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giovedì 16 ottobre 2014

Intervista a Valeria Tomasi impiegata di "Palazzo Roverella" a Rovigo


Oggi abbiamo il piacere di parlare con Valeria Tomasi che insieme a Silvia Bordin si occupa delle prenotazioni e della gestione mostre di Palazzo Roverella, oltre che della gestione della Pinacoteca.
Palazzo Roverella è uno spazio espositivo di proprietà del Comune di Rovigo, affidato in gestione alla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, con l’impegno di programmare e organizzare appuntamenti espositivi e di valorizzare al contempo la Pinacoteca dell’Accademia dei Concordi e del Seminario Vescovile di Rovigo. 
Ma cominciamo con le domande.
Vorrei che per cominciare ti presentassi: chi sei, quali studi fai o hai fatto, quando e perchè hai iniziato a lavorare nel campo artistico-culturale. 

Mi chiamo Valeria, sono laureata in Storia e Conservazione dei Beni Architettonici e Ambientali presso lo IUAV di Venezia e ho conseguito il Dottorato di Ricerca in Storia dell’Architettura e della Città presso la Scuola di Studi Avanzati in Venezia. Ho iniziato a lavorare a Palazzo Roverella a Rovigo nel 2008, subito dopo aver conseguito i titoli universitari, perché amo la storia dell’arte e dell’architettura e mi piaceva l’idea di restare nel mio settore di studio.


Parlaci un po' del luogo in cui lavori. Che cosa rappresenta? quali sono i suoi obiettivi? un visitatore che viene a vedere il museo o una mostra da voi cosa si deve aspettare? 

Palazzo Roverella è sicuramente una “emergenza culturale” per la città di Rovigo di cui rappresenta sicuramente un fiore all’occhiello. Gli obiettivi sono quelli di crescere come realtà museale e di divenire sempre più un punto di interesse artistico-culturale su scala nazionale ed internazionale. Un visitatore si può aspettare di vedere una collezione stabile di opere appartenenti alla Pinacoteca dell’Accademia dei Concordi e mostre temporanee di alto livello dal punto di vista scientifico.

La "questione arte" in Italia non è mai stata semplice. A maggior ragione non lo è oggi. Se fossi il ministro dei Beni Culturali e il Presidente del Consiglio ti desse carta bianca, quale sarebbe il tuo primo provvedimento? 

Il patrimonio artistico italiano costituisce il 50% del patrimonio mondiale. Ritengo che si potrebbe iniziare a sensibilizzare maggiormente fin dalla tenera età sull’importanza e l’unicità del nostro patrimonio affinché maturi una consapevolezza alla tutela e alla conservazione. Il primo provvedimento potrebbe essere quello di potenziare l’insegnamento della Storia dell’Arte nelle Scuole (anziché diminuirlo!). Ritengo poi che molte città d’arte italiane potrebbero iniziare ad essere considerate veri e propri “Musei all’aperto” e potrebbero richiedere un biglietto di ingresso: la stessa città di Venezia vede flussi turistici incredibili che non credo rinuncerebbero a visitarla a fronte di una piccola tassa…

In un ipotetico processo alla storia dell'arte tu sei la difesa, l'accusa è di inutilità e di inadeguatezza ai nostri tempi, uno spreco di tempo e di soldi. Fai un'arringa finale in sua difesa.

La storia dell’arte è la storia della cultura italiana. Conoscendola meglio si potrebbe sfruttarla adeguatamente per sviluppare turismo culturale.

I giovani e l’arte: che rapporto c’è? Secondo te, quali potrebbero essere gli strumenti e le iniziative più adatte per avvicinare questi due mondi? 

Purtroppo ritengo che i giovani italiani e l’arte siano due mondi abbastanza paralleli. Da un lato perché non tutti sono a conoscenza dell’immenso valore del patrimonio del loro Paese, dall’altro perché molti di coloro che studiano materie storico-artistiche in Italia, sono costretti a trasferirsi all’estero per trovare idonei inserimenti professionali. Sarebbe auspicabile che tutti i giovani avessero la possibilità di sfruttare le competenze storico artistiche acquisite negli anni di studio nonché di metterle a frutto presso Enti e Istituzioni pubbliche e private tramite percorsi formativi mirati e finalizzati ad assunzioni debitamente retribuite secondo criteri meritocratici.

Grazie ancor a Valeria per la disponibilità e a tutti i miei lettori chiedo di visitare il sito web di Palazzo Roverella, in cui troverete le informazioni sulle prossime mostre e sulle attività della Pinacoteca: http://www.palazzoroverella.com

Se ti è piaciuto il post, aggiungimi alle tue cerchie!

2 commenti:

  1. Sarebbe anche il caso di smettere di ripetere la frasetta sul patrimonio artistico italiano, che raggiunge forse il 5%. Sarebbe il caso di essere onesti, prima di parlare di formazione e di consapevolezza.

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    1. Fare delle percentuali sul patrimonio artistico italiano è un po' rischioso (non abbiamo gli strumenti necessari per fare delle stime sicure). E' senz'altro un patrimonio artistico di grandissima qualità e che riempie i musei di tutto il mondo, non solo quelli italiani! Detto ciò sono d'accordo sul fatto che la consapevolezza sia fondamentale e che derivi dalla conoscenza e dall'insegnamento della storia dell'arte. Sono forse i metodi di insegnamento che andrebbero rivisti ed aggiornati.

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