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venerdì 27 marzo 2015

Il regno della bellezza #2: Lisippo

copia da Lisippo, testa di Alessandro Magno
Continua il viaggio nel regno della bellezza, trovate tutti i post dedicati a questo argomento seguendo l'etichetta #arte greca antica.
Come già abbiamo detto, gli artisti della generazione successiva a quella di Prassitele, a poco a poco si liberarono dalla costrizione che gli impediva di animare i tratti dei volti delle proprie opere. Impararono a cogliere i moti dell'anima del singolo, il carattere particolare di una fisionomia, e fecero ritratti nel senso moderno del termine.

Al tempo di Alessandro Magno si cominciò a discutere di questa nuova arte del ritratto. Alessandro stesso si fece ritrarre dal suo scultore di corte Lisippo, l'artista più celebre del periodo, la cui fedeltà alla natura meraviglia i contemporanei. Il ritratto di Alessandro pare ci sia giunto solo in copia e ne possiamo dedurre quanto l'arte fosse mutata dai tempi dell'Auriga di Delfi o anche dai tempi di Prassitele, che pure precede Lisippo di una sola generazione.

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Forse, se ci fosse dato di vedere un'istantanea di Alessandro, la troveremmo del tutto diversa. Potremmo forse dire che la statua di Lisippo assomiglia a un dio ben più che al vero conquistatore dell'Asia. Ma ci è anche lecito supporre che un uomo come Alessandro, spirito inquieto e geniale, benché alquanto corrotto dal successo, abbia potuto assomigliare a questo busto dalla fronte solcata e dall'espressione intensa.

capitello corinzio
La fondazione di un impero per opera di Alessandro fu l'avvenimento d'importanza capitale per l'arte greca che, da centro di interesse di alcune piccole città, divenne il linguaggio figurativo di quasi metà del mondo allora conosciuto. Generalmente ci si riferisce a quest'arte parlando di arte ellenistica, poichè questo fu il nome dato agli imperi fondati dai successori di Alessandro in Oriente.

Perfino in architettura, le forme forti e sobrie dello stile dorico e la disinvolta grazia dello stile ionico non bastarono più: si preferì una nuova forma di colonna che prese il nome dalla ricca città mercantile di Corinto. Lo stile corinzio appunto aggiunse fogliame alle volute a spirale ioniche che decoravano il capitello e in generale infuse ornamenti più abbondanti e più ricchi su tutto l'edificio.

Questo sfarzo si adattava assai bene ai monumenti sontuosi costruiti su vasta scala nelle città orientali di nuova fondazione. Gli stili e le invenzioni dell'arte greca furono così adattati alle tradizioni e alle dimensioni consuete dell'arte degli imperi orientali.

Fonti: La storia dell'arte, E.H. Gombrich, Phaidon, 2008

2 commenti:

  1. Come sempre le tue pillole d'arte sono ricche di spunti di riflessione... da ignorantissima (in storia dell'arte) la riflessione a seguito della lettura del post: mi stupisco e meraviglio sempre di come l'arte e tutti i suoi elementi possano raccontarci così bene storie di vite.
    Un abbraccio ;-)

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  2. Grazie! tutto merito delle letture che faccio :-) La storia dell'arte è piena di storie di vite!

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