014

Intervista a Federico Giannini di "Finestre sull'Arte"


Oggi per la rubrica "c'è arte nella blogosfera!!!", parliamo con Federico Giannini che, insieme a Ilaria Baratta è fondatore di "Finestre sull'Arte".
Federico vorrei che per cominciare ti presentassi: chi sei, quali studi fai o hai fatto, quando e perchè hai iniziato a scrivere il blog, e qual è lo scopo, la missione, il fine che ti sei prefissato diventando blogger.

Sono Federico Giannini e insieme a Ilaria Baratta sono il fondatore e l'autore di Finestre sull'Arte. Che in realtà non nasce come blog: nasce infatti come podcast. Il nostro intento principale era (e rimane tuttora) quello di fare divulgazione seria e di qualità attraverso lo strumento del podcast, con puntate di circa mezz'ora ciascuna dedicate ai grandi artisti della storia dell'arte italiana. Il sito, www.finestresullarte.info, è attivo dal 2009 e a oggi abbiamo prodotto più di cento puntate: scopo principale è quello di portare chi ci segue nei musei, alle mostre, nelle chiese, negli edifici storici per ammirare le opere dal vivo, perché l'arte ci parla e ha dei messaggi importanti da rivolgerci! Con il blog, che è nato tre anni dopo il podcast, abbiamo sostanzialmente ampliato il nostro raggio d'azione: continuiamo a fare divulgazione anche con il blog, ma con questo ulteriore strumento ci occupiamo anche di problemi del patrimonio artistico-culturale del nostro paese, analizziamo i fatti di attualità, diamo insomma la nostra visione sull'attuale sistema dei beni culturali in Italia. Per quanto riguarda i miei studi, io in realtà non provengo strettamente dall'ambiente dei beni culturali: ho una laurea specialistica in Informatica Umanistica a Pisa e ho avuto modo di occuparmi di tecnologie web per la promozione e la valorizzazione dei beni culturali, e durante i miei studi ho seguito anche corsi di comunicazione che mi hanno insegnato come relazionarmi con diversi tipi di pubblico, oltre che diversi principi della divulgazione. E ho cercato di mettere tutto ciò che ho imparato al servizio... dell'arte!

Qual'è il tuo rapporto, il tuo approccio con il luogo per eccellenza che custodisce le opere d'arte, cioè il museo: sei più da "turistodromo" o preferisci piccoli musei poco frequentati e quale ti sentiresti di consigliare ai lettori di Art'esplorando.

Non sono portato a scegliere il museo in base al pubblico che lo frequenta. Mi reco spesso sia nei luoghi più frequentati dai turisti (per questioni di vicinanza geografica mi trovo spesso, per esempio, agli Uffizi) sia nei musei più nascosti e che rimangono un po' più lontani dai percorsi del turismo di massa. L'arte appartiene a tutti, ne sono fermamente convinto, anche a quei turisti che molti degli "addetti ai lavori" non vedono di buon occhio. Diciamo che scelgo di frequentare un museo in base a quello che contiene, in base ai miei interessi, e se ci sono delle mostre che mi attirano. Per quanto riguarda un museo da consigliare... beh, è una scelta difficile, perché ne ho visitati molti che mi sento di consigliare e ci sono davvero moltissimi musei che meritano una visita. Comunque ci provo: intanto dico la Galleria Nazionale di Palazzo Spinola di Genova, un po' perché, ancora per questioni di vicinanza geografica, l'ho visitata più volte, e poi perché è un ambiente rimasto sostanzialmente intatto rispetto ai tempi in cui la collezione che oggi ne costituisce il nucleo principale fu messa assieme (e non parliamo poi della magnificenza degli arredi, ancora quelli di un tempo, e della cordialità dello staff, che è anche piuttosto attivo sul web). E poi perché molti non si aspetterebbero di trovare a Genova dei tesori d'arte così importanti. Per quanto riguarda i musei un po' meno noti, consiglio la Pinacoteca Rambaldi a Coldirodi, un borgo poco distante da Sanremo: opere di arte antica, di primissimo livello, in un ambiente accogliente, poco frequentato, e appena fuori dalla porta d'ingresso si gode di un panorama magnifico sul mare. Infine vorrei consigliare il Museo Ugo Guidi di Forte dei Marmi, dedicato appunto a Ugo Guidi, grande scultore del Novecento: il museo altro non è che la casa dove viveva, riadibita a galleria delle sue opere più importanti. Bello anche perché certi ambienti sono stati lasciati intatti, come quando l'artista ci lavorava e ci viveva. In Versilia mica ci sono soltanto le discoteche :-)

Che rapporto hai con le mostre? oggi spesso diventano eventi mediatici molto pubblicizzati, ma alla fine di poca sostanza. Quali sono le mostre che preferisci e se vuoi fai un esempio di una in particolare che ti ha colpito.

Diciamo che io sono contrario alle operazioni di cassetta. Non mi piacciono le mostre messe in piedi senza che dietro ci siano dei criteri filologici seri e rigorosi o, se non si tratta di mostre di ricerca, se non c'è un serio progetto di divulgazione alle spalle. Per esempio, sarà molto difficile trovarmi a una delle tante mostre sugli impressionisti che ormai ogni anno imperversano nei musei di pressoché tutto il globo. O in una di quelle bislacche mostre che hanno un titolo dove c'è sempre la formula "dall'artista X all'artista Y". Anche se comunque non penso sia del tutto vero il fatto che mostra "seria" e mostra "commerciale" siano due concetti antitetici: spesso mostre molto interessanti e ben curate godono anche di una promozione notevole, penso per esempio a quella di quattro anni fa sul Bronzino che si è tenuta a Palazzo Strozzi a Firenze. Se dovessi indicare la mostra che mi è piaciuta di più in assoluto, non avrei dubbi: quella su Guido Cagnacci del 2008 a Forlì. Anche perché Cagnacci è il mio pittore preferito, e a Forlì era stata messa assieme una grossa parte della sua produzione, con un percorso cronologico allestito in modo tale da far percepire al visitatore tutta l'evoluzione della pittura cagnaccesca, anche in riferimento al contesto entro cui l'artista aveva operato. Gli artisti "di contorno" erano praticamente tutti quelli a cui Cagnacci aveva guardato nella sua carriera. 

Se fossi il ministro dei Beni Culturali e il Presidente del Consiglio ti desse carta bianca, quale sarebbe il tuo primo provvedimento?

Beh questa è una domanda molto difficile, perché è risaputo che le casse del ministero non se la stanno proprio "godendo". E senza fondi, non è possibile fare miracoli: si parla tanto di turnover, di riformare le soprintendenze, di incentivare la tecnologia, di consolidare i cantieri di restauro attualmente aperti, ma senza risorse adeguate non basta la buona volontà. Quindi potrei dirti che il primo provvedimento che prenderei sarebbe quello di sedermi a un tavolo con gli altri ministri e impuntarmi per far ottenere al mio ministero i fondi adeguati, una parte dei quali potrebbe provenire dalla riduzione dei numerosi sprechi e dal recupero di una piccola parte del sommerso, che rappresenta probabilmente il più grave problema dello Stato. Insomma, organizzerei un tavolo istituzionale per affermare il ruolo centrale della cultura per il nostro paese. E quindi per ottenere le risorse che la cultura merita, e che da Bondi in poi hanno visto un calo drastico. Pensiamo solo che nel 2008 il ministero aveva a disposizione poco più di due miliardi di euro, cifra già scarsa allora, e cifra che l'anno scorso si era ridotta a poco più di un miliardo e mezzo. Circa un decimo della spesa prevista per i soli F35. Può darsi che sia un confronto ormai demagogico. Ma di sicuro dà un'idea della considerazione che chi amministra il nostro Stato ha per la cultura. 


Cosa proporresti di leggere a una persona che si avvicini per la prima volta alla storia dell'arte? un testo scolastico, un saggio, una monografia...

A chi vuole iniziare da zero consiglio sempre i corsi di storia dell'arte di Carlo Bertelli e Giuliano Briganti, quelli per le scuole superiori: ho letti diversi corsi, ma ritengo che quelli di Bertelli e Briganti siano i migliori perché sono quelli più chiari, sono quelli che riescono a cogliere meglio il segno, nel senso che riescono in modo semplice a delineare le principali caratteristiche di un artista, e quindi a far percepire il perché della sua importanza, e soprattutto sono i corsi che tralasciano meno aspetti. Ci sono certi corsi che, per esempio, trattano in modo sbrigativo artisti considerati a torto minori. E poi ovviamente... il corso di storia dell'arte di Finestre sull'Arte! Perché abbiamo cercato l'approccio più semplice e diretto possibile, e dai risultati pensiamo di esserci riusciti. Comunque poi dipende molto anche dalle inclinazioni personali e dagli interessi di ognuno. 

Arriva il Diluvio Universale e tu hai la possibilità di mettere qualche opera d'arte nell'arca di Noé, quali sceglieresti?

Intanto la mia preferita, la "Maddalena portata in cielo" di Cagnacci, nella versione di Palazzo Pitti a Firenze. E insieme a lei anche tante altre opere di questo grande artista romagnolo. Poi cos'altro? Vediamo... una bella selezione di Seicento bolognese... di Guido Reni tutto quello che c'è nella Pinacoteca Nazionale di Bologna, poi sicuramente La caccia di Diana di Domenichino, Francesco Albani (le Stagioni della Galleria Borghese). Poi porterei qualche opera di Francesco Furini, un po' di Seicento ligure, a cominciare da Domenico Fiasella e Bernardo Strozzi (e magari qualche animaletto di Sinibaldo Scorza, dato che siamo in tema di arca), e per il Rinascimento fiorentino tirerei dentro la Battaglia di San Romano di Paolo Uccello, le formelle del concorso del 1401, qualcosina di Donatello e del Verrocchio, qualche Madonna di Filippo Lippi e di Botticelli e qualcosa di Filippino. Poi anche le due Deposizioni del Rosso e del Pontormo, e quel meraviglioso san Sebastiano di Sodoma degli Uffizi. E la Tempesta di Giorgione, senza dubbio, ma anche un bel ritratto di Lorenzo Lotto, e l'Annunciata di Antonello da Messina, i suoi occhi sono tra i più belli e magnetici della storia dell'arte. Se mi fai scegliere anche uno straniero, mi porto giusto il minimo indispensabile, Simon Vouet. Se avanza spazio mettiamoci la battaglia dei Centauri di Michelangelo e una bella terracotta di Giovanfrancesco Rustici. Per il contemporaneo, qualche disegno di Ugo Guidi (sono molto affezionato a questo artista) e un paesaggio di Giovanni Fattori, basta che però si veda il mare. Comunque poche sculture, sono pesanti da trasportare :-)

Con quale artista (anche non più tra noi!) ti sentiresti di uscire a cena o a bere qualcosa? e perchè?

Ti dirò che ho tra i miei amici un paio di artisti, di buon livello peraltro, e sono tra le persone più interessanti che conosca ed è sempre un piacere uscire con loro a cena o al pub. Se dovessi indicarne uno di quelli non più tra noi, non ho dubbi: Giorgione. Così finalmente potrebbe togliermi alcuni dubbi su certi suoi simbolismi e soprattutto potrebbe spiegarmi una volta per tutte cosa voleva dire con la Tempesta, ammesso che abbia voglia di svelarlo! E per completare il tavolo al pub, chiamerei anche Guido Cagnacci e Lorenzo Lotto. Cagnacci per una questione di affinità di vedute, oltre che per il fatto che è il mio artista preferito. E Lorenzo Lotto perché è stato uno dei casi più singolari della storia dell'arte, un genio troppo avanti per il suo tempo che non riuscì in vita a ottenere il successo che meritava. Sono sicuro che avrebbe tante cose interessanti da raccontare.

Oggi in TV e alla radio non c'è molta arte, e cultura in generale. Tu cosa consiglieresti di guardare (o ascoltare) al lettore di Art'esplorando. Può anche essere un programma non prettamente d'arte, ma al cui interno ci sia un'approfondimento artistico. In onda ora, ma anche nel passato(ovviamente valgono anche le web-tv).

Non guardo molto la tv. Ultimamente ho acceso la tv solo per guardare "How I met your mother". O qualche programma di cucina su Alice, o i cartoni animati. Secondo me è molto più intelligente e formativo guardare i cartoni animati che le tribune politiche, per esempio. A proposito di tribune politiche, ho visto Sgarbi fare qualche comparsata a "Virus", in una puntata se non erro parlava dei "Bari" di Caravaggio, e ti dirò che pur non apprezzando molto il suo modo di parlare di arte, sono rimasto sorpreso in positivo da questi suoi interventi. Comunque, i più bei programmi di arte che abbia mai visto in vita mia purtroppo non sono italiani: sono i documentari della serie "The Power of Art" condotti da Simon Schama e prodotti dalla BBC, consigliatissimi. La radio nazionale svizzera poi produce un bel programma, "Riguardiamoli", con Stefano Zuffi, e si parla ogni volta di un tema diverso (gli artisti trattati sono perlopiù quelli antichi), e sono disponibili anche sotto forma di podcast su iTunes. E poi i podcast di Finestre sull'Arte, naturalmente :-)

In un ipotetico processo alla storia dell'arte tu sei la difesa, l'accusa è di inutilità e di inadeguatezza ai nostri tempi, uno spreco di tempo e di soldi. Fai un'arringa finale in sua difesa.

Sono convinto che l'arte sia tutt'altro che inutile e inadeguata: se la riteniamo tale, è perché abbiamo perso di vista il suo significato. Oggi siamo abituati a vedere l'arte come un passatempo chic, come un argomento di discussione davanti a una tazza di té e un piatto di biscottini al burro, oppure ce ne ricordiamo solo quando siamo in vacanza e ci meravigliamo delle testimonianze artistiche prodotte altrove, dimenticando spesso che tesori altrettanto sorprendenti si trovano a un passo da casa. Sono convinto che l'arte, in ogni sua forma, sia la più alta forma di espressione dell'essere umano, e che l'arte abbia sempre dei messaggi elevati da trasmettere, dei significati profondi da manifestare, degli ideali da rappresentare. È per questo che l'arte ci aiuta a vivere meglio, e un paese che si professa civile non può non aver cura delle sorti dell'arte, anche di quella antica, a torto considerata non attuale: certi messaggi sono universali e trascendono le epoche. Un mondo privo di arte, o un mondo che non si cura dell'arte e della storia dell'arte, sarebbe un mondo prossimo all'imbarbarimento. È per questo che dobbiamo difendere la storia dell'arte: perché l'arte è la più alta manifestazione di noi stessi e perché ci aiuta a formare le nostre coscienze e a diventare cittadini consapevoli.

Concluderei con una bella citazione sull'arte, quella che più ti rappresenta!

D'accordo! Una citazione di Josef Albers, citazione che risale al 1935 e che ho "scoperto" qualche giorno fa in una mostra dedicata a lui a Palma di Maiorca: "tutto ha una forma, e ogni forma ha un significato". Penso sia il senso dell'arte: quello di comunicare dei messaggi. A volte più evidenti, a volte più difficili da capire, ma l'arte si fa sempre portatrice di un significato.

Grazie a Federico! e credo che adesso sia il caso di ascoltarci una bella lezione di "Finestre sull'Arte".
Il primo podcast sulla storia dell'arte!
Alla prossima intervista.

Se ti è piaciuto il post, aggiungimi alle tue cerchie!

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