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martedì 17 febbraio 2015

Intervista a Laura Cesari curatrice del blog "Sciadografie"


Oggi intervistiamo Laura curatrice del blog "Sciadografie".Nome curioso ed originale ispirato agli esperimenti condotti da William Talbot e che trovate accuratamente spiegato nell' about.
Vorrei che per cominciare ti presentassi, chi sei, quali studi fai o hai fatto, quando e perché hai iniziato a scrivere il blog, e qual è lo scopo, la missione, il fine che ti sei prefissata diventando blogger.


Un saluto a tutti i lettori di Artesplorando. Mi chiamo Laura Cesari, romana per nascita e per passione. Roma infatti è il motivo principale per il quale ho iniziato fin da piccola ad amare l'Arte. Provengo da studi classici; dopo un lungo itinerario iniziato dall'Egittologia, passando per l'Archeologia Classica e per la Storia dell'Arte, ho conseguito la laurea in Scienze Umanistiche con indirizzo artistico-letterario. Un vero e proprio viaggio nella storia!
L'idea del blog è maturata negli anni mentre scrivevo piccoli approfondimenti sulle materie d'esame, concretizzandosi nel gennaio 2014 con Sciadografie. L'intento principale è sempre stato quello di portare il mio piccolo contributo nella diffusione della comprensione dell'Arte, troppo spesso relegata ad un elenco di nomi ed opere collocati nella storia. Sciadografie è il modo in cui osservo l'Arte, è il riflesso degli studi fatti, è la mia personale opinione su mostre e musei,   è l'associazione ad opere, artisti o periodi artistici che posso trovare anche nella quotidianità, come ad esempio nei libri, film e serie tv (un tentativo di rendere attuale quel che in tanti credono morto e inutile).
Sciadografie mi ha trasformata in una blogger, facendomi scoprire un mondo a me totalmente sconosciuto. Forse delle volte scrivo in tono da "addetti ai lavori", linguaggio incomprensibile a chi si approccia all'Arte per la prima volta, ma il pubblico è ampio ed il blog è in continua evoluzione. Perciò vi chiedo pazienza e consigli: l'opinione dei lettori è fondamentale!

Qual è il tuo rapporto, il tuo approccio con il luogo per eccellenza che custodisce le opere d'arte, cioè il museo: sei più da "turistodromo" o preferisci piccoli musei poco frequentati e quale ti sentiresti di consigliare ai lettori di Artesplorando.

Il museo è un organo vivo e pulsante, sappiatelo! Ad ogni visita si apprende e si scopre qualcosa in più. Bisogna però renderlo accogliente ed ospitale al pubblico fruitore. 
Lasciando da parte le polemiche sulla gestione del nostro amato patrimonio artistico-culturale, rispondo subito dicendo che le visite in massa sono necessarie per chi proviene da lontano e si ferma per pochi giorni. Personalmente apprezzo molto di più un museo quasi vuoto, sia esso piccolo o grande, ma solo per una questione di silenzio e concentrazione: è fondamentale per me entrare in dialogo con le opere esposte, come si potrebbe fare con una persona che si conosce o si vuol conoscere e con la quale si vuole instaurare un rapporto di qualsiasi natura.
Quale museo potrei mai consigliare? Difficile sceglierne uno. Di solito consiglio a tutti di visitarne il più possibile, anche i più sconosciuti. Esplorare è il modo migliore per scoprire tesori inimmaginabili.

Che rapporto hai con le mostre? oggi spesso diventano eventi mediatici molto pubblicizzati, ma alla fine di poca sostanza. Quali sono le mostre che preferisci e se vuoi fai un esempio di una in particolare che ti ha colpito.

Le mostre: croce e delizia. Sicuramente sono tra le colonne portanti della divulgazione dell'Arte e della Cultura. Necessitano di continue evoluzioni nell'approccio con il pubblico. Sappiamo inoltre che se curate malamente recano danni invece che benefici. Purtroppo ci sarebbero pagine intere da scrivere riguardo ai problemi delle mostre organizzate negli ultimi dieci anni. Ad una in particolare ricordo di aver trovato un abbondante strato di polvere sopra le teche contenenti i reperti esposti. Ed era solo lo scandalo minore in quella visita specifica. 
Parlando in toni positivi posso affermare che le migliori mostre sono senza dubbio quelle in cui il pubblico è accompagnato per mano attraverso un percorso di senso compiuto, immerso così bene nel periodo storico da diventarne parte: aiutano moltissimo gli allestimenti scenici che creano stupore e curiosità nello spettatore. Questo mi porta a citare la mostra su Nefertari tenutasi in Palazzo Ruspoli a Roma dalla Fondazione Memmo tra il 1994 e il 1995. Fu qualcosa di straordinario, mai la dimenticherò, come tutte le mostre organizzate dalla Fondazione Memmo. 

Se fossi il ministro dei Beni Culturali e il Presidente del Consiglio ti desse carta bianca, quale sarebbe il tuo primo provvedimento?

La politica non è un campo di mia competenza, non mi pronuncio a riguardo. 

Cosa proporresti di leggere a una persona che si avvicini per la prima volta alla storia dell'arte? un testo scolastico, un saggio, una monografia...

Dopo le varie riforme scolastiche la domanda non mi stupisce: adesso c'è chi realmente potrebbe avvicinarsi per la prima volta alla Storia dell'Arte. A coloro i quali vogliono iniziare a conoscerla consiglio i classici testi scolastici, per un approccio discreto ci sono i volumi Storia dell'Arte Italiana dell'Electa-Mondadori curati da Bertelli e Briganti. Per iniziare credo possa andar bene. Leggere subito un testo di Panofsky o Gombrich credo sia come voler imparare a guidare senza saper accendere la macchina.

Arriva il Diluvio Universale e tu hai la possibilità di mettere qualche opera d'arte nell'arca di Noé, quali sceglieresti?

Sicuramente morirei nel tentativo di costruire arche sufficienti a contenere tutte le opere d'Arte del mondo. Questa domanda è l'equivalente del "vuoi più bene a mamma o a papà?": non esiste risposta!

Con quale artista (anche non più tra noi!) ti sentiresti di uscire a cena o a bere qualcosa? e perchè?

Raffaello. Senza batter ciglio. È risaputo fosse un uomo che sapeva apprezzare i piaceri della vita, vuoi che non conosca un posto dove si mangi e si beva divinamente? 
In realtà avrei un secondo nome: Giuseppe Cesari conosciuto anche come il Cavalier d'Arpino. Una scelta basata sulla curiosità, dettata dal cognome che ci accomuna. Mi piacerebbe sapere direttamente da lui come fosse Roma in quell'epoca. E poi non dimentichiamoci che tenne a bottega il Caravaggio, non fu di certo un pittore qualsiasi!

Oggi in TV e alla radio non c'è molta arte, e cultura in generale. Tu cosa consiglieresti di guardare (o ascoltare) al lettore di Artesplorando. Può anche essere un programma non prettamente d'arte, ma al cui interno ci sia un'approfondimento artistico. In onda ora, ma anche nel passato(ovviamente valgono anche le web-tv).

Rispondere a questa domanda mi risulta particolarmente difficile poiché non guardo la tv e non ascolto la radio. Consiglio invece di vestirsi, uscire e andare per musei, mostre, siti archeologici. Possibilmente accompagnati da appassionati e studiosi di Arte. Se proprio non si hanno queste possibilità allora un po' di zapping sui canali Rai e Sky. Sicuramente qualcosa si trova.


In un ipotetico processo alla storia dell'arte tu sei la difesa, l'accusa è di inutilità e di inadeguatezza ai nostri tempi, uno spreco di tempo e di soldi. Fai un'arringa finale in sua difesa.

Prima ancora di saper leggere e scrivere mi fu insegnato quale fosse l'iscrizione sul tempio di Delfi: conosci te stesso. Da allora le domande ricorrenti sono sempre state "chi sono?" "da dove provengo?" "dove sto andando?", tutte cose che ognuno di noi cerca nella propria vita. Macroscopicamente parlando non cambia nulla, le domande sono sempre le stesse: chi può rispondere alla ricerca dell'identità di una città, o di una nazione, o del mondo intero? La Cultura. La nostra identità è la nostra Cultura. E la Storia dell'Arte è parte fondamentale della nostra Cultura. Da essa possiamo apprendere non solo la bellezza, le tecniche, il progresso ottenuto nei secoli, ma anche gli usi e costumi che avevamo, il cibo che mangiavamo, in cosa credevamo. Possiamo apprendere la nostra storia, le nostre radici, vedere che volto avessero i nostri predecessori - dai più famosi ai più anonimi. Possiamo apprendere quali libri si leggessero, quali strumenti si suonassero, fino a scoprire cose perdute per sempre come edifici, paesaggi, razze di animali e piante estinte. Ci aiuta a riempire enormi lacune che altrimenti resterebbero tali.
La Storia dell'Arte determina la nostra identità, eliminarla sarebbe come dimenticare la propria famiglia ed il proprio nome: si vivrebbe lo stesso, ma sarebbe una triste e misera esistenza.

Concluderei con una bella citazione sull'arte, quella che più ti rappresenta!

La citazione sull'Arte per eccellenza è la contemplazione dell'opera stessa dovuta alla sua comprensione. 
Per essere più concreti cito volentieri Erwin Panofsky da Il significato delle arti visive: "In un'opera d'arte la «forma» non può essere disgiunta dal «contenuto»: la disposizione delle linee e del colore, della luce e dell'ombra, dei volumi e dei piani, per quanto incantevole come spettacolo, dev'essere anche intesa come portatrice di un significato che va al di là del valore visivo."

Grazie a Laura per la sua disponibilità ed ora tutti a scoprire il suo blog all'indirizzo: http://sciadografie.blogspot.it/
E alla prossima intervista ...

Se ti è piaciuto il post, aggiungimi alle tue cerchie!

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