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lunedì 1 dicembre 2014

Intervista a Michele Danieli, storico dell'arte e blogger


Oggi parliamo con Michele Danieli, curatore dell'omonimo blog, gemma oscura della blogosfera! Un blog intelligente, interessante, disincantato, attraversato da una caustica ironia. Giusto per anticiparvi, nell'about del blog scrive di se: Laureato (1998), specializzato (2001), dottorato (2004), postdottorato (2007), disoccupato. 
Michele, vorrei che per cominciare ti presentassi, chi sei, quali studi fai o hai fatto, quando e perchè hai iniziato a scrivere il blog, e qual è lo scopo, la missione, il fine che ti sei prefissato diventando blogger.

Ho percorso tutta la carriera accademica, dalla laurea al post-dottorato, senza pause e senza intoppi. Poi quando c'è stato da passare dall'altra parte della barricata, si è scoperto che titoli e pubblicazioni erano diventati carta straccia.
Ho aperto il blog per uno scopo del tutto personale. Scorrendo cataloghi di Musei o di aste, mi si assiepavano in mente decine di attribuzioni, correzioni e altre quisquilie. Quando ho cominciato a faticare a prendere sonno, ho deciso che serviva una valvola di sfogo. Pubblicarli in mille articolini era inutile (vedi la carta straccia di cui sopra), il blog era perfetto.

Qual è il tuo rapporto, il tuo approccio con il luogo per eccellenza che custodisce le opere d'arte, cioè il museo: sei più da "turistodromo" o preferisci piccoli musei poco frequentati e quale ti sentiresti di consigliare ai lettori di Art'esplorando.

A me piacciono tutti i Musei, dal Louvre al Museo Diocesano di Roncofritto. Però dentro al "Museo" mi aspetto di trovare qualcosa: degli oggetti, magari vecchi e brutti, ma qualcosa che deve essere materialmente conservato. Altrimenti è un'altra cosa, magari lodevole e interessante, ma un'altra cosa. Mi pare che della parola "Museo" si abusi.
Quindi consiglio di andare dappertutto.
Come rapporto qualità/prezzo direi che i 3 € del Castello Sforzesco di Milano sono insuperabili.

Che rapporto hai con le mostre? oggi spesso diventano eventi mediatici molto pubblicizzati, ma alla fine di poca sostanza. Quali sono le mostre che preferisci e se vuoi fai un esempio di una in particolare che ti ha colpito.

Le mostre mi piacciono moltissimo, ahimè. E' vero che alle volte sono pretesti di marketing, ma alla fine poco importa. La ostra è parte integrante di una esperienza più vasta, che comprende i preparativi del viaggio, il Museo che la ospita, la città che la accoglie.
Della mostra di Van Gogh ad Amsterdam (1990), visitata da adolescente, ho un ricordo che trascende il senso dell'esposizione. Così come della mostra di Cranach a Bruxelles (2010), la prima esposizione internazionale di mia figlia (che in realtà ha quasi sempre dormito).


Se fossi il ministro dei Beni Culturali e il Presidente del Consiglio ti desse carta bianca, quale sarebbe il tuo primo provvedimento?

Farmi assegnare ad interim la delega per l'Istruzione e l'Economia. E' inutile mettere un fantoccio ai Beni Culturali. Ogni tanto si tira la cordicella e lui dice: "Faremo questo. Investiremo. L'Italia ha il Patrimonio più..." e poi torna a dormire.
Una visione globale dei Beni Culturali manca del tutto, e non interessa a nessuno.
Un volta ho fatto (e perso) un concorso per conservatore in un Museo il cui bando recitava testualmente: "Il curriculum dei candidati non verrà preso in considerazione".
Inutile formare competenze che poi vengono ignorate. E questo deve essere risolto a monte, non è compito del Ministro dei Beni Culturali, titolo puramente onorifico.

Cosa proporresti di leggere a una persona che si avvicini per la prima volta alla storia dell'arte? un testo scolastico, un saggio, una monografia...

La Storia dell'Arte ha tante sfaccettature, è una mela che si può cominciare a mordere da ogni lato.
Cominciare dal libro sbagliato può essere fatale, la noia può prendere il sopravvento in pochi minuti e non lasciarti più.
L'unico consiglio che mi viene in mente è: guardate prima le figure, se vi incuriosiscono passate al testo.
Lo storico dell'arte che pretende di essere così interessante da invertire questo ordine è da evitare accuratamente.

Arriva il Diluvio Universale e tu hai la possibilità di mettere qualche opera d'arte nell'arca di Noé, quali sceglieresti?

Non ci penso neanche a salire sull'arca di Noè. Il posto dove vorrei essere è la cappella Capponi in Santa Felicita a Firenze. L'Annunciazione di Pontormo è sovrannaturale. Però è un affresco e non si può caricare sull'arca. Quindi, che venga il diluvio e basta.

Con quale artista (anche non più tra noi!) ti sentiresti di uscire a cena o a bere qualcosa? e perché?

Ne ho una lista lunghissima. Mi porto dietro un faldone di fotografie per ciascuno, poi per tutta la cena li tartasso di domande: "Questo lo hai fatto tu? E quando? E per chi?".
Se una religione mi garantisse questo tipo di conoscenza ultraterrena, mi convertirei subito.

Oggi in TV e alla radio non c'è molta arte, e cultura in generale. Tu cosa consiglieresti di guardare (o ascoltare) al lettore di Artesplorando. Può anche essere un programma non prettamente d'arte, ma al cui interno ci sia un'approfondimento artistico. In onda ora, ma anche nel passato(ovviamente valgono anche le web-tv).

L'arte in TV è terribile, di una noia infinita. Solo la scuola è capace di tanto. Interi quarti d'ora di silenzio assoluto (o di sottofondo musicale che attinge a repertori gregoriani), con la telecamera che vaga lentissima sulle opere, indugiando su particolari di nessun interesse. Se cambi canale e su RaiSport c'è il campionato abruzzese di tamburello, tiri un sospiro di sollievo.
Come dicevo a proposito delle mostre, la fruizione di un'opera d'arte fa parte di una esperienza più vasta, difficilmente riproducibile in televisione. A me nulla mette tristezza come l'opera o il teatro in TV. Figuriamoci un'opera d'arte.
Duchamp visto al Pompidou di Parigi è bellissimo e geniale. Una ruota di bicicletta in TV stringe il cuore.

In un ipotetico processo alla storia dell'arte tu sei la difesa, l'accusa è di inutilità e di inadeguatezza ai nostri tempi, uno spreco di tempo e di soldi. Fai un'arringa finale in sua difesa.

Io vorrei essere l'accusa. Ma è anche vero che tutti hanno diritto a una difesa.
Signori. Guardatevi in giro. Siamo circondati da un branco di dementi (noi compresi, ovviamente). Avete la possibilità di parlare con alcune delle intelligenze più vivide della storia, e di guardare alcuni degli oggetti più belli mai prodotti da mano umana. Certo, bisogna fare un piccolo sforzo per capire la lingua nella quale si esprimono, ma ne vale la pena.

Concluderei con una bella citazione sull'arte, quella che più ti rappresenta!

... questa è la disgrazia della nostra Professione, che pochi ne sapino, e tutti pretendino di saperne (Giampietro Cavazzoni Zanotti, Nuovo Fregio a Felsina, 1703)

Grazie a Michele e tutti a visitare il blog: http://micheledanieli.wordpress.com
Come al solito ... alla prossima intervista!!!

Se ti è piaciuto il post, aggiungimi alle tue cerchie!

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