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martedì 9 dicembre 2014

Intervista a Emanuela e Filippo, curatori del blog "Sul Parnaso"


Oggi parliamo con Emanuela e Filippo, autori di un giovane blog dal nome "Sul Parnaso": mi sono così trovato per la prima volta a realizzare una sorta di intervista doppia!!!
Vorrei che per cominciare vi presentaste, chi siete, quali studi fate o avete fatto, quando e perchè avete iniziato a scrivere il blog, e qual è lo scopo, la missione, il fine che vi siete prefissati diventando blogger.

Emanuela: siamo due docenti che hanno avuto modo di collaborare e apprezzarsi vicendevolmente sia dal punto di vista professionale che umano. Io vivo in provincia di Bari, insegno italiano e storia. Attualmente mi occupo della realizzazione di materiali didattici per la formazione in campo didattico-tecnologico. Mi sono diplomata all’Istituto d’Arte di Bari e laureata in Lettere con indirizzo storico-artistico. Nel frattempo mi sono lungamente occupata di restauro, sia dal punto di vista teorico che pratico. Dipingo da quando avevo 13 anni, l’arte è sempre stata una passione di famiglia e coniugare la passione per la scrittura con quella per l’arte è il principale obiettivo che mi ha spinto a fondare il blog insieme al mio collega Filippo.
Filippo: come la mia cara collega Emanuela, mi sono laureato in Lettere Moderne con indirizzo storico-artistico e abilitato all’insegnamento in Storia dell’Arte presso l’Università degli Studi di Catania, mia città natale. Da otto vivo a Torino ove insegno Storia dell’Arte nelle scuole secondarie di Secondo Grado, coronando quella che da sempre è stata la mia ambizione massima. Con Emanuela condivido anche la pittura, che pratico, ci tengo a specificarlo, da puro autodidatta, quindi senza pretesa alcuna. Oltre all’Arte l’altra mia passione resta la musica, avendo un trascorso decennale di vocalist in band locali e per le quali scrivevo testi e musiche. Ma è successo tanto tempo fa. Ora resta tutto dentro un cassetto! Da anni anelavo l’urgenza di fondare un blog e l’esperienza didattica vissuta con Emanuela è il fondamento di questa nostra nuova avventura sul web.

Qual è il tuo rapporto, il tuo approccio con il luogo per eccellenza che custodisce le opere d'arte, cioè il museo: sei più da "turistodromo" o preferisci piccoli musei poco frequentati e quale ti sentiresti di consigliare ai lettori di Art'esplorando.

Emanuela: il rapporto con l’Arte è un rapporto essenzialmente intimo, evito accuratamente i musei troppo affollati o scelgo gli orari in cui c’è poca frequenza. Un museo poco famoso ma davvero molto suggestivo è il Museo Diocesano di Bari che raccoglie splendidi e suggestivi reperti di Arte Sacra.
Filippo:  il mio rapporto con  l’Arte  è intenso e variegato, anch’io cerco di evitare orari di punta al fine di godere ampliamente le collezioni permanenti o itineranti che ho modo di poter visitare. Non sono il più adatto a dare consigli sui possibili musei da visitare, poiché reputo tutti i musei scrigni di sapere. Ma, facendo fede alle mie personalissime esperienze, il primo che rimembro sempre con piacere è Palazzo Abatellis (sede della Galleria Regionale della Sicilia) di Palermo: un gioiello allestito nel 1954 dal grande architetto Carlo Scarpa, al cui interno, oltre alla celebre Annunziata di Antonello da Messina, si conservano capolavori assoluti, ma ignoti ai più, come le tele e gli affreschi staccati di Pietro Novelli, il monrealese. Anche se (sarò banale) i musei in cui ho lasciato l’anima sono quelli parigini e newyorkesi.


Che rapporto hai con le mostre? oggi spesso diventano eventi mediatici molto pubblicizzati, ma alla fine di poca sostanza. Quali sono le mostre che preferisci e se vuoi fai un esempio di una in particolare che ti ha colpito.

Emanuela: Qualsiasi evento che serva ad avvicinare la gente all’Arte è sempre il benvenuto, a prescindere dalla qualità. Una delle mostre che non dimenticherò mai è Velasquez a Roma con gli autoritratti del Maestro che mi guardavano da tutte le parti.
Filippo: condivido pienamente con Emanuela. Per principio voglio vedere con i miei occhi primi di basarmi su giudizi autoreferenziali o settoriali. Tra le mostre finora visitate ricordo lucidamente quelle antologiche di Raffaello alla Galleria Borghese di Roma (2008), Piero Guccione al Palazzo Reale di Milano (2009), Matisse al Moma di New York, Degas (2011) e Renoir (2013) a Torino. Ma adoro anche le mostre tematiche.

Se fossi il ministro dei Beni Culturali e il Presidente del Consiglio ti desse carta bianca, quale sarebbe il tuo primo provvedimento?
Emanuela: formazione e valutazione del personale…molti licenziamenti.
Filippo: so di essere di parte: rafforzamento della didattica storico-artistica (imperdonabilmente umiliata e declassata dalla riforma Gelmini) e, come Emanuela, Formazione e Rivalorizzazione del patrimonio culturale materiale e immateriale a livello nazionale, non solo regionale.

Cosa proporresti di leggere a una persona che si avvicini per la prima volta alla storia dell'arte? un testo scolastico, un saggio, una monografia...

Emanuela: senza dubbio “La storia dell'arte” di Gombrich un saggio con la fluidità di un romanzo.
Filippo: idem! Condivido con Emanuela. Mi permetto di aggiungere “Storia dell’Arte italiana” del grande G.C. Argan (un classico), “Breve ma veridica Storia della Pittura italiana” di Roberto Longhi e “L’Arte svelata” di Giuseppe Nifosì (un “prossimo” classico della didattica). Per la saggistica  tutto quello che riguardi la critica (Gombrich, Panofsky, Berenson, Longhi, Brandi, Argan, Calvesi, Montanari, ecc.)

Arriva il Diluvio Universale e tu hai la possibilità di mettere qualche opera d'arte nell'arca di Noé, quali sceglieresti?

Emanuela: preferirei affogare che vivere in un mondo senza Arte.
Filippo: condivido pienamente con Emanuela. No, grazie, non faccio selezioni, poiché dietro ogni opera vive il genio del suo creatore la cui dignità è pari ai simili. Non potrei assolvere a questo compito e riconosco i miei limiti.

Con quale artista (anche non più tra noi!) ti sentiresti di uscire a cena o a bere qualcosa? e perchè?

Emanuela: il veneto Giorgione per chiedergli di rivelarmi l’enigma delle sue opere.
Filippo: con tutti, ma per Dalì non farei nessuna resistenza e lo supplicherei di teorizzarmi oralmente, con la melodia del suo timbro vigoroso, il metodo paranoico-critico. Non chiederei di più.

Oggi in TV e alla radio non c'è molta arte, e cultura in generale. Tu cosa consiglieresti di guardare (o ascoltare) al lettore di Artesplorando. Può anche essere un programma non prettamente d'arte, ma al cui interno ci sia un'approfondimento artistico. In onda ora, ma anche nel passato (ovviamente valgono anche le web-tv).

Emanuela: in televisione non c’è molto spazio per la cultura, tuttavia Rai5 presenta molti documentari interessanti, in particolare alcuni mesi fa ho visto una serie sull’Impressionismo molto curata e capace di raggiungere anche gli spettatori meno esperti.
Filippo: i documentari di Rai 5, a mio modesto parere, sono indiscutibilmente interessanti e rappresentano un valido strumento di divulgazione. Ma oggi credo più ai tanti blog sparsi sul web, curati da studiosi appassionati e competenti, nostri modelli a cui guardiamo umilmente.

In un ipotetico processo alla storia dell'arte tu sei la difesa, l'accusa è di inutilità e di inadeguatezza ai nostri tempi, uno spreco di tempo e di soldi. Fai un'arringa finale in sua difesa.

Emanuela: l’Arte è una delle principali caratteristiche che ci rende umani, crearla e goderne è pratica della nostra sensibilità più profonda, senza saremmo molto simili a macchine.
Filippo: chiamerei come testi di difesa i tanti studenti che ho avuto la fortuna  e l’onore di incontrare in questi miei, ancora pochi, anni di didattica e lascerei parlare loro. Nell’immediato, invece, invito coloro che nutrono avversione per la Storia dell’Arte di leggere l’articolo pubblicato sul nostro sito/blog in data 26 ottobre 2014 dal titolo “Ars Gratia Artis” scritto da una mia attuale alunna sedicenne di terza. Non aggiungo altro.

Concluderei con una bella citazione sull'arte, quella che più ti rappresenta!

Emanuele: “L'arte è capace di esprimere e rendere visibile il bisogno dell'uomo di andare oltre ciò che si vede, manifesta la sete e la ricerca dell'infinito. Anzi, è come una porta aperta verso l'infinito, verso una bellezza e una verità che vanno al di là del quotidiano. E un'opera d'arte può aprire gli occhi della mente e del cuore, sospingendoci verso l'alto. ” (Papa Benedetto XVI)
Filippo: mi permetto di citare due aforismi: “Vita brevis ars longa” (Ippocrate), “L’arte è un passo dalla natura all’Infinito” (Gibran).

Grazie a Emanuela e Filippo e un in-bocca-al-lupo per il loro nuovo progetto che trovate all'indirizzo https://sulparnaso.wordpress.com

Se ti è piaciuto il post, aggiungimi alle tue cerchie!

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