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mercoledì 18 marzo 2015

Paesaggi - pioppi, tre alberi rosa in autunno

Claude Monet, pioppi, tre alberi rosa in autunno, 1891
Continua il viaggio attraverso il paesaggio e le opere che ne segnano la storia.
Questa storia parla di impressioni, luce e colore.
Dopo che →Claude Monet, il più famoso degli impressionisti, ebbe concluso la serie di dipinti che vedevano come protagonisti i covoni, fu il turno di un altro elemento di paesaggio che l'artista ripropose e rivisitò innumerevoli volte supportandolo con studi en plein air: i pioppi.

La storia di questi alberi, che si trovavano a Limetz, forse vi è nota. Le piante dovevano essere abbattute e vendute a un mercante di legname ma l'artista fu disposto a pagare una somma considerevole a patto che i pioppi venissero lasciati dove si trovavano finché lui non avesse terminato di dipingerli.

Pioppi, tre alberi rosa in autunno

Il quadro Pioppi, Tre alberi rosa in autunno mostra con estrema chiarezza le conseguenze che questo soggetto portò con sé nell'opera di Monet. In primo luogo conferma che, per il pittore, la natura assume il ruolo di evento visivo. Questo è il lato impressionista dell'opera.


D'altra parte, le linee verticali dei tronchi conferiscono alla composizione una stabilità ritmicamente strutturata, che va a ostacolare la brillante struttura superficiale tipica dell'impressionismo, creando una celata geometria dell'immagine, alla quale si sarebbe rifatto in seguito uno dei protagonisti dell'astrattismo geometrico, Piet Mondrian. Questa forma di consolidamento sembra estendersi, in Mondrian, anche a quei punti di colore che nel complesso richiamano la regolarità del puntinismo, anche se non con altrettanta coerenza.

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Com'è noto, tanto i neo-impressionisti quanto i puntinisti sistematizzarono la scomposizione del colore tipica dell'impressionismo in motivi di punti fino a creare una sorta di reticolo nel quale dissolvevano tutte le immagini concrete.

Di certo non è un caso che le tendenze del puntinismo verso l'astrazione si siano sviluppate non esclusivamente ma di preferenza sul tema del paesaggio, un soggetto che nel XIX secolo era meno gravido di significato rispetto ad altri e quindi addirittura predestinato agli esperimenti formali.

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Continua l'esplorazione

Questo post fa parte di una serie dedicata alla storia del paesaggismo e ai suoi principali interpreti #ilpaesaggio

Fonti: Paesaggi, Norbert Wolf, Taschen, Colonia, 2008

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