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lunedì 21 luglio 2014

Intervista a Patrizia Freschi, curatrice del blog "Dietro il dipinto"


Oggi parliamo con Patrizia Freschi, curatrice del blog "Dietro il dipinto".
Vorrei che per cominciare ti presentassi, chi sei, quali studi fai o hai fatto, quando e perchè hai iniziato a scrivere il blog, e qual è lo scopo, la missione, il fine che ti sei prefissata diventando blogger.

Salve lettori di Art’esplorando, sono un architetto laureata presso l’Università degli Studi di Firenze dove ho ricoperto il ruolo di assistente alla cattedra di Storia dell’Architettura per 10 anni. Ho una formazione variegata: sono stata professore a contratto per 6 anni presso l’Università degli Studi di Siena – Facoltà  di Lettere e Filosofia in Arezzo - Corso di Laurea di Conservazione per i Beni Culturali per l’insegnamento di Storia dell’architettura contemporanea oltre a relatore di tesi, ho lavorato per 15 anni come professionista sia per la Soprintendenza ai Beni architettonici della Provincia di Arezzo redigendo schede di catalogo che per la Regione Toscana e la Provincia di Arezzo su progetti di valorizzazione de territorio, ho partecipato a convegni come relatrice e ho all’attivo numerosi saggi pubblicati. Ho iniziato nel 2000 la docenza di Disegno e storia dell’arte nelle scuole superiori. Dal 2008 sono docente di Arte e immagine della scuola secondaria di primo grado presso l’Istituto comprensivo “Don Milani” di Pian di Scò, Arezzo dove risiedo e sinceramente dal quel momento la mia via è cambiata: dal seguire tesi e fare progetti culturali a cercare di far crescere le nuove generazioni, un passo gigantesco. Sinceramente all’inizio mi sentivo poco adeguata: ho cercato da sempre di trasmettere la mia passione per l’arte e per tutto ciò che è conoscenza e quindi per stimolare la curiosità, la voglia di imparare facendo.  Due anni fa ho deciso di creare un blog rivolto agli studenti che da un lato incentivasse la conoscenza con post dedicati alla storia dell’arte e nello stesso tempo condividesse le esperienze svolte in classe: c'è tutto il mondo in rete ma ho fatto davvero fatica a trovare insegnanti italiani di Arte e immagine che condividono le loro esperienze! Fare rete, scambiare le proprie attività, condividere la creatività e le tante difficoltà trovo sia l'unico modo oggi di insegnare, almeno per non sentirci troppo soli!!
Il valore che possiamo portare alla scuola italiana sta nelle idee e nel confronto continuo ... ai miei studenti ricordo sempre che abbattere le distanze ed i tempi è una esperienza fantastica per chi come me non è nato “digitale” ma che deve esserlo anche per loro che nonostante abbiano un mezzo per studiare senza fondo non riescono ad utilizzarlo completamente. 
 
Qual è il tuo rapporto, il tuo approccio con il luogo per eccellenza che custodisce le opere d'arte, cioè il museo: sei più da "turistodromo" o preferisci piccoli musei poco frequentati e quale ti sentiresti di consigliare ai lettori di Art'esplorando.

La casa delle Muse: un luogo che da sempre mi ha affascinato. Sinceramente sono incuriosita sia dai grandi musei che dalle piccole realtà: credo che in ogni “spazio” l’importante è selezionare, decidere, farsi coinvolgere e ovviamente essendo architetto preferisco musei che abbiamo una bella forma oltre che un interessante contenuto. L’estate scorsa ho visitato a Berlino il Museo ebraico progettato la  Daniel Libeskind: un’esperienza emotiva e sensoriale coinvolgente in uno spazio progettato per non dimenticare. Non si può non visitarlo: spazi con angoli acuti, strettissimi, aperture come ferite, colori, spazi in salita tutto contribuisce ad un’esperienza unica: e poi c’è l’arte le foglie cadute la straziante installazione di Menashe Kadishman, all’interno dello spazio Il vuoto della memoria. Pareti dipinte di nero e sul pavimento interminabili volti metallici di varie grandezze, uomini, donne e bambini: gli occhi spalancati, la bocca aperta in un grido senza voce che si possono calpestare, come se fossero foglie cadute, quasi per dare voce alla loro tragedia. 

Che rapporto hai con le mostre? oggi spesso diventano eventi mediatici molto pubblicizzati, ma alla fine di poca sostanza. Quali sono le mostre che preferisci e se vuoi fai un esempio di una in particolare che ti ha colpito.

Amo le mostre perché offrono la possibilità di riunire in un unico spazio opere dislocate in sedi diverse. A volte però durante le visite ci troviamo travolti dalla folla che impedisce di fatto di osservare con attenzione le opere esposte … l’arte non è un prodotto da consumare in fretta ha bisogno di tempo, di pause, di riflessioni a volte può accadere che alla fine del percorso si ha voglia di tornare indietro a soffermarci su un’opera che ha destato il nostro interesse … non possiamo solo percorrere gli spazi espositivi dobbiamo assaporare l’arte piano piano. 


Se fossi il ministro dei Beni Culturali e il Presidente del Consiglio ti desse carta bianca, quale sarebbe il tuo primo provvedimento?

Dopo aver reso gratuito l’ingresso ai grandi musei cittadini cercherei di creare rete sia per favorire il decentramento dei flussi turistici: dalle grandi città d’arte verso i nostri territori così ricci di storia e di testimonianze sia per far conoscere non solo opere d’arte ma anche il nostro grande patrimonio archivistico/bibliotecario, una risorsa senza fine che troviamo in ogni piccolo centro importante per lo studioso/ricercatore che per turista. Colgo l’occasione per invitare i lettori a visitare un piccolo centro toscano, Poppi in provincia di Arezzo, mia terra d’origine, dove all’interno del castello medievale dei Conti Guidi, che deve il suo aspetto attuale ad Arnolfo di Cambio, progettista di palazzo della Signoria a Firenze,   ha sede la Biblioteca Rilliana che conserva 25.000 volumi ed opuscoli tra cui un nucleo di oltre 700 incunaboli (una delle maggiori raccolte italiane di esemplari a stampa del sec. XV) e una collezione di 800 manoscritti, del secolo XI, ricchi di miniature. La Biblioteca ospita anche una vasta raccolta di atti di archivio composta da 5000 filze. 

Cosa proporresti di leggere a una persona che si avvicini per la prima volta alla storia dell'arte? un testo scolastico, un saggio, una monografia...

Credo che la cosa migliore per avvicinare all’arte sia insegnare a “guardare” e “fare” … dico sempre ai miei studenti delle classi prime quando andiamo in aula LIM … portate con voi i vostri occhi un foglio bianco ed una matita … servono poche cosa per appassionarsi e grazie ai canali digitali è possibile conoscere veramente tutto. 

Arriva il Diluvio Universale e tu hai la possibilità di mettere qualche opera d'arte nell'arca di Noé, quali sceglieresti?

Domanda a dir poco imbarazzante ……………… per salvaguardare le tre arti porterei sull’Arca il David di Michelangelo, la cupola di Brunelleschi e la Vergine delle Rocce di Leonardo ... dai grandi maestri si può sempre “ripartire” ………… aggiungerei un libro il De prospectiva pingendi di Piero della Francesca come farne a meno????

Con quale artista (anche non più tra noi!) ti sentiresti di uscire a cena o a bere qualcosa? e perchè?

Ad una cena o meglio un coffe break con Frank Gehry nel suo studio non si può rinunciare. Architetto fantastico, creatore di sogni come definisce Pollack nel film a lui dedicato, vorrei conversare con lui sul significato della parola creare: come un’idea bizzarra si possa trasformare in una cosa che esiste perché i musei di Gehry sono qualcosa di più di uno spazio dove esporre l’arte. E’ prima di tutto un luogo urbano, dove ci si incontra, dove si comunica, dove si respira cultura, ma anche dove si trascorre del tempo e poi diventa esso stesso opera d’arte talmente imponente da modificare il profilo di una città. 

Oggi in TV e alla radio non c'è molta arte, e cultura in generale. Tu cosa consiglieresti di guardare (o ascoltare) al lettore di Art'esplorando. Può anche essere un programma non prettamente d'arte, ma al cui interno ci sia un'approfondimento artistico. In onda ora, ma anche nel passato (ovviamente valgono anche le web-tv).

Risposta provocatoria …. Visto lo share che hanno i quiz televisivi …. Proporrei di crearne uno ad hoc … nozionismo puro ma che nello stesso tempo incuriosisca, faccia vedere un artista a lavoro magari su un’isola in perfetta solitudine o all’interno di una casa affollata da altri artisti …. Che dire il livello è veramente basso ma se scatta la curiosità si accende la scintilla tutto ciò che troviamo è interessante .. a volte anche per farci dire non guarderemo mai più quel programma .. personalmente non ho particolari preferenze cerco di essere critica nei confronti di quello che vedo

In un ipotetico processo alla storia dell'arte tu sei la difesa, l'accusa è di inutilità e di inadeguatezza ai nostri tempi, uno spreco di tempo e di soldi. Fai un'arringa finale in sua difesa.

Credo che l’arte si difenda da sola da accuse di questo tipo … basterebbe portare in un ipotetico tribunale un opera di Bernini come Apollo e Dafne dove l’inconsueta restituzione narrativa del mito, la sintesi perfetta di sapienza scultorea e gusto pittorico difende l’arte con la sola arma che sa usare … la creazione!!!!

Concluderei con una bella citazione sull'arte, quella che più ti rappresenta!

Firmitas, utilitas, venustas. 
Con questi tre termini Vitruvio, un secolo prima di Cristo, nel terzo dei dieci libri che compongono il “De Architectura” esprime i fondamenti a cui si deve rivolgere l’architettura. Firmitas la solidità la consistenza, utilitas l’utilità, venustas la bellezza.  Ho scelto il tripode vitruviano perché credo che le vari discipline architettonica, pittorica e scultorea nel contemporaneo tendano sempre più a fondersi .. o per lo meno dovrebbero farlo!!!!!!

Che dire, grazie a Patrizia per la bella intervista e ora tutti a leggere Dietro il dipinto, un blog di Arte e Immagine dedicato agli alunni della scuola secondaria di primo grado, ma che consiglio a tutti!
Alla prossima intervista ...

Se ti è piaciuto il post, aggiungimi alle tue cerchie!

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