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venerdì 7 novembre 2014

Le pop art(s) americana ed europea

Andy Warhol, shot sage blue Marilyn
Se i nuovi realisti si erano manifestati rifiutando il pathos egocentrico e l'interiorità delle correnti astratte del dopoguerra, gli artisti pop spingeranno questa posizione fino ad assumere un atteggiamento decisamente anti-sentimentale, verso la mimesi e verso l'uso di un'iconografia di recupero.
La rappresentazione fedele e l'annullamento della soggettività sono i caratteri essenziali della pop art, a partire dai quali ogni artista svilupperà la sua creazione personale entro un margine di manovra limitato.

Operando un ritorno all'immagine, la pop art sarà caratterizzata dapprima da un ritorno alla pittura di cavalletto. Nelle prime opere di Andy Warhol, Roy Lichtenstein, James Rosenquist, Tom Wesselmann, Ed Ruscha, Richard Hamilton, Sigmar Polke o Martil Raysse, il grande formato, che è apparso in seguito come elemento fondamentale dell'estetica pop, non fa parte dei primi caratteri del movimento. Dalle opere di pinte a mano però si passerà ben presto a processi meccanici di produzione dell'immagine e dal piccolo formato si arriverà all'efficacia del grande formato pubblicitario.

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Rappresentazione fedele quindi della realtà, la prima caratteristica del movimento, che si focalizza sull'oggetto del desiderio, accompagnato da tutto ciò che offre la nuova società del consumo: desiderio che suscita la star, gli oggetti del benessere domestico, l'automobile, il cibo, ma anche l'informazione, il denaro, la bellezza ... Il segreto sta nel riprodurre non l'oggetto in se, ma la riproduzione dell'oggetto. Un artista pop non dipinge una bottiglia di Coca-Cola, ma un'immagine pubblicitaria della che la rappresenta, non dipinge Marilyn Monroe, ma una fotografia di Marilyn.

L'anestesia della soggettività dell'artista, che è il secondo attributo dell'arte pop, si manifesta in tutte le tappe della sequenza creativa: nella scelta di soggetti banali e triviali, nell'utilizzazione di tecniche artistiche che eliminano il "tocco" e ogni altra implicazione fisica dell'artista, nell'abbandono della prospettiva e quindi di un "punto di vista", e infine nella composizione stessa.

Warhol fornisce un esempio di tutti questi aspetti nei suoi film, in particolare in Empire, per il quale ha filmato senza interruzione e in piani fissi per otto ore filate, l'Empire State Building. Demolendo sia l'immagine del genio ispirato sia quella dell'artista che intercede e che guida. Riducendo l'artista a una condizione comune e il gesto artistico a qualcosa di artigianale o industriale, proietta l'arte in una nuova era: la sua natura ludica è riattivata, il suo principio attivo è la vita quotidiana!

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Questo post fa parte della rubrica #lopotevofareanchio, in cui se vuoi puoi esplorare l'arte contemporanea!

Fonti: Arte contemporanea, a cura di Francesco Poli, Electa, Milano, 2003

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