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giovedì 2 ottobre 2014

La caricatura e la storia dell'arte

Honore Daumier, Passato, presente, futuro
Una delle forme del comico che a volte è andata a braccetto con la storia dell'arte è la caricatura.
L'idea di caricatura è tutto sommato moderna, e alcuni la fanno iniziare con certi ritratti grotteschi di Leonardo.
Ma Leonardo, come altri artisti dopo di lui, "inventava" dei tipi più che scegliersi dei bersagli riconoscibili, così come in tempi precedenti si raffiguravano esseri già deformi per definizione, come sileni, diavoli o villani: non dimentichiamo che nel Medioevo si diffuse il gusto del mostruoso, della deformazione e dell'orrido che troverà uno dei suoi migliori interpreti in Hieronymus Bosch.

La caricatura moderna, invece nasce come strumento polemico nei confronti di una persona reale o al massimo di una categoria sociale riconoscibile, ed esagera un aspetto del corpo (di solito del viso) per irridere o denunciare, attraverso un difetto fisico, un difetto morale.

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Dalla seconda metà del Settecento ai primi dell'Ottocento in Francia sorsero i primi giornali umoristici intitolati La Caricature (1830) e Charivari (1832), ed ai tempi della Rivoluzione la caricatura assunse i colori ed i toni degli argomenti politici. In tal senso, la caricatura non ingentilisce mai il proprio oggetto, ma lo imbruttisce, enfatizzandone un tratto fino alla deformità. 
Tuttavia, spesso la caricatura intende anche raggiungere una conoscenza più profonda del carattere del soggetto rappresentato.

Tullio Pericoli, Italo Calvino
E non sempre è intesa a denunciare una bruttezza "interiore" bensì a mettere in luce caratteristiche fisiche e intellettuali o comportamenti che rendono il caricaturato amabile e simpatico.
Così mentre le feroci caricature di Daumier o di Grosz denunciano la bassezza morale di personaggi e tipi del proprio tempo, le caricature di pensatori o di artisti realizzate da Tullio Pericoli sono veri e propri ritratti di grande penetrazione psicologica, che spesso raggiungono la celebrazione.
Karl Rosenkranz nel suo trattato di Estetica del brutto considera la caricatura una sorta di redenzione del brutto stesso: " ... Nella sua disarmonia, attraverso la cattiva eccedenza di un momento dell'intero, risorge di nuovo una certa armonia".

Fonti: Storia della bruttezza, a cura di Umberto Eco, Bombiani, 2011

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