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giovedì 26 febbraio 2015

Process Art, nuove esperienze sensoriali!

Robert Morris, felt pieces
La Process Art! ad un primo esame sembrerebbe un'arte legata ai processori ... ma non è così! Di che si tratta allora?
E' una tendenza dell'arte contemporanea, detta anche Antiform, che si è sviluppata sul finire degli anni Sessanta del secolo XX negli Stati Uniti e in Europa.
La process art nasce in risposta alla Minimal art di cui rifiuta la rigida connotazione geometrica e seriale.

I principali esponenti americani sono Robert Morris, Bruce Naumann, Eva Hesse, Keith Sonnier, Richard Serra, mentre tra gli europei spiccano i nomi di Joseph Beuys, Barry Flanagan. Le loro opere sono caratterizzate da un approccio di tipo concettuale, non distante dalle coeve esperienze dell'arte povera (ne parlo →QUI); possono essere considerate in continua evoluzione, tese alle sollecitazioni di nuove esperienze sensoriali mediante l'uso di materiali morbidi e malleabili come il feltro, la plastica e la gomma.
Esaltando l’espressività primaria delle loro proprietà fisiche: peso, durezza, fragilità, leggerezza, morbidezza, elasticità, trasparenza, malleabilità, fluidità, luminosità, ecc.
Questi sono, in sintesi, i caratteri di fondo delle ricerche postminimaliste che prendono il nome di process art.

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Le principali mostre attraverso cui questa nuova modalità di fare arte si afferma si tengono a New York: Eccentric Abstraction (Fischbach Gallery, 1966), Anti Forni (John Gibson Gallery, 1968), Nine in the Warehouse (Leo Castelli, 1968). Ma vediamo gli artisti più nel dettaglio.

Robert Morris

Robert Morris inizia nel 1967 a realizzare i Felt pieces, che sono un’evoluzione dei precedenti lavori minimalisti. Si tratta di grandi pezzi di feltro industriale che assumono una forma non predeterminata in relazione alle caratteristiche morbide dello stesso materiale e alle modalità di installazione basate sugli effetti della forza di gravità.
L’artista sviluppa ulteriormente la sua idea di arte processuale (teorizzata nel 1967, con un importante scritto su "Artforum", nel 1968) con lavori che si configurano come vere e proprie installazioni ambientali caratterizzate dall’accumulazione informale di vari materiali sparsi in disordine.

Eva Hesse, repetition nineteen III

Eva Hesse

Di particolare significato è l’opera di Eva Hesse (1936 - 1970), che dal 1966 realizza lavori di forma fluida e incongrua, con valenze organiche ed erotiche, utilizzando materiali sintetici duri o molli (stampi di fiberglass, latex, plastica), reti, fili metallici, corde affidate al libero gioco della gravità.

Bruce Nauman, human need desire

Bruce Nauman

La ricerca di Bruce Nauman (Fort Wayne 1941), tra i più geniali e imprevedibili artisti di questa generazione, si situa a cavallo tra processualità, concettualismo e performance.
Dal 1966-67 in avanti si dedica a investigare la forma degli oggetti e gli aspetti fisici del corpo (il proprio) in rapporto con lo spazio, e le percezioni fisiche e sensoriali primarie in particolari contesti ambientali. Inoltre lavora anche sul linguaggio, con giochi di parole che innescano problematiche ambiguità di significati.
I lavori di Nauman sono prodotti con le tecniche più diverse: calchi del corpo o di spazi occupati da oggetti (in gesso, cera, fibra di vetro); scritte al neon; video e foto che documentano performances dell’artista; costruzione di ambienti.

Joseph Beyus, Infiltrazione omogenea per pianoforte a coda 

Joseph Beuys

Il tedesco Joseph Beuys (Kleve 1921 - Dùsseldorf 1986), realizza i suoi lavori e le sue installazioni con oggetti e materiali prelevati dal contesto reale, costituendo il punto di riferimento fondamentale per lo sviluppo di una ricerca di libero coinvolgimento dell’arte nella vita. Beuys utilizza, in particolare, elementi come il miele, il feltro, il rame, il grasso, la margarina e altro, da lui caricati di particolari valenze simboliche. Va comunque ricordato che la ricerca di Beuys ha aspetti molto complessi, legati al suo attivismo performativo.

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Questo post fa parte della rubrica #lopotevofareanchio, in cui se vuoi puoi esplorare l'arte contemporanea!

Fonti: Arte contemporanea, a cura di Francesco Poli, Electa, Milano, 2003

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