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venerdì 27 febbraio 2015

Quando la musa è un'artista: Lee Krasner e Jackson Pollock


Una grande donna, artista e musa di una delle personalità più rivoluzionarie della storia dell'arte. Sto parlando di Lee Krasner: sarà lei a guidare e a introdurre Pollock negli ambienti più interessanti di New York, a presentargli, tra gli altri, personaggi come De Kooning. Il sodalizio tra i due giocherà un ruolo importantissimo nel percorso artistico e umano di Pollock: la Krasner sarà moglie, consigliera, guida per Jackson. Ma partiamo dal principio.

Lenore Krasner, conosciuta come Lee Krasner (Brooklyn 27 ottobre 1908 – New York 19 giugno 1984), è stata una delle più importanti esponenti dell'Espressionismo astratto.
Incontrò Jackson Pollock per la prima volta nel 1936, a una festa organizzata dal sindacato degli artisti: Lee era un'ottima ballerina e fece sfigurare sulla pista l'impacciato Pollock, che le calpestava continuamente i piedi come spesso capita ai ballerini inesperti.
L’amore nacque molto più tardi però, nel 1942. Galeotta fu una mostra collettiva organizzata dall'artista bielorusso John Graham a New York a cui avrebbero dovuto partecipare entrambi: Lee venne chiamata nello studio di Pollock e qui rimase completamente rapita dalla rivoluzionaria vitalità delle opere del pittore.


Oltre a essere due ottimi pittori d’avanguardia, Lee e Jackson erano entrambi politicamente attivi a sinistra, ma la Krasner era contrariata dalla politica di Stalin e rimproverò sempre a Pollock di aver offerto asilo (nel suo studio) al pittore messicano stalinista integralista Alfaro Siqueiros, quando la polizia di New York lo ricercava per il suo coinvolgimento nell’omicidio di Trotsky avvenuto a Mexico City.

Lee aveva in più dei punti a suo vantaggio che Pollock non era neanche lontanamente vicino dal raggiungere: era maggiormente inserita nei gruppi e nelle comunità artistiche più importanti del momento rispetto al marito, che in quel periodo era ancora un pittore sconosciuto.

Si mostrava più serena e decisa nella sua trasgressiva vita di artista. Lee infatti diceva sempre quello che pensava, posava nuda, beveva e fumava molto; Pollock invece appariva “come un mollusco in una conchiglia”, spesso a disagio, molto introverso. Quando il proprio malessere prendeva il sopravvento, cercava conforto nell’alcool e nel misticismo che provocavano in lui attacchi di rabbia violenti seguiti da periodi di mutismo.


Il coronamento di questo felice incontro giunse il 25 ottobre 1945, quando i due artisti si sposarono e da quel momento la Lee dedicò la sua esistenza alla carriera del marito divenendo la sua principale critica d’arte, discutendo con lui e sostenendolo in ogni modo possibile, permettendogli così di coltivare il suo genio e diventare il più importante artista della seconda metà del Novecento.

Fu lei a guidare Pollock sulla strada del successo così come lo aiutò ad uscire, almeno in un primo momento, dall'abisso dell’alcolismo e della depressione. Si trattò non soltanto del gesto d’amore di una moglie sinceramente innamorata, ma purtroppo anche di un gesto di castrazione artistica, perché la Krasner accantonò perfino la propria brillante carriera per Pollock.

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E da qui sicuramente nascono una serie di domande legittime che mi e vi pongo:
E' giusto che un pittore, per amore di un'altro considerato più geniale, accantoni il proprio talento? Vale la pena sacrificare la propria affermazione personale per amore?
Oggi Lee Krasner se non fosse nata donna, sarebbe ugualmente relegata in secondo piano?
E Pollock senza il suo sostegno sarebbe ugualmente riuscito a rivoluzionare il mondo dell’arte ?

Una cosa è certa! Non sapremo mai che cosa sarebbe riuscita a fare Lee Krasner se non fosse stata oppressa dal maschilismo dell’epoca e se non si fosse consacrata alla promozione della carriera di Pollock; le sue opere sono comunque straordinarie e merita di essere ricordata per il suo incredibile contributo al mondo dell’arte e per la forza d’animo con cui ha saputo farsi strada in un mondo di soli uomini.
Non solo, ha saputo sostenere con il suo amore totalmente incondizionato un grande artista, contribuendo in maniera fondamentale al suo successo!

Fonti: articolo di Valeria Vite da L'Indro

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