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mercoledì 24 settembre 2014

Intervista alla redazione di St-ART


Oggi per la prima volta dalla nascita della rubrica, vi propongo un intervista corale!
Andiamo a conoscere la redazione della pagina facebook St-ART e i suoi curatori: Chiara, Emanuele, Luca e Daniele.
Vorrei che per cominciare presentaste il vostro progetto: quando e perchè avete aperto la pagina, e qual è lo scopo, la missione, il fine che vi siete prefissati.

Chiara: L’idea di aprire una nuova pagina facebook attiva nel settore dell’arte è nata dal desiderio di un gruppo di appassionati, che già collaboravano ad un’altra pagina e che non hanno una formazione specifica in merito, di proporre una nuova forma di divulgazione in questo campo. St-ART è un progetto che coinvolge persone con formazioni differenti, in campo giuridico, medico, umanistico, storico, e più propriamente artistico, di età diverse e residenti in città distanti tra loro, che si pone un obiettivo aperto ed un’intenzione ambiziosa: quella di poter diventare uno spazio di discussione sull’arte, in grado di calamitare l’attenzione degli utenti, stimolandone al contempo la partecipazione al progetto stesso, spaziando attraverso i più disparati fenomeni artistici di ogni epoca, da quelli tradizionalmente figurativi (pittura, scultura, fotografia) all’architettura, dal cinema a teatro, dalla musica alla poesia, dal design alla moda.

Qual è il vostro rapporto, l'approccio con il luogo per eccellenza che custodisce le opere d'arte, cioè il museo: siete più da "turistodromo" o preferite piccoli musei poco frequentati e quale vi sentireste di consigliare ai lettori di Art'esplorando?

Emanuele: Non ho una graduatoria, cerco di andare in tutti i musei d'arte in cui incappo. I problemi li ho trovati indipendentemente dal fatto che siano grandi (spesso diventano un'accozzaglia di opere malamente organizzate ed esposte) quanto piccoli (di solito la carenza di fondi per questi ultimi rende la conservazione e la valorizzazione delle opere piuttosto problematica). Il mio consiglio è di visitare quanti più musei possibile, a partire magari dal misconosciuto museo civico della propria città. E prima dei musei, bisognerebbe vedere le migliaia di opere sparse nel territorio, chiese (quasi sempre vuote, anche in città d'arte) in primis. Daniele: Se dovessi consigliare un museo andrei sul Museo di San Matteo a Pisa, forse uno dei più bei musei al mondo, purtroppo assai poco noto e praticamente tagliato fuori dal turismo.

Che rapporto avete con le mostre? oggi spesso diventano eventi mediatici molto pubblicizzati, ma alla fine di poca sostanza. Quali sono le mostre che preferite, fate un esempio di una in particolare che vi ha colpito.

Emanuele: Ritengo che le mostre siano necessarie alla storia dell'arte. Ma devono essere mostre critiche, con un fine espresso, non un insieme disomogeneo tenuto insieme da valori "estetici". Quel tipo di mostre, più che inutile, è pericoloso, specie per l'utente d'arte occasionale, poiché porta ad un feticismo verso l'opera e ad una generale disinformazione. Non sono d'accordo con chi considera questo tipo di mostre "alla portata di tutti": proprio perché si attirano grandi folle, con i capolavori bisognerebbe cercare di educare lo spettatore, non di stupirlo con discutibili riferimenti alla bellezza intrinseca alle opere. Sicuramente una delle migliori mostre che ho visitato di recente è quella su Rosso e Pontormo a Palazzo Strozzi: ottime opere, abbastanza buono l'allestimento, didascalie straordinariamente esplicative ed un catalogo mirabile.


 
Se foste il ministro dei Beni Culturali e il Presidente del Consiglio vi desse carta bianca, quale sarebbe il vostro primo provvedimento?

Daniele, Luca: Il mio primo provvedimento sarebbe certamente mirato al potenziamento dello studio della storia dell'arte e del disegno a mano libera negli istituti scolastici, a partire fin dalla giovane età, anche attraverso approfondimenti extrascolastici facoltativi: la tutela del nostro patrimonio artistico e archeologico passa necessariamente attraverso la conoscenza.

Cosa proporreste di leggere a una persona che si avvicini per la prima volta alla storia dell'arte? un testo scolastico, un saggio, una monografia...

Daniele: Uno dei primi testi da cui sono partito e al quale sono molto affezionato, nonostante i suoi innegabili limiti, è “La Storia dell'Arte raccontata da E. H. Gombrich”: un'opera per principianti, senza dubbio, ma che offre i mezzi minimi per avvicinarsi a questa materia straordinaria. Emanuele:
Forse mi sentirei di consigliare "Forme dell'intenzione" di Michael Baxandall (su cui tra l'altro uscirà sulla pagina un ciclo di post): probabilmente non un testo da neofiti, ma sicuramente illuminante e di non ardua lettura.

Arriva il Diluvio Universale e tavete la possibilità di mettere qualche opera d'arte nell'arca di Noé, quale scegliere?

 Domanda alla quale non sapremmo rispondere: pur avendo ciascuno di noi degli artisti più amati di altri non ci sentiamo di operare una scelta tra le tante opere di valore.

Con quale artista (anche non più tra noi!) vi sentireste di uscire a cena o a bere qualcosa? e perchè?

Emanuele: Probabilmente Tintoretto: mi sarebbe piaciuto vedere che tipo di persona era nella vita reale, quante delle supposizioni che si possono fare su di lui a partire dalla sua pittura fossero vere. Daniele: Lorenzo Lotto: è uno dei miei artisti prediletti e finalmente potrei chiedergli se la storia della sua presunta eresia sia vera oppure no. Luca: Incontrerei volentieri Ensor, pittore che amo molto, per chiarire alcune questioni sull'uso della vivisezione animale nella sperimentazione medica, sapendolo contrario. Chiara: Modigliani, l'unico artista da cui vorrei farmi ritrarre.

Oggi in TV e alla radio non c'è molta arte, e cultura in generale. Voi cosa consigliereste di guardare (o ascoltare) al lettore di Art'esplorando. Può anche essere un programma non prettamente d'arte, ma al cui interno ci sia un'approfondimento artistico. In onda ora, ma anche nel passato (ovviamente valgono anche le web-tv).

Emanuele: Trovo che Passepartout rimanga uno dei migliori programmi di divulgazione italiani. Visto che hai citato le web-series, di recente, la National Gallery inglese ha pubblicato un ciclo di 10 filmati sulla figura del Battista davvero ben fatti. Chiara: Anch'io apprezzo molto Passepartout ed Emporio Daverio: trovo piacevole, istruttivo ed accessibile lo stile comunicativo utilizzato da Daverio. Daniele: A differenza di quanto detto dai miei colleghi non amo Daverio: sono un po' un nostalgico, preferisco cercarmi in internet certi video piuttosto risalenti, quando alla tv di Stato era ancora possibile vedere autentici storici dell'arte del calibro di Federico Zeri, Cesare Brandi, Roberto Longhi.

In un ipotetico processo alla storia dell'arte voi siete la difesa, l'accusa è di inutilità e di inadeguatezza ai nostri tempi, uno spreco di tempo e di soldi. Fate un'arringa finale in sua difesa.

Daniele, Emanuele: Sarebbe sufficiente riprendere il pensiero espresso più volte dal compianto archeologo Ranuccio Bianchi Bandinelli: buona parte della società di oggi trova inutile l'insegnamento della storia dell'arte in quanto ha rinnegato le materie storiciste, instaurando una netta contrapposizione tra queste e quelle scientifiche. È qualcosa di assurdo, tipico del nostro tempo e lontano anni luce da altre esperienze molto più remote della nostra. Oggi sfortunatamente non esiste più lo spirito umanista, quella capacità di guardare al sapere come a un insieme unitario, ed è un dramma della cultura moderna: perché solo dalle discipline storiche (e di conseguenza a pieno titolo anche dalla storia dell'arte), dice Bianchi Bandinelli, sono derivati i grandi fermenti ideologici, le contestazioni giovanili, quella capacità di mettere in discussione i sistemi precostituiti che mirano alla propria autoconservazione. La storia dell'arte, insomma, è il miglior modo che abbiamo per capire la cultura che l'ha prodotta: se vogliamo capire noi stessi credo sia inevitabile capire da dove veniamo, ciò che ci ha preceduto o ci circonda.

Concluderei con una bella citazione sull'arte, quella che più vi rappresenta!

Daniele: L'arte non è imitazione della realtà, ma interpretazione individuale di essa. (Longhi) Emanuele: L'arte comincia dove finisce la natura. (Kandinsky) Chiara: L'arte non riproduce ciò che è visibile ma rende visibileciò che non sempre lo è. (Klee)

Grazie a tutti per la disponibilità! in bocca al lupo per il vostro progetto e adesso tutti a scoprire St-ART!!!
E come sempre, alla prossima intervista!

Se ti è piaciuto il post, aggiungimi alle tue cerchie!

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