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venerdì 23 gennaio 2015

Intervista ad Alessandra, curatrice del blog Alessandra Artale


Oggi parliamo con Alessandra, curatrice di un interessante blog in cui è riuscita a riversare tutto il suo amore, il suo cuore e la sua anima, nel parlarci degli artisti e delle loro opere.
Vorrei che per cominciare ti presentassi, chi sei, quali studi fai o hai fatto, quando e perchè hai iniziato a scrivere il blog, e qual è lo scopo, la missione, il fine che ti sei prefissata diventando blogger.

Sono una cinquantaseienne che ha iniziato fin da piccola a interessarsi di arte. Ho frequentato il liceo classico a Sanremo, poi mi sono laureata in storia dell’arte all’università di Genova. Ho scritto parecchie pubblicazioni, da saggi in testi per ‘addetti ai lavori’ a libri destinati a un pubblico più ‘popolare’. Mi sono anche iscritta al DAMS di Imperia per approfondire le mie conoscenze di cinema e di musica. A settembre ho iniziato il mio sito, www.alessandraartale.it, spinta dal mio fidanzato, perché volevo che le persone potessero imparare qualcosa. Io scrivo in modo giornalistico, non accademico, per far sì che i miei articoli risultino scorrevoli e piacevoli da leggere, senza usare certi termini o frasi che poi la gente ‘normale’ non capirebbe. Se poi dovesse diventare anche una fonte di guadagno, ben venga, so purtroppo che la cultura non paga, ma non sarebbe male  e ancor meno disdicevole. In fondo sono 50 anni che studio…


Qual è il tuo rapporto, il tuo approccio con il luogo per eccellenza che custodisce le opere d'arte, cioè il museo: sei più da "turistodromo" o preferisci piccoli musei poco frequentati e quale ti sentiresti di consigliare ai lettori di Art'esplorando.

I musei mi piacciono tutti, ma consiglierei di andare sempre a vedere i musei diocesani, poco conosciuti e molto interessanti. Non conoscevo quello di Palermo e l’ho trovato meraviglioso, a Venezia invece son stata varie volte ed è sempre una scoperta. Nei grandi musei, quelli famosi come gli Uffizi, i Musei Vaticani, la Pinacoteca di Brera, tanto per fare  qualche nome, ci sono le opere di grandi artisti, ma anche nei musei periferici e magari piccolissimi possono esserci capolavori sconosciuti e vale quindi la pena di visitarli.

Che rapporto hai con le mostre? oggi spesso diventano eventi mediatici molto pubblicizzati, ma alla fine di poca sostanza. Quali sono le mostre che preferisci e se vuoi fai un esempio di una in particolare che ti ha colpito.

La maggioranza delle mostre sono di inesistente valore scientifico, non aggiungono nulla a quel che già si sa, non servono a far ricerca. Sono sovente occasioni di speculazioni sui nomi di pittori famosi e molto spesso anche pericolose per la salvaguardia delle opere, trasportate qua e là come pacchi senza valore. Il pregio di queste ‘fiere’ è che va molta gente  a vederle e questo è comunque positivo.
Tra le mostre passate, mi era piaciuta molto quella su Artemisia Gentileschi a Palazzo Reale a Milano, almeno aveva fatto conoscere al grande pubblico un’artista di talento e una delle rarissime donne pittrici.

Se fossi il ministro dei Beni Culturali e il Presidente del Consiglio ti desse carta bianca, quale sarebbe il tuo primo provvedimento?

Sarebbero tanti, non uno solo. In primis eliminare quella moltitudine di funzionari inutili, incapaci e assenteisti che vivono nelle Soprintendenze, nei Musei e nei siti archeologici. Poi farei entrare i privati  per coinvolgerli nei restauri di troppe straordinarie meraviglie cadute in disgrazia, vedi la reggia di Caserta o Pompei, e far sì che siano loro a prendersene cura, guadagnandoci ovviamente con i ricavi dei biglietti di ingresso e di altre iniziative. Anche le istituzioni potrebbero: basta guardare quanto sta guadagnando il Museo della Scienza di Trento: fanno musica, teatro, matrimoni e tutto quello che può far venire gente che mai sarebbe entrata in un museo. E infine, ma fondamentale, bisognerebbe creare una rete per il turismo culturale che in Italia ancora manca: in ogni angolo sperduto del nostro incredibile paese c’è qualcosa di interessante da scoprire e vedere. Basta organizzarsi e ci sarebbe anche lavoro per molte, moltissime persone anche non del settore specifico.

Cosa proporresti di leggere a una persona che si avvicini per la prima volta alla storia dell'arte? un testo scolastico, un saggio, una monografia...

I saggi il più delle volte sono noiosi, ne ho scritto tanti e lo dico per esperienza personale. I testi scolastici hanno generalmente fotografie che non rendono ma come primo approccio potrebbero andare bene. Consiglierei di guardare tante figure prima di leggere approfonditamente e per questo potrebbe andare bene “La pittura italiana” edito da Electa, che dà un panorama completo dei pittori più importanti con belle illustrazioni spiegate in modo semplice e  chiaro.

Arriva il Diluvio Universale e tu hai la possibilità di mettere qualche opera d'arte nell'arca di Noé, quali sceglieresti?

Non ci voglio nemmeno pensare. Un mondo senza arte non varrebbe la pena di essere abitato.

Con quale artista (anche non più tra noi!) ti sentiresti di uscire a cena o a bere qualcosa? e perchè?

Andrei a cena con Tiziano, in primis per dirgli, guardandolo negli occhi, che lo amo tantissimo e poi per chiedergli il vero senso, quando era già vecchio, della sua pittura sfatta, del suo dipingere con le dita. Io credo ci sia una ragione profonda, un voler andare ‘oltre’ la pittura di quel secolo d’oro chiamato Cinquecento, un voler trovare delle novità oltre il suo mondo e il suo modo di far pittura. Vorrei però che me lo dicesse lui. Così finalmente potrei togliermi una delle più grandi curiosità che ho. E poi, se me lo concedi, uscirei con Caravaggio. Ho da fargli un’infinità di domande…

Oggi in TV e alla radio non c'è molta arte, e cultura in generale. Tu cosa consiglieresti di guardare (o ascoltare) al lettore di Artesplorando. Può anche essere un programma non prettamente d'arte, ma al cui interno ci sia un'approfondimento artistico. In onda ora, ma anche nel passato(ovviamente valgono anche le web-tv).

Non guardo molto la televisione, ma l’unico programma che consiglio è Passepartout del mio amico  Philippe Daverio, su Rai 5. Non è sempre facilissimo capirlo, perché tutti i suoi discorsi e spiegazioni hanno dietro un patrimonio enorme di cultura europea fatto di storia, letteratura, filosofia e musica, ma è comunque e sempre interessantissimo e stimola ad ogni puntata nuove conoscenze.

In un ipotetico processo alla storia dell'arte tu sei la difesa, l'accusa è di inutilità e di inadeguatezza ai nostri tempi, uno spreco di tempo e di soldi. Fai un'arringa finale in sua difesa.

Premetto che sarei la difesa della storia dell’arte fino a Picasso, per il dopo mi astengo… L’arte è sempre esistita, fin dai tempi preistorici. Sarebbe impensabile un mondo senza bellezza, sarebbe un mondo vacuo, inutile e tristissimo. E l’arte è bellezza, che non è mai inutile, aiuta a vivere meglio, a sentire emozioni e sentimenti che di fronte ad altro non nascono, a sentirci parte integrante di una cultura che ha radici profonde, a essere persone migliori.

Concluderei con una bella citazione sull'arte, quella che più ti rappresenta!

Ce ne sono molte citazioni, ma quella che preferisco è di Henry Miller (1891/1980) scrittore statunitense: “L’arte non insegna nulla, tranne  il senso della vita”.

Grazie ad Alessandra per la sua disponibilità e per la capacità di raccontarci la storia dell'arte in maniera semplice, ma mai banale.
Per cui tutti all'indirizzo: www.alessandraartale.it
Alla prossima intervista ...

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