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mercoledì 19 novembre 2014

I situazionisti

Pinot Gallizio, rotolo di pittura industriale
No, non stiamo parlano di una corrente dei parlamentari italiani, ma di un movimento culturale-artistico! Il situazionismo.
Movimento che si costituì nell’ambito di quel che restava della cultura surrealista il 28 luglio 1957 a Cosio d'Arroscia (Imperia), dalla fusione tra l'Internazionale Lettrista (IL), il MIBI (Mouvement International pour un Bauhaus Imaginiste) e il Comitato psicogeografico di Londra.

Auspicò la formazione di un fronte rivoluzionario di tutte le tendenze sperimentali che fosse in grado di incidere sugli scenari materiali della vita e di modificare la sensibilità e i comportamenti mediante la costruzione sperimentale di «situazioni», ovvero di momenti di vita collettiva, legati al gioco, alla creatività, agli eventi.

Si caratterizzò sempre più come avanguardia direttamente politica, orientata a una critica radicale, in chiave marxista e in polemica con la sinistra istituzionale, della società borghese. Esso anticipò molti dei motivi che sarebbero stati propri della contestazione sessantottesca, in cui i situazionisti furono attivamente impegnati.

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Tra tutti gli artisti che parteciparono al movimento, a Pinot Gallizio va il merito d'aver inventato la "pittura industriale" che nella sua estensione in rotoli venduti al metro, inflaziona il concetto di valore artistico. Artista scienziato, Gallizio è in grado di far convergere in queste creazioni un ossimoro (creatività-serialità) e di fare una critica all'autorialità, al portato individuale e alla standardizzazione!

L'esperienza situazionista segna il passo dalle avanguardie alle neoavanguardie, nella coesistenza tra un indirizzo rivoluzionario e una critica ai linguaggi operata dal loro stesso interno. Il rifiuto della produzione artistica è programmatico, a partire proprio dalla rilettura delle avanguardie. Nel 1960 le prime espulsioni che verranno etichettate come liquidazione definitiva dell'ala artistica del movimento. L'arte però non scompare dalle teorie dell'IS (Internazionale Situazionista), ma ansi le attraversa fino al 1969, come indicatore costante del grado di realizzazione della rivoluzione della vita.
Il movimento si sciolse nel 1972.

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Questo post fa parte della rubrica #lopotevofareanchio, in cui se vuoi puoi esplorare l'arte contemporanea!

Fonti: Arte contemporanea, a cura di Francesco Poli, Electa, Milano, 2003

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