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giovedì 8 gennaio 2015

Orrore!!! perché l'arte è così ossessionata dal grottesco?

Appuntamento con Artesplorando International! Ecco un articolo del Guardian (scritto da Jonathan Jones) che vi propongo tradotto di seguito, il quale ci presenta un'interessante spunto di riflessione sul rapporto tra arte e orrore!!!

Verruche, escrescenze, parti del corpo cresciute fuori posto abbondano nelle sculture bizzarre di Jonathan Payne. Una lingua con i denti, una massa di carne e dita, un bulbo oculare al centro di un pezzo di carne ... Non ditemi che non siete un po' scioccati, disgustati o stupiti. L'horror non passa mai di moda. E 'un genere che non stanca e non smette di incuriosirci e terrorizzarci.

il groviglio di mani di Jonathan Payne

Il grottesco ha una grande capacità di resistenza al passare del tempo perché la nostra vita, come esseri di carne e sangue, non è cambiata, e così fino a quando avremo un corpo, potremo sperimentare il sentimento dell' horror. Questo vale in tutta l'arte, il cinema e la letteratura. Quello che intendiamo per "grottesco" in arte risale alla fantasia medievale.

Nel poema anglosassone Beowulf, gli orribili omicidi del mostro Grendel non fanno dormire i guerrieri di re Hrothgar. Nell'arte medievale, tali creature malvagie abbondano. Si raggiunge una grandiosità diabolica di immaginazione nell'arte del nord Europa nei secoli 15 ° e 16 °. Rimaniamo ancora paralizzati di fronte all'arte grottesca di Bosch , Bruegel e Grunewald.

particolare del giardino delle delizie di Hieronymus Bosch
Il vero orrore appartiene sicuramente agli uomini del nord, stretti l'uno all'altro nelle notti invernali immaginando mostri nel buio. Il Rinascimento italiano ha visto più la bellezza che la mostruosità nel mondo. Eppure la parola "grottesca", per descrivere un tipo di decorazione d'arte, è stata coniata nel Rinascimento italiano.

Quando i resti della Domus Aurea (Casa Dorata) dell' imperatore Nerone sono stati scoperti sotto il colle Esquilino di Roma, artisti come Raffaello si calarono giù con l'aiuto di corde per osservare le gallerie dipinte.
Gli affreschi rinascimentali ispirati dalle decorazioni di questo opulento palazzo - tutte fogliame, creature fantastiche, maschere e satiri - sono stati chiamati a "grottesca", da grotta, perché i corridoi sotterranei della Domus erano come caverne. Eppure essere italiani, all'epoca, era molto bello!!!

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Così il grottesco originariamente significava arte sotterranea. La parola ha cambiato il suo significato nel tempo, ma tuttavia opere come quelle di Payne, danno l'impressione di venire da un luogo "underground", da una parte nascosta e orribile dell'immaginazione.
Il grottesco nell' arte moderna è  poi stato intensificato dagli orrori reali della prima e della seconda guerra mondiale. E' al centro del movimento dada e del surrealismo. Le immagini più grottesche nell'arte del 20 ° secolo includono le corride di Picasso, le creature auto-cannibalizzate di Dali, le bambole mutilate di Hans Bellmer e le tragiche anatomie di Francis Bacon .

tre studi per la Crocifissione, Francis Bacon
Ma il grottesco non cambia. Non invecchia con il tempo. Le opere di Bellmer o dei fratelli Chapman possono sembrare la quintessenza della modernità e il fascino macabro della loro arte non avrebbe sorpreso Hieronymus Bosch o i collezionisti che bramavano i suoi bizzarri dipinti.
Gli orrori che i pittori hanno visto 500 anni fa sono sconcertanti esattamente come quelli di oggi. Forse perchè quando guardiamo nel buio in fondo al nostro inconscio, i mostri sono sempre gli stessi.

Per leggere altre top 10 segui la rubrica #Artesplorando International

Fonti: www.theguardian.com

4 commenti:

  1. Il gusto del macabro affonda in una tradizione antichissima: penso alle scene truculente dell'epica (i massacri dell'Iliade o le uccisioni molto splatter di Polifemo) e della tragedia, che spesso spiegava anche l'origine di certe tradizioni molto inquietanti per noi, oggi. Spesso è difficile farne comprendere il valore: abituati come siamo ad una sommaria distinzione fra bello e brutto, morale e immorale, i significati profondi possono sfuggire, e sono diversi di volta in volta: penso al macabro barocco, segno di un'ossessiva perdita di riferimenti o a quello di Courbet, che registra il realismo, o, ancora, alla liberazione sfrenata dell'inconscio che nel Surrealismo dà esiti allucinanti (ricordo che il mio prof di arte al liceo, che amava molto sottolineare questo orrore citava ad ogni piè sospinto la raccapricciante scena di Un chien andalou). La variazione semantica della parola grottesco, d'altonde, come hai ben evidenziato, va a scavare in questa profondità...

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    1. E' proprio vero, il macabro a radici profonde nell'animo umano!

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  2. Cristian!! Te lo giuro, io avevo sognato come se tu avessi seguito il consiglio che ti avevo dato qualche post fa e adesso mi ritrovo questo post qui, ma che coincidenza pazzesca! *_*

    Comunque io adoro il grottesco, adoro le sue espressioni nordico-medievali:le trovo quelle più peculiari proprio perché legate ad un'epoca indissolubilmente fusa con la religione, tant'è che anche nelle architetture sacre è possibile trovare non solo gargoyles ma anche diavoli e schiere infernali, in appositi temi decorativi, volti ad esprimere un monito ai fedeli.
    Ma ci sono autori tedeschi anche più 'recenti' come Böcklin, Klinger, Otto Dix che fondono il tema grottesco con atmosfere romantiche i primi due e più distopiche l'ultimo che meriterebbero di essere esplorati a dovere (Klinger lo adoro in particolare!).

    Poi tempo fa avevo trattato un artista contemporaneo di nome Kris Kuksi, il cui grottesco ha un sapore apocalittico e post-nucleare. insomma mi prendi in un argomento che mi piace particolarmente! :D

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