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venerdì 8 agosto 2014

La niellatura o niello, intarsio di metalli

Dittico parigino del XVI secolo con Natività e Adorazione, in argento niellato
Oggi vi parlo di una tecnica artistica che molti di voi avranno visto, ma che forse pochi conoscono. 
La niellatura è di fatto una tecnica affine all'intarsio metallico e tipica dell'oreficeria.
Consiste nell'incidere col bulino una lastra d'oro o di argento e riempire i solchi ottenuti con un amalgama fuso di argento, rame, piombo e zolfo, chiamato appunto niello. E' fusibile a temperature relativamente basse.

Macinato e ridotto in polvere viene inserito all'interno dei solchi dove viene fuso avvicinando il manufatto ad un fuoco di "legne verdi" così che "per la virtù del calore fondendosi e scorrendo, riempie tutti gl'intagli che aveva fatti il bulino" (G. Vasari, 1568); una volta raffreddato ed eliminando le eccedenze con lime, raschiatoi, pomice e cuoio, appare il disegno.

La tonalità cromatica che viene fatta esaltare dalla levigatura, varia in relazione alla quantità dei materiali disciolti nella lega. I manufatti niellati non possono, per la loro natura, essere sottoposti a battitura, stiratura o altri trattamenti che presuppongano stress meccanici, senza danneggiare di conseguenza la niellatura.

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Tecnica conosciuta in epoche molto antiche, fu largamente utilizzata in Grecia, a Roma, a Bisanzio. Grande fortuna ebbe anche nel Medioevo (sia in oriente che in occidente). Da un punto di vista qualitativo gli esempi di maggiore pregio sono quelli di area germanica, dove su tutti risalta l’orafo Ruggero (Rogkerus) di Helmershausen. In Italia le botteghe più apprezzate tra il XIV e il XV secolo si trovavano in Emilia, in Toscana, in Abruzzo, in Veneto. Celebre è il fiorentino Maso Finiguerra. Spesso nel XV secolo il niello si collegò alla messa a punto dell’incisione su rame perché si usava ricavare, dalle impronte negative intagliate, delle prove preliminari su carta inchiostrata. 


Sempre nel XV secolo l’arte del niello si ridusse quasi esclusivamente all’Italia. Fra i niellatori del periodo ci sono Pollaiolo, F. Brunelleschi, M.A. Bandinelli, F. Francia, Caradosso, Peregrino da Cesena. Con il XVI secolo l’uso del niello si fece sempre meno frequente fino a scomparire quasi del tutto, ma venne ancora utilizzato in Italia e in Spagna per la decorazione di armi.
La niellatura è utilizzata ancora oggi nella moderna oreficeria.

Questo post si avvale di contributi bibliografici vari che potete consultare qui

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