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giovedì 22 gennaio 2015

Il grande risveglio? questione di ginocchia!

Polimede di Argo, i fratelli Cleobi e Bitone
Molto diverse (rispetto a Egitto e Mesopotamia) erano le condizioni di vita nei più dolci climi del mare che circondava questi imperi, sulle molte isole, grandi e piccole, del Mediterraneo orientale e sulle coste frastagliate delle penisole della Grecia e dell'Asia Minore.
Non c'era tra i greci un despota divino che potesse o volesse costringere un intero popolo a farsi schiavo di lui! Le tribù greche si erano sistemate in numerose cittadine e porticcioli.
Fra le piccole comunità esistevano molte rivalità, ma nessuna riuscì a prevalere sulle altre.

Di queste città-Stato della Grecia, Atene nell'Attica divenne di gran lunga la più famosa e la più importante nella storia dell'arte. Fu in essa che si svolse la più grande e sbalorditiva rivoluzione di tutta la storia dell'arte.

In precedenza gli artisti degli antichi imperi orientali si erano sforzati di raggiungere un particolare genere di perfezione, tentando di emulare l'arte dei loro progenitori nel modo più fedele possibile e osservandone scrupolosamente i canoni consacrati. Cominciando a scolpire sculture in pietra, gli artisti greci invece presero le mosse da quello che per gli egizi e gli assiri era stato un punto di arrivo.

I fratelli Cleobi e Bitone

L'opera che qui vedete dimostra che studiarono e imitarono i modelli egizi e che appresero da questi a costruire la figura di un uomo in piedi, a distribuire le varie parti del corpo e i muscoli che le connettono.
Ma mostra anche un'altra cosa molto importante: l'autore di queste statue non si accontentava di imitare e seguire le formule del passato, e cominciò a fare prove per conto proprio.
Era evidentemente interessato a scoprire quale fosse il vero aspetto delle ginocchia. Forse non ci riusci del tutto, forse queste ginocchia sono anche meno convincenti di quelle delle statue egizie, ma ciò che conta è la sua decisione di guardare con i propri occhi, anziché seguire gli antichi precetti!

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I greci iniziarono a servirsi dei propri occhi. Una volta iniziata una simile rivoluzione, non fu più possibile fermarla. Nei loro studi gli scultori escogitarono nuove tecniche per rappresentare la figura umana, e ogni innovazione veniva appassionatamente adottata da altri che la arricchivano delle proprie scoperte. Uno trovava il modo per incidere il legno, un altro si accorgeva come una statua può acquistare maggior vita se i piedi non poggiano troppo solidamente sulla base.

Un altro trovava che avrebbe potuto animare l'espressione a un volto piegando all'insù gli angoli della bocca, cosicché sembrasse sorridere. Certo il metodo egizio era molto più sicuro, e non di rado gli esperimenti degli artisti greci fallirono. Ma non si lasciarono spaventare da queste difficoltà.

Si erano messi su una strada che non permetteva di tornare indietro.

Continua l'esplorazione ...

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Fonti: La storia dell'arte, E.H. Gombrich, Phaidon, 2008

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