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giovedì 18 dicembre 2014

Popoli preistorici e primitivi - gli albori dell'arte

dipinti murali dalle grotte di Lascaux
Artesplorando non si è mai spinto alle origini dell'arte, ma credo che sia giunto il momento di provarci. 
Non sappiamo con certezza come sia nata l'arte, esattamente come non sappiamo quando sia nato il linguaggio. Se per arte intendiamo attività come la costruzione di templi e di case, non c'è popolo al mondo che non sia artista.
Se, invece, intendiamo per arte qualcosa di raro e squisito di cui godere nei musei e nelle mostre o da impiegare in belle decorazioni nei salotti più raffinati, dobbiamo comprendere che questa particolare accezione d'arte è stata introdotta solo di recente e che molti dei pittori, scultori, costruttori del passato agirono seguendo altri scopi.

Spesso nel passato l'atteggiamento verso sculture, dipinti, costruzioni era lo stesso: questi non venivano considerati opere d'arte, bensì creazioni con una determinata funzione.
Non possiamo sperare di capire gli inizi della storia dell'arte senza tentare di penetrare la mente dei popoli preistorici e primitivi, considerando le loro produzioni non come qualcosa di bello da guardare, ma come oggetti da usare, ricchi di potenza: dal punto di vista dell'utilità non c'è quindi differenza tra la costruzione di una capanna e la produzione di un'immagine. La prima serve a proteggersi dalla pioggia, dal vento, dal sole; la seconda a difendersi contro poteri che vanno oltre le forze della natura.

Raffigurazione di un bisonte dalla grotta di Altamira
Tutte queste considerazioni per arrivare a comprendere le pitture più antiche giunte a noi. Quando furono scoperte per la prima volta sulle pareti delle grotte in Spagna e nella Francia meridionale nel XIX secolo, gli archeologi non credevano che tali raffigurazioni così vive e naturalistiche di animali potessero essere state disegnate da uomini dell'era glaciale. E' molto probabile che questi cacciatori primitivi pensassero che una volta fissata l'immagine della preda, l'animale stesso sarebbe dovuto soccombere al loro potere.

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A noi oggi può sembrare che tutte queste credenze abbiano ben poco a che fare con l'arte, ma di fatto la condizionano in vari modi. Ciò che importa non è la bellezza della scultura o della pittura, ma la sua possibilità d'avere l'effetto magico desiderato.
Ma badate bene, quando si parla d'arte primitiva, non si vuole alludere a una conoscenza primitiva che gli artisti avrebbero del loro compito. Tutto il contrario: molte antiche tribù hanno raggiunto un'abilità sbalorditiva nello scolpire, nell'intrecciare canestri, nel conciare il cuoio o nel lavorare i metalli.

Graffiti della grotta Chauvet
Resta il fatto che dev'essere un'esperienza straordinaria addentrarsi in queste grotte, giù nel cuore della montagna e improvvisamente vedere illuminati dalla torcia elettrica la raffigurazione di un animale proveniente dagli albori dell'arte.

Fonti: La storia dell'arte, E.H. Gombrich, Phaidon, 2008

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